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E’ morto Christo, l’ultimo libro pubblicato in Italia: “TRASFORMAZIONI. L’arte nascosta di Christo e Jeanne-Claude” di Zornitza Kratchmarova

TRASFORMAZIONI.
L’arte nascosta di Christo
e Jeanne-Claude
di Zornitza Kratchmarova«Essere un’artista non è una professione, è un modo di vivere… non vai in pensione, semplicemente muori».
Dichiarazione di Christo (1935-2020) in occasione della laurea honoris causa
in Storia dell’arte all’Università di Torino, 2017.
Dal prologo del libro, leggi qui l’estratto.

116 pp. – 13,50 euro
Fuori collana – da aprile in libreria
(a breve l’edizione francese del libro in occasione del progetto
L’Arc de Triomphe, Wrapped, Project for Paris – Parigi 2020)

Per info e materiali:
info@morellinieditore.it | francesca.tamanini@morellinieditore.it – 348/0675148

Dal 2 aprile è disponibile in libreria il libro della giornalista Zornitza Kratchmarova, “Trasformazioni. L’arte nascosta di Christo e Jeanne-Claude” (fuori collana), con la prefazione del sociologo Ettore Camuffo, ultimo libro pubblicato in Italia sul percorso artistico del duo. Il volume racconta la vita e i percorsi artistici della coppia Christo (scomparso ieri a 84 anni) e Jeanne-Claude (deceduta nel 2009) attraverso le parole di chi li ha affiancati nella realizzazione di 10 dei loro maxi-progetti più visionari su scala internazionale.

Il progetto del libro era stato presentato dall’autrice a Christo nel 2012 nel suo studio in Howard Street, a Lower Manhattan, appoggiandolo sin dall’inizio: «Mi ascoltò con attenzione e disse pure che non gli dispiaceva il mio accento italiano (!). Non solo. Disse che avrebbe potuto aiutarmi dandomi lui stesso un elenco di nomi di persone a loro vicine e coinvolte in qualche modo nella loro arte. Mi colpì perché parlò sempre al plurale utilizzando il “noi” e soprattutto parlò sempre al presente. Come se anche Jeanne-Claude fosse ancora lì presente. Era mancata tre anni prima per un’aneurisma celebrale. Alla fine si rivolse a Vladimir e gli chiese di prepararmi l’elenco, l’avrebbe validato lui stesso e poi sarebbe stato il nipote a mandarmelo via email. Specificò: «Io non uso il pc».

Christo e Jeanne-Claude, per oltre mezzo secolo coppia inossidabile nel lavoro e nella vita, hanno rivoluzionato il mondo dell’arte grazie alle loro installazioni monstre: opere che, “impacchettando” monumenti e luoghi, riescono a svelarne il vero significato.

A partire dal primo progetto australiano Wrapped Coast (1969) fino al più celebre The Floatting Piers che ha animato le acque del lago d’Iseo nell’estate del 2016, attraverso dieci interviste esclusive realizzate dall’autrice, il libro vuole restituire al lettore i “ritratti” delle persone che hanno preso parte in prima linea alla realizzazione delle straordinarie installazioni che per poche settimane hanno cambiato la geografia dei luoghi prescelti di volta in volta.
John Kaldor, Jane Gregorius & Dan Telleen, Joe Pozzi, Tim O’Connor, Laure Poulet, Wolfgang Volz, Frank Seltenheim, Jérôme Szeeman, Adam Kaufman e Umberta Gnutti Beretta, sono i nomi delle persone “comuni” che hanno deciso di abbandonare per qualche mese il proprio ruolo e abbracciare i progetti – o meglio, le cause – del duo d’artisti. Come ci suggerisce il titolo, si tratta di vere e proprie “trasformazioni” di persone che calate in nuove vesti, ricostruiscono un nuovo landscape.

Sono infatti numerose le difficoltà che negli anni Christo e Jeanne-Claude hanno dovuto affrontare per realizzare i loro progetti rischiando più volte di finire sul lastrico, e in questo libro il lettore scoprirà che è anche grazie alle figure dei collaboratori citati che Christo e Jeanne-Claude sono riusciti a portare a termine le loro dieci enormi installazioni. C’è chi, come John Kaldor, si è messo a bussare a tutte le porte dell’Australia di fine anni ’60 pur di trovare il luogo più adatto Wrapped Coast, oppure chi, come la coppia Gregorious & Telleen, si è spogliata del proprio ruolo per vestire i panni dell’operaio su più “cantieri” o chi, ancora, come Laure Poulet, è riuscita a mettere d’accordo due nemici storici come Jacques Chirac e François Mitterrand pur di vedere realizzato The Pont Neuf Wrapped. Per l’Italia deux ex machina del progetto sul Sebino è Umberta Gnutti Beretta che ha sposato la causa fin dal principio mettendo a disposizione l’isola di famiglia (l’isola di San Paolo) quale parte integrante dell’opera e facendo il possibile perché Christo (per la prima volta senza la “sua” Jeanne-Claude) ottenesse i permessi per la realizzazione di The Floating Piers in tempi record. Un unicum per l’Italia!

Dai ritratti delineati dall’autrice emergono sia i profili delle persone coinvolte nei progetti e la loro assoluta dedizione alla coppia di artisti, che alcuni dei tratti caratteristici di Christo e della moglie, in particolare il rispetto per l’ambiente e per i collaboratori, restituendo al lettore anche il profilo umano del duo. Per il progetto Running Fence (California, 1976), ad esempio, fu ingaggiata l’Environmental Science Associates per stilare una relazione di 450 pagine sul potenziale impatto ambientale dell’installazione, oppure, per Surrounded Islands (Florida, 1983) vennero studiate accuratamente le reazioni dei lamantini che abitavano lungo la costa per assicurarsi che non subissero danni di alcun tipo. E, ancora, come ricorda Dan Telleen, l’attenzione per la sicurezza e la paga dei lavoratori è uno dei leit motiv dei Christos: «pagano tutti, nessuno escluso, anche se di passaggio, anche se lì per poche ore. E coprono tutti gli oneri contributivi e assicurativi».

Come un cerchio che si chiude, l’ultimo capitolo del libro è dedicato al progetto L’Arc de Triomphe, Wrapped, Project for Paris che si terrà per volere di Christo nell’autunno 2020 a Parigi, la città in cui approdò Christo nel 1958 e da cui tutto ebbe inizio: la sua arte così geniale ed effimera, e il suo infinito amore per Jeanne-Claude.

Con biografia finale dei due artisti.

L’autrice con l’artista nel 2012 a Manhattan.

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