PR & Influencer

Due giovani imprenditori, uno stagista e un audio engineer raccontano la loro esperienza

Annachiara Tagliaferri, 28 anni, e Federico Di Liddo, 36, ex allievi SAE, hanno aperto 4 anni fa la loro casa di produzione, Sidereus, con tre dipartimenti: Production, produzioni audiovisive di professionisti del settore cinematografico (cortometraggi, documentari, spot, business movie, ecc) e noleggio di attrezzature per il filmmaking; produzioni audiovisive per aziende a bassa progettualità (corporate, video aziendali, trailer di eventi, video interviste, ecc). I clienti, in questo caso, sono grandi marchi dei vari settori, dalla moda allo sport alla formazione. Annachiara svolge anche attività accademica: ha pubblicato il suo primo volume “Quality Series” (Aracne Editrice), uno studio sul linguaggio cinematografico nelle serie televisive. Federico, uscito da SAE come allievo, vi è tornato come docente.
Lei racconta: “Da bambina dicevo che volevo fare un lavoro diverso ogni giorno. Ci sono riuscita. Operiamo in una professione appassionante, divertente, che mette sempre a confronto con scenari differenti”.  Dopo la scuola dell’obbligo, Annachiara ha conseguito il diploma di liceo artistico, poi la laurea triennale in Lettere e Filosofia, corso in Scienze Politiche per la Comunicazione. “In realtà ho concluso il percorso in 2 anni perché volevo dedicarmi ai corsi SAE”.  All’Istituto di via Trentacoste ha studiato Digital Film Production e sceneggiatura, conseguendo un Bachelor of Arts: “È una specializzazione per la quale lo studente costruisce il pacchetto di corsi in autonomia. È una sfida con se stessi. Alla fine si ottiene un riconoscimento internazionale”.

Prima di aprire la Sidereus, era assunta in un’associazione teatrale. Si è licenziata prima di finire il master per fare l’imprenditrice. “SAE è la nostra casa. Da lì attingiamo per stagisti e collaboratori perché – dichiara Annachiara – ‘andiamo sul sicuro’ e perché il sistema di apprendimento Project Based Learning è il migliore”.

 

Filippo Faraboli,  23 anni, di Parma, è un tecnico video in stage e ha completato il percorso di studi nel 2020. Si è quindi affacciato al mondo del lavoro appena scoppiata l’epidemia di Covid-19, eppure, proprio quando tutto il settore eventi affrontava una delle sue più profonde crisi, in pochi mesi ha iniziato a lavorare in una casa di produzione. “Di SAE ho apprezzato molto i lavori in gruppo – spiega – grazie ai quali ha potuto mettere in pratica gli insegnamenti in teorici e interfacciarmi da subito con altre figure professionali del mio suo settore: registi, direttori di fotografia, che affiancano noi tecnici sul set. Così passare dall’Accademia al lavoro vero e proprio è stato naturale”.

 

Michelangelo Carliez, 25 anni, di Milano, è un videomaker freelance. Ha frequentato per due anni il corso di Digital Film Production in SAE. Nel 2019 ha conseguito il Bachelor of Arts, titolo riconosciuto in tutta Europa. Dopo due anni in Gran Bretagna  sui set di video musicali, attualmente collabora con diverse realtà in Italia tra le quali la Sidereus.

Di  SAE segnala la capacità di formare gli allievi su tutti gli aspetti del futuro lavoro compresi quelli che riguardano amministrazione e rapporti commerciali, dai diritti di copyright alle dinamiche contrattuali.

Inoltre, grazie all’interazione con studenti del suo stesso settore, ha sviluppato una vasta rete di contatti utili a livello professionale e ha avuto l’opportunità di svolgere lavori esterni con alcuni professori mentre stava ancora studiando.

 

Un testimonial della qualità della formazione SAE è Ricky Damian, Audio Engineer e Producer italiano diplomato in SAE Londra e molto ‘amico’ del Campus italiano per cui interviene di frequente in varie iniziative dell’Accademia. In una recente intervista radiofonica ha raccontato: “Avrò 28 anni tra una settimana, vengo da Treviso, ho iniziato a studiare chitarra jazz a 6 anni e mi sono trasferito a Londra a 19 anni per studiare lì in SAE. Da 7 anni lavoro con Mark Ronson, un grande produttore che collabora con personaggi come Adele, Lady Gaga, Dua Lipa e Miley Cyrus. Come freelance inoltre collaboro con artisti come Sam Smith e Georgia Smith con cui scrivo, produco e registro. Quando stavo finendo la tesi, Mark Ronson stava cercando un engineer per il suo studio. Voleva un profilo giovane che fosse esperto in tecnologia vintage (registratori a nastro e tecniche di registrazioni vecchie). Io sono cresciuto in uno studio italiano dove tutta la strumentazione era degli anni ‘70 e ‘80, quindi sono sempre stato interessato a questo mondo di suoni antichi. Sono stato quindi scelto perché ero l’unico ragazzino che sapeva utilizzare questo tipo di tecnologia. Da lì è partita un’avventura incredibile, uno dei primi giorni di lavoro è stato sul pezzo “Uptown Funk” con il quale ho vinto il Grammy Award. Ai giovani di SAE Milano raccomando l’arte della registrazione, che si è persa perché le tecnologie permettono facilmente a tutti di fare musica, ma questo procedimento è alla base della musica”.

 

 

 

 

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *