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CORONAVIRUS, LE VALVOLE SALVAVITA CREATE CON LE STAMPANTI 3D CHE ARRIVANO DAL VENETO

A Chiari, nel Bresciano, cento valvole per i respiratori della terapia intensiva prodotte in poche ore con le stampanti 3D fornite dall’azienda trevigiana. Il co-founder di 3DZ, Gianfranco Caufin: “Siamo a disposizione degli ospedali per emergenze simili, le stampanti 3D hanno possibilità enormi”. I complimenti del ministro dell’innovazione su Facebook

 

Tra il Bresciano e il Bergamasco c’è un ospedale, quello di Chiari, che è finito al centro dell’emergenza Coronavirus. I medici non sapevano più come dare l’ossigeno ai pazienti in terapia sub intensiva. Le valvole per i respiratori erano finite e quelle sostitutive non sarebbero arrivate in tempo. A salvarli, la stampa 3D e il lavoro dei due ingegneri tecnici Michele Faini e Marco Gavazzi della Lonati, azienda bresciana leader mondiale nel segmento delle macchine tessili. In sostanza, usando delle stampanti 3D fornite dalla 3DZ di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, è stato possibile replicare dei modelli, coperti da brevetto, che la multinazionale fornitrice non era in grado di consegnare in tempo.

Violazione del copyright, uso compassionevole dei dispositivi medici o atto di eroismo in piena emergenza? Di sicuro, la notizia ha fatto il giro d’Italia e ha ottenuto l’applauso del ministro per l’Innovazione Paola Pisano. “Complimenti a Cristian Fracassi e Massimo Temporelli e a tutte le persone che li hanno aiutati in questa impresa”, ha scritto in un lungo post su Facebook, mostrando le valvole create con la stampante proveniente dall’azienda veneta grazie ad un complicato processo tecnico che ha incluso la scansione 3D e la scelta dei materiali da utilizzare.

La catena solidale ha avuto la sua origine in 3DZ, azienda con sedi in mezza Europa che è specializzata nella commercializzazione e nella consulenza sulle stampanti di ultima generazione. In particolare, le valvole sono state stampate con la “3D Systems Prox6100 SLS”, una stampante che funziona a “polvere”. “È motivante vedere i progressi che il team di ricerca e sviluppo della Lonati ha portato avanti”, ha detto Alberto Baraldi, co-founder di 3DZ Brescia, la persona che ha seguito nel progetto Lonati e ha spiegato loro come usare i macchinari. “Avere un cliente che utilizza Prox 6100 per nuovi progetti salvavita, capace di usare questa tecnologia in affiancamento ad altre, è la migliore ricompensa che potessimo avere”.

Di fatto, è la conferma che in ambito medico e sanitario la stampante 3D sarà sempre più necessaria. E si aprono scenari interessanti in questo momento di emergenza. Si può stampare qualsiasi cosa, riprodurre qualsiasi apparecchio. E vista la lentezza dei rifornimenti agli ospedali, forse proprio nella stampante 3D si potranno trovare soluzioni repentine ed emergenziali. “Da anni ripetiamo che il futuro della prototipazione e della produzione in senso lato passeranno attraverso le stampanti 3D”, conclude il co-founder di 3DZ, Gianfranco Caufin. “In questo momento di totale emergenza medica e sanitaria mettiamo a disposizione il nostro profondo know how e le nostre conoscenze. Se possiamo salvare vite con le innovazioni tecnologiche, vogliamo essere in prima linea in soccorso ai medici”.

LA SCHEDA 3DZ A Castelfranco Veneto, nel Trevigiano, ci sono i leader nazionali nel settore nella vendita dei più prestigiosi brand mondiali di stampanti 3D e scanner 3D: l’azienda è la “3DZ”, fondata nel 2011. Una realtà che in pochi anni ha raggiunto una dimensione globale con l’apertura di 16 filiali tra Italia e Europa, capace di installare agli oltre 1.600 clienti migliaia di stampanti, scanner e software 3D. Si tratta infatti di prodotti molto tecnici. Per questo il gruppo, che oggi si basa su un centinaio di dipendenti, ha come fiore all’occhiello la professionalità dei suoi 28 tecnici specializzati nella gestione di stampanti 3D che operano nei più svariati settori: industriale, meccanico, aerospaziale, automotive, beni culturali, dentale, formazione, gioielleria e medicale. Il fatturato nel 2018 si è assestato attorno ai 19 milioni di euro.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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