Il rifugio Pietro Galassi, che quest’anno celebra i suoi 50 + 1 anni di
autogestione, è uno straordinario esempio di partecipazione
Animati dagli stessi valori che da più di cinquant’anni spingono gambe e cuori ben oltre l’ostacolo,
Garmont e il Rifugio Galassi hanno rinnovato la loro collaborazione che vede al centro la passione di
centinaia di volontari spinti dalla voglia di fare del bene nei confronti del prossimo.
Garmont, con lo stesso obbiettivo dei volontari, ha deciso di fare la sua parte sostenendo questa iniziativa
e di accompagnarla con le sue calzature, un aiuto fondamentale per un’attività che richiede molta fatica.
Informazioni su GARMONT®
Fondato nel 1964, GARMONT® è un marchio leader nella produzione di calzature da montagna e altre attività outdoor, distribuito
a livello mondiale in oltre 40 paesi. Sviluppiamo calzature innovative con tecnologie proprietarie pensate per coloro che amano
la vita in movimento. Stimoliamo la passione per l’aria aperta e l’evasione dalla quotidianità. #StayWild incarna questa filosofia.
Perché non serve essere straordinari per fare cose straordinarie.
Il Rifugio Pietro Galassi si trova infatti all’interno delle Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO, alle pendici della
Forcella Piccola del monte Antelao, la seconda montagna più alta di tutte le Dolomiti dopo la Marmolada.
Quest’anno il rifugio celebra 50+1 anni di autogestione da parte di volontari del CAI di Mestre che ogni
anno dedicano parte delle proprie vacanze a prestare il loro servizio alla sua gestione.
Tutto nacque nel lontano 1970 quando i soci del CAI di Mestre e gli amici del Rifugio decisero di
intraprendere questa avventura insieme. Un’avventura che non ha mai avuto una fine, ma che si è
tramandata di generazione in generazione, vedendo per tutti questi anni un rifugio autogestito al 100%
da volontari del CAI di Mestre, unica realtà italiana ad essere gestita interamente da volontari da più di
mezzo secolo.
In occasione di una cerimonia commemorativa tenutasi ad inizio settembre, Silvio Zanatta, l’attuale
responsabile del Rifugio ha tracciato con non poca emozione la storia degli ultimi 8 anni che ha visto
coinvolti oltre 120 volontari ogni anno. Una storia fatta di gioie e sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni.
Non sono mancati i ringraziamenti delle autorità locali e la vicinanza del Club Alpino Italiano che non ha
mai fatto mancare il sostegno a questa esperienza