Tommaso era un bambino buono. Tutti gli chiedevano di fare delle cose, e lui le faceva. Ad un certo punto incontrò Zen, il grande capo della comunicazione di Home Festival, che gli disse: tu diventerai Tommy Cartelli. E così fu.
Da quel giorno tutti si dimenticarono il suo vero nome e lo chiamarono semplicemente “Cartelli”. La sua mail, pensate, era cartelli@homefestival.eu. Avete bisogno di un cartello con scritto: “uscita”? Chiamate Cartelli e dopo pochi attimi lo avrete. Avete bisogno di un menù di un ristorante sushi per una notissima band internazionale? Chiedete a Cartelli. Avete bisogno di un mega banner con centinaia di band scritte? Cartelli ve lo prepara in pochi minuti.
Insomma, da quel giorno Cartelli divenne l’uomo delle parole, delle frecce, dei segnali. Un ruolo che gli diede potere e notorietà. I capi dei palchi lo adoravano. In pochi attimi risolveva ogni situazione. Manca il nome di un artista dal camerino? Cartelli scrive e stampa. Mancano i pass per i parcheggi? Cartelli manda in stampa. Qualcuno vuole scriversi nel proprio ufficio “Zen”? Cartelli stampa su carta pregiata e mette in conto al Founder, che poverino stava per perdere i capelli dalla rabbia di non avere un cartello più bello di quello di Zen.

Cartelli aveva una scritta per tutti. Qualche volta sbagliava, lievi refusini. Ma lui non si arrendeva mai. Un gran reset, qualche F5, una decina di clic ed ecco: la perfezione tornava a brillare.
Tutto andò bene fino all’ultimo giorno del Festival. Cartelli stava per fare colazione con uno dei suoi mentori, il celebre Djb, quello del sito e delle grafiche, quello che più di tutti aveva voluto nel team Cartelli, più che altro per lavorare meno. Insomma, Cartelli e Djb con fare molto dolce stavano andando a prendersi un caffè dalla macchinetta assieme, quasi mano nella mano. Sembravano il ritratto della gioia. Il sole splendeva.
Ma il dramma era in agguato.
La beffa per Cartelli.
Infatti, in un punto ostile, vicino al capannone del caffè, c’era un cavo tirato dietro ai teloni, spostati per i lavori del mattino. Lì, sarebbe servito un cartello che scrivesse: occhio al cavo, occhio a non cadere, occhio a non inciampare. Ma nessuno ci aveva pensato. E Cartelli si stava dirigendo con fare affabile e poco attento verso quella minaccia atavica.
Ma state tranquilli, questa storia ha un lieto fine. Infatti, Djb gli disse: attento, Cartelli, stai per inciampare. Così un possibile infortunio si è risolto in un abbraccio tra i due amici, felici di essersi aiutati a vicenda: Cartelli aveva aiutato Djb coi cartelli, Djb aveva aiutato Cartelli a non farsi beffare dalla mancanza di un cartello.
La morale di questa fiaba?
Per quanti cartelli tu possa stampare nella tua vita, ricordati sempre degli amici: saranno loro a salvarti se ti dimenticherai anche di un solo, piccolo, insignificante cartello.