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Zaia agli agricoltori: «Stop alla piantumazione di glera, vi fate male. Con oltre 600 milioni di bottiglie nel mercato, il futuro del Prosecco è in mano vostra»

«Basta glera, vi fate male: sul mercato serve anche differenziazione, anche vini rossi. E questa è la nuova sfida». È questo il monito che ieri sera, lunedì, il governatore del Veneto Luca Zaia ha lanciato agli oltre mille viticoltori che hanno gremito i padiglioni della fiera di Godega di Sant’Urbano. Il convegno “Quali prospettive per il sistema Prosecco e Pinot grigio?”, che ha ufficialmente aperto l’edizione 2020 dell’Antica Fiera di Godega, si è confermato l’evento per fare il punto sulla nuova stagione vitivinicola. Attesi anche gli interventi dei presidenti dei 5 Consorzi di Tutela doc e docg.

«Questo convegno – afferma Paolo Attemandi assessore all’agricoltura, alle attività produttive e all’Antica Fiera del Comune di Godega di Sant’Urbano – si conferma un evento importante, perché in grado di fornire a chi opera nel settore fondamentali indicazioni per tutto l’anno. Come agricoltore, faccio tesoro di quanto è stato discusso nel corso della serata. Ogni anno il governatore ci dà un messaggio chiaro di dove si andrà. E ogni anno, quanto emerge da questo convegno viene sempre rispettato nei mesi a seguire». «La presenza di oltre un migliaio di persone testimonia l’interesse del territorio per questo tema» aggiunge il sindaco di Godega Paola Guzzo.

ZAIA: NO A NUOVI IMPIANTI DI GLERA. «Oggi abbiamo nel mercato 600 milioni di bottiglie di Prosecco: il futuro – ha detto Zaia rivolto alla platea – è in mano vostra per tramite dei Consorzi e delle Associazioni di categoria (in sala c’erano i vertici provinciali di Coldiretti, Cia e Confartigianato ndr). A me spetta autorizzare o non autorizzare ancora nuove piantumazioni. Non esiste, sia chiaro, che firmi il decreto per i famosi 1.200 ettari di nuova piantumazione che si possono autorizzare ogni anno. Se uno di voi mi domanda “Se pianto glera, faccio una bella cosa?”, io gli rispondo: “No”. E lo dice anche il mercato. Cercate quindi di evitare di continuare a programmare piantumazioni di glera, perché vi fare solo del male. E se proprio servono ancora quantità, vedremo di capire se rivendicare o se trasformare del glera storico già a terra».

AGLI AGRICOLTORI: IL FUTURO È IN MANO VOSTRA. Precisi e diretti i messaggi rivolti dal governatore alla platea di viticoltori: «Il Prosecco cresce, ma è un fenomeno che va accompagnato perché è ancora giovane. Voi ci avete creduto, avete creduto nell’agricoltura e siete stati eccezionali. Ma attenti alla programmazione: c’è da capire quanto mandare sul mercato, quanto rivendicare di glera a terra che c’è già e quanto mettere in riserva».

CHIMICA IN AGRICOLTURA: BISOGNA DARE DEI SEGNALI. Nel suo intervento, Zaia ha posto attenzione anche al tema della chimica, invitando i viticoltori ad uno sforzo in più su questo campo. «Dobbiamo dare dei segnali – ha detto -. Si guadagna in campagna, la massa redditiva ce l’abbiamo nel campo e lo dobbiamo tutelare. Non credo dunque che non si possa fare senza glifosate o senza altri prodotti chimici».

DECRETO 2009 HA TUTELATO IL NOME PROSECCO. Zaia ha voluto consegnare a tutti i presenti copia della lettera che lo scorso settembre aveva inviato al presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene docg a seguito del dibattito legato al mettere o non mettere in etichetta il nome Prosecco. «Con il decreto del 2009 – ha ricordato Zaia – abbiamo tolto l’uso del nome Prosecco a tutto il mondo. L’esatto contrario di quanto sostiene con fantasia qualche lazzarone. Approfittando di una finestra concessa da una legge europea, le zone che erano già autorizzate a denominazione Prosecco doc e igt, cioè le province di Treviso, Padova, Belluno, Vicenza e Venezia, hanno potuto ottenere l’esclusiva del nome Prosecco insieme alle quattro province friulane. Si è così tolta la possibilità a tutta Europa di utilizzare il nome Prosecco, indicando dal 2009 il nome di glera, anziché Prosecco, nel registro della vite».

ASSESSORE PAN: IN 10 ANNI USO CHIMICA DOVRÀ ESSERE DIMEZZATO. L’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan nel suo intervento ha posto l’accento su sostenibilità ambientale, sociale ed economica annunciando che, sulla base del nuovo Pan (piano di azione nazionale) «entro 10 anni l’uso dei prodotti chimici in agricoltura dovrà essere dimezzato». Ha poi evidenziato come la Regione negli ultimi 10 anni ha investito nel settore vitivinicolo 580 milioni di fondi e come il vigneto veneto è cresciuto del 36% negli ultimi 10 anni (97 mila ettari oggi vitati).

I PRESIDENTI DEI CONSORZI DI TUTELAGiorgio Piazza per i Vini Venezia Doc e Docg (che comprende cinque denominazioni) ha evidenziato nel suo intervento come la varietà rossa possa rappresentare un nuovo interesse per il futuro, ponendo poi l’accento sul salto di qualità da fare per la salvaguardia del territorio e sulla sostenibilità. Albino Armani per il Pinot Grigio delle Venezie Doc ha messo in luce come il settore del Pinot Grigio, con il 48% dei vigneti italiani presenti in Veneto, sia in crescita, tanto da aver chiuso il 2019 con un +34%. Innocente Nardi per il Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene ha rimarcato come i cardini passati, presenti e futuri dei viticoltori di questa denominazione siano la serietà, la trasparenza e il sacrificio, oltre al rapporto corretto da tenersi con la comunità e al dialogo che è stato avviato negli ultimi anni con l’Usl 2 e la diocesi di Vittorio Veneto. Ugo Zamperoni per il Prosecco Superiore Docg Asolo ha messo in luce l’evoluzione della denominazione, passata da 800 ettari di dieci anni fa agli attuali 2.031 ettari e 17 milioni di bottiglie, oltre a sottolineare l’importanza di fare squadra anche con le altre denominazioni del Prosecco, doc e Conegliano Valdobbiadene docg. Infine l’intervento di Stefano Zanette per il Prosecco Doc che ha evidenziato per la denominazione una crescita del 5% nel 2019 (486 milioni di bottiglie) e l’importanza dello stoccaggio quale strategia gestionale, auspicando un lavoro in modo alleato tra doc e docg.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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