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VINI DEALCOLATI, DE CASTRO: NON SIANO CAVALLO DI TROIA CONTRO CONSUMATORI UE

“Sulla possibilità di aprire il mercato a vini totalmente senza alcol, il negoziato è aperto e noi, come Parlamento europeo, abbiamo un mandato preciso: siamo pronti a valutarne la convenienza, ma solo per i vini da tavola, non certo per quelli a Indicazione geografica. Occorre però sottolineare che nessuna norma potrà essere imposta ai viticoltori, perché la scelta finale su un’eventuale modifica del proprio prodotto rimarrà nelle loro mani, con i necessari cambiamenti dei rigidi disciplinari interni di produzione”. Questo il commento di Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue, in merito alla parziale apertura ai cosiddetti vini dealcolati registrata durante i negoziati inter-istituzionali sul regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati che entrerà in vigore nel 2023, insieme alla futura Pac.

“È vero che il 26 marzo scorso al Trilogo tra Commissione, Consiglio e Parlamento Ue – osserva De Castro – si è discusso di un possibile accordo che apra alla pratica di eliminazione dell’alcol nei vini da tavola, e solo parziale in quelli a Indicazione geografica. Ma noi restiamo convinti che un vino senza alcol non può essere definito tale. Per questo il Parlamento si è sempre espresso contro, anche se comprendiamo le opportunità commerciali e d’export che vini a basso tenore alcolico avrebbero in alcuni mercati, anche per fronteggiare la concorrenza di altri prodotti alcol-free, e in tutti quei Paesi dove si consumano solo bevande analcoliche”.

Per l’europarlamentare PD, “in ogni caso, alla base di qualunque decisione e futura norma in materia, le informazioni riportate sulle etichette dovranno essere chiare per tutti i consumatori, dando loro la possibilità di compiere scelte di acquisto pienamente informate anche in merito alle pratiche enologiche eventualmente utilizzate per consentire l’estrazione di alcol, soprattutto nel caso in cui questo avvenga tramite l’aggiunta di acqua”.

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