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Un viaggio tra memoria e mare: l’esperienza sensoriale di Iris a Palazzo Soave

Entrare a Palazzo Soave, dimora quattrocentesca nel cuore di Verona, significa varcare la soglia di un tempo sospeso. Qui, dove l’architettura storica incontra un design elegante e misurato, la cura del dettaglio non è un semplice esercizio di stile, ma l’espressione di un’accoglienza sincera. L’atmosfera che si respira è avvolgente e raffinata: luci studiate, linee essenziali e una professionalità discreta da parte del personale di sala accompagnano l’ospite con garbo, ponendo le basi per un pranzo destinato a rimanere impresso nella memoria.

In questo scenario trova la sua dimensione la cucina dello chef Giacomo Sacchetto, anima del ristorante Iris (una Stella Michelin). La sua è una visione artistica che trasforma la tavola in una tela di colori, profumi e suggestioni, bilanciando la radice veronese con lo sguardo rivolto all’ecosistema marino italiano.

L’esperienza si articola attraverso percorsi capaci di risvegliare i sensi con misura ed equilibrio, senza mai cedere all’eccesso.

La memoria e il territorio

Il percorso degustazione Raccontami offre un viaggio intimo nella tradizione scaligera, riletta con tecnica impeccabile e profonda sensibilità. La memoria d’infanzia e la convivialità della domenica riaffiorano nei profumi avvolgenti e nei rimandi alla terra. Ne è un esempio il Pollo latte&miele, lievito di birra e insalata liquida, un piatto che riesce a rievocare con grazia le note rassicuranti del pollo arrosto attraverso una delicata cottura a vapore. Lo sguardo al territorio si ritrova anche nell’Agnello del Monte Baldo, dove la componente selvatica della carne incontra le sfumature tostate del peperone e la freschezza del timo.

Il finale dolce del percorso è un omaggio visivo e gustativo all’identità veronese: il Risino in camicia e…, una rivisitazione contemporanea del classico dolce locale che gioca con le consistenze della panna, del lime e del caffè d’orzo, regalandone un’interpretazione fresca ed elegante.

L’orizzonte del mare

Con il menu Adriatico e dintorni, lo chef esplora invece la lingua del mare, portando a Verona l’impronta salina di crostacei, pesci e molluschi. Piatti come lo Scampo, vichyssoise e inchiostro di seppia colpiscono per l’armonia cromatica e l’equilibrio tra la dolcezza del crostaceo e la vivacità del lemongrass. L’attenzione alla materia prima emerge con forza nell’Astice blu alla brace, presentato in due servizi per valorizzare ogni sfumatura di gusto, dalla delicatezza dell’insalata con sciroppo di sambuco all’intensità delle note affumicate del barbecue.

A completare questa sinfonia sensoriale è la regia del sommelier Andrea Puliga, che orchestra abbinamenti al calice mai banali. Dai sentori evoluti e lattici delle vecchie annate di Soave Classico Inama alle note minerali di grandi vini francesi e italiani, la scelta delle etichette dialoga costantemente con le visioni dello chef, elevando ogni portata.

Che si scelga un pranzo di lavoro, una sosta conviviale o il percorso speciale Pre Opera pensato per la stagione estiva dell’Arena, un’esperienza da Iris a Palazzo Soave è un racconto fatto di garbo, tecnica e passione. Un momento di pura eccellenza culinaria che lascia negli occhi la bellezza di un palazzo storico e al palato il ricordo vivido di un grande viaggio gastronomico.

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