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RISTORANTE BUSATTO, 1919 – 2019: 100 ANNI DI PASSIONE

“Grazie a tutti per aver accettato il nostro invito. Questo compleanno non è solo la nostra festa perché senza di voi, i nostri clienti che negli anni sono diventati amici, oggi non saremo qui a festeggiare”.

Con queste parole Luca Busatto, affiancato dai genitori Enos e Maria, dalla sorella Silvia e dalla moglie Daria, ha ufficialmente aperto la serata dedicata al centenario del rinomato ristorante alle porte di Treviso. Una storia fatta di impegno, passione e buona cucina.

Ieri sera a Villa Brilli è andata in scena la vera tradizione della famiglia Busatto, quella dell’accoglienza, perché, come ha voluto sottolineare Enos: “il nostro più grande difetto è voler bene alla gente”. Lo ha dimostrato anche il saluto di Maria, anima del ristorante, che ha ringraziato pubblicamente i propri collaboratori, che da anni seguono il locale insieme alla famiglia, “perché senza il loro aiuto, la loro dedizione e la loro professionalità non saremmo arrivati fino a qui”.

Perché Busatto è un ristorante che è un patrimonio di tutti trevigiani e un esempio di come si possa guardare al futuro, valorizzando la tradizione”, come evidenziato dal Sindaco di Treviso, Mario Conte, e dal Vicesindaco Andrea De Checchi, intervenuti alla serata, a cui hanno fatto eco le parole di Federico Capraro e Vincenzo Monaco, rispettivamente Presidente e Direttore di Ascom Confcommercio Treviso, che hanno consegnato nelle mani di Enos una speciale targa celebrativa, dimostrazione tangibile di “ammirazione e stima per l’impegno, la passione e la professionalità dimostrate in cento anni di attività del ristorante”.

La serata di gala è stata così l’occasione per ripercorrere le tappe salienti di un secolo di storia: dalla prima frasca, nata nel 1919 ad opera di Giuseppe e Giuseppina – genitori di Enos – divenuta osteria nel 1930, trattoria nel 1948 e ristorante nel 1995 con l’imponente restauro di Villa Brilli, da sempre sede del locale.

Una storia che ieri sera è stata raccontata anche attraverso il cibo, come hanno potuto scoprire i tanti ospiti intervenuti che si sono trovati dinnanzi ad un buffet che era una vera “macchina del tempo gastronomica”: dai semplici e gustosissimi affettati dell’angolo “frasca”, con la tradizionale porchetta, ai cicchetti del tavolo “osteria”, tra cui gli immancabili folpetti in umido, dai tipici piatti della “trattoria” come trippa e anguilla, alle raffinate e buonissime presentazioni del corner “ristorante”, in cui spiccavano il crudo di mare e la celebra frittura di Enos.

La serata è poi proseguita a tavola, con un menu che ha messo in luce tutta la bravura della famiglia Busatto, per culminare con l’immancabile taglio della torta ed il brindisi celebrativo.

Una serata di festa che gli ospiti potranno ricordare anche grazie all’omaggio consegnato dai padroni di casa al momento dei saluti: il libro “Cibo, terra e amore. 100 anni del ristorante Busatto” curato da Bruna Graziani e impreziosito, in ogni copia, da una dedica personale di Enos e Maria.

Un piccolo gesto che descrive, meglio di ogni parola, quel senso di vera ospitalità che si prova solamente varcando la soglia del ristorante Busatto.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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