Ancora una volta il covid ha portato consapevolezza, forza e voglia di uscire allo scoperto alle donne, soprattutto le imprenditrici.
E’ il caso delle “calzaturiere” della Riviera del Brenta, vero e proprio distretto delle calzature di lusso a livello mondiale.
Qui sono molte le donne che reggono le fila delle aziende della produzione della scarpa della zona, realizzata da aziende familiari diventate pilastri della moda di lusso a livello internazionale.
Tra queste Alessandra Vicari e Paola Smajato, rispettivamente Presidente della Sandro Vicari Spa e Amministratore Delegato del Calzaturificio Valbrenta.
Sono state loro a svegliarsi una mattina e a rendersi conto che una rete di imprenditrici donne della calzatura della Riviera del Brenta non c’era, anche se, come loro, sono tantissime le colleghe che lavorano nelle aziende del distretto che conta 522 imprese per quasi 10 mila addetti.
Finora però non si sono messe in rete, non si sono mai incontrate, causa anche la pandemia e la classica modalità veneta del “lavoro e lavoro, ho poco tempo per tutto il resto”
Oggi però, risvegliate dal covid e da tutto quello che ne è conseguito, Alessandra e Paola hanno deciso di darsi da fare e di mettere assieme le tante colleghe che vivono una quotidianità simile alla loro e che assieme possono dare vita a progetti comuni, per il bene delle loro aziende e del territorio.
“Con Paola Smajato – spiega Alessandra Vicari capofila della Rete – stiamo cercando di dare vita a qualcosa di nuovo. Ci siamo sedute al tavolo, abbiamo capito che in questo momento le parole chiave sono innovazione e sostenibilità, vogliamo affrontare questi temi con un tocco Femminile. Vogliamo mettere insieme le donne della Riviera del Brenta, una rete di Imprenditrici che ogni giorno hanno a che fare con questi temi e vorrebbero viverli al meglio, per migliorare la vita di tutti all’interno delle nostre aziende e dare una risposta diversa anche ai nostri clienti, che siano altre aziende o i consumatori finali.”
E così dal detto sono passate al fatto le due imprenditrici e hanno organizzato un primo incontro, ancora online, con la speranza di dare vita presto ad un evento in presenza.
“In punta di piedi” l’hanno chiamato, un confronto tra donne del settore per fare squadra, conoscersi e andare subito a mettere sul tavolo proposte, criticità, obiettivi comuni. Un nome che oggi passa anche alla neonata rete.
Tra le sfide future prima tra tutte quella della sostenibilità a 360 gradi che va a braccetto con il welfare aziendale, l’innovazione nella calzatura che si sposa con la moda e ancora la formazione continua, ma soprattutto quella delle nuove generazioni che entreranno in azienda, in collaborazione con le istituzioni, le scuole professionali, l’associazione dei calzaturieri.
Non a caso l’ospite d’onore dell’incontro era Valeria Mangani scrittrice nel campo dell’ecologia e del benessere dal 2018 la Main Represetative della International Alliance of woman presso le Agenzie delle Nazioni Unite, dal 2017 Ceo di Made in Italy Luxury , piattaforma per l’internazionalizzazione del lusso artigianale del made in Italy e per l’introduzione di pmi in mercati di nicchia. E’ anche la responsabile del padiglione italiano alla Heya Arabian Fashion Exhibition presso il Doha Convention Center in Qatar. Ad oggi è la Presidente della Sustainable Fashion Innovation Society la più grande Community Europea di moda e design sostenibile, con più di 2.000 brand iscritti. Il suo motto è non a caso “ Fashion is my Passion. Women are my Mission”.
Nel suo intervento la Mangani ha raccontato la sua storia e la sua esperienza nel settore della moda, al femminile e con l’imperativo categorico della sostenibilità, ha spiegato il binomio imprescindibile moda-donna-made in italy- lusso – sostenibilità e dato la benedizione alla rete “In punta di piedi” e massima collaborazione futura, anche nel creare progetti sinergici.
“Abbiamo pensato ad un primo incontro, prima di tutto per conoscerci e condividere le possibilità che ci sono, oltre le volontà, per innovare in modo sostenibile, nella vita e nella produzione quotidiana, per rappresentare qualcosa nel nostro mondo e nel nostro territorio, con un’impronta diversa”
Queste le parola della Smajato, a cui è seguita l’esperienza della sorella, Amalia Lieta Smajato, già vice presidente del consiglio direttivo di Acrib, che ha parlato di sostenibilità aziendale, anche sul versante economico, per far quadrare i costi e per il benessere di chi lavora.
In chiusura gli interventi della donne imprenditrici della zona che si sono confrontate e date sostegno e hanno deciso di entrare nella rete, operativamente parlando.
Da qui presto verrà aperto un gruppo facebook della rete e si inizierà a lavorare ai primi progetti, sulla base di sondaggi interni e di desiderata della imprenditrici .
Seguirà presto, prima dell’estate, un incontro fisico, in collaborazione con le istituzioni, per presentare ufficialmente la Rete, con relativi impegni e condivisione di intenti.