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LA LEGGENDA DEL RADICCHIO TREVIGIANO

Riceviamo e pubblichiamo

 

LA LEGGENDA DEL RADICCHIO TREVIGIANO

E’ biblicamente noto che durante la permanenza di Adamo e Eva nel paradiso terrestre tutte le cose buone fossero a portata di mano e non costava nessuno sforzo averle. Con il peccato e la conseguente cacciata dall’Eden sorsero delle grosse difficoltà, perchè dovevano procurarsi il cibo  con fatica e sudore. All’inizio persisteva in Adamo e Eva un pò di pigrizia e cercavano di nutrirsi mangiando le cose a portata di mano, tra cui i radicchi che erano in origine dolci. Al buon Dio non piaceva questo e  mise nei radicchi un pò di amaro, lasciando però tutte le proprietà, perché voleva che ci mettessero un pò di impegno a cercar dell’altro e variassero la loro dieta per esser sani e idonei a popolar la terra. Al radicchio a foglia allungata, che era più facile a strappare, toccò la stessa sorte degli altri. Ma riservò ad esso, se lavorato, di essere nel contempo dolce. L’uomo ci mise un pò di tempo a scoprirlo e questo privilegio fu riservato ai Trevigiani che per il lavoro non sono secondi a nessuno. Una volta lavorato è il più pregiato e ricercato e il radiccho di Treviso diventa il re delle cicorie: reminescenza di Paradiso.

Dino De Lucchi da Levada

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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