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Edilizia, il Superbonus dà fiducia al settore: perdite occupazionali e di fatturato ridotte. CNA Padova: «Opportunità da non perdere»

Tra le imprese artigiane padovane, fortemente colpite dall’emergenza Covid, il settore dell’edilizia e impianti potrebbe riuscire a limitare i danni grazie alle opportunità offerte dal Superbonus 110% per le ristrutturazioni e gli interventi di efficientamento energetico. Sono già gravissime le conseguenze occupazionali del lockdown dovuto alla pandemia: l’83% delle imprese artigiane ha già fatto ricorso alla cassa integrazione, mentre la metà prevede di dover licenziare addetti. Ma sono proprio le costruzioni a lanciare invece un segnale di fiducia, con una perdita occupazionale prevista intorno all’8% (contro il -20% degli altri settori) e a perdite di fatturato più basse (-23%) rispetto alle imprese produttive (-30%) e dei servizi (-34%).

 

È questo il quadro che emerge da una indagine online condotta da CNA Padova tra i propri iscritti nel periodo dal 22 luglio al 3 agosto, a cui hanno partecipato poco meno di 300 imprese. Un’indagine nata per evidenziare i tratti distintivi della crisi economico-sanitaria, le ripercussioni e le reazioni del tessuto economico padovano.

 

«In un quadro dai contorni allarmanti è significativo il dato del settore costruzioni, che ha subito meno il lockdown e che guarda al futuro con più fiducia: forse perché è l’unico settore che ha visto nell’ecobonus una concreta prospettiva» dichiara il presidente di CNA Padova Luca Montagnin. «Ora è quanto mai necessario un accordo tra professionisti, banche e artigiani per non vanificare l’opportunità dell’ecobonus. CNA è pronta ad assistere e supportare i propri associati in tutti gli adempimenti necessari per richiedere il bonus previsto e per ottenere l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica».

 

Conseguenze del Covid sull’occupazione

 

I dati più recenti di fonte camerale a fine giugno non rilevano una particolare diminuzione di imprese ed addetti: sembra però, dalla rilevazione sul campo, che il peggio debba ancora arrivare. Per quanto riguarda il fatturato la variazione media stimata nel 2020 rispetto al 2019 segna un -31%, con due imprese su dieci a prefigurare più che dimezzamenti del giro d’affari, ed appena il 13% ad auspicare un aumento o quantomeno una stabilità del fatturato. Sono le imprese dei servizi a prevedere mediamente i cali maggiori (-34%), seguite dal comparto produttivo (-30%) mentre un po’ meno ampie, sebbene importanti, dovrebbero essere le perdite per edilizia ed impianti (-23%).

 

Sotto osservazione in particolare i risvolti occupazionali, con l’83% delle imprese con dipendenti che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione (ed il 37% ha terminato la disponibilità), mentre solamente il 13% non intende utilizzare lo strumento. L’ammortizzatore sociale ha certamente alleviato una situazione che altrimenti sarebbe diventata insostenibile, ma non potrà durare per sempre, così come il blocco dei licenziamenti, che dal 17 agosto non è più generalizzato ma diventa flessibile (il Decreto Agosto prevede 6 eccezioni): il quadro che si dipinge per i prossimi mesi è dunque a tinte fosche, con la metà delle imprese con dipendenti che prevede di dovere licenziare. La perdita occupazionale potrebbe superare il 20%, con punte del 28% nella produzione, mentre meno impattante è lo scenario per le costruzioni (-8%) forse proprio grazie agli effetti auspicati del nuovo Superbonus 110%.

 

Si attende ora il via all’ultimo step utile per dare il via al superbonus, la messa online della piattaforma per la cessione del credito e lo sconto in fattura. Le imprese edili padovane si erano già dette favorevoli al provvedimento in una precedente rilevazione di CNA, in particolare sulla possibilità di cedere il credito del cliente alle banche, mentre si erano dette scettiche sulle condizioni messe in atto dalle banche per l’operazione. In ogni caso, dalle aziende viene la richiesta che l’erogazione delle somme avvenga al più tardi entro un mese, per non esporre troppo i prestatori d’opera.

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