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DALLORO, LIQUORE DI ALLORO SICILIANO, QUANDO LA LENTEZZA CREA BELLEZZA

Antonio Barone, palermitano classe ‘93, dopo aver vissuto in diverse città, in diversi paesi, decide di allontanarsi da un mondo e un modo di vivere troppo frenetico, a volte superficiale, per abbracciarne uno più lento, ma senza perdere la sua anima da businessman e crea Casa Allora, “un progetto fondato sull’esaltazione della bellezza nella lentezza, nel saper fare artigianato, nella cura dell’eccellenza contrapposta alla standardizzazione industriale”.

La lentezza è una caratteristica in qualche modo intrinseca della Sicilia, lo è in parte nella vita quotidiana, lo è soprattutto nell’immaginario collettivo, in particolare in quello di chi non la vive tutti i giorni, di chi l’ha traversata per poco tempo e ne ha percepito un solo meraviglioso briciolo di essenza, lenta, ma anche in quello di chi dall’esterno critica lei e il suo popolo, pigro e, per l’appunto, lento.

Lasciando ad altri valutare quanto questa caratteristica sia realmente presente, quali siano i pro e i contro che porta con sé, capita a volte che qualcuno sfrutti la lentezza per fare impresa, per realizzare un “business”. Lo ha fatto Antonio Barone, palermitano d’origine, poi cittadino del mondo (ha vissuto a Milano per i suoi studi universitari, dove all’Università Bocconi ha conseguito una laurea e un master in ambito aziendale, e da lì poi Canada, Marocco, Brasile, Spagna) e infine siciliano di ritorno.

Con lentezza, è bene specificarlo, ha creato Casa Allora, azienda produttrice di Dalloro, un liquore di alloro siciliano. Nonostante sia un business a tutti gli effetti essa si impone di “andare contro la standardizzazione industriale, fa della lentezza l’unica soluzione per ottenere bellezza”, o bontà in questo caso. Lento è stato, ancor prima che Antonio creasse Casa Allora, il crescere degli alberi nella tenuta di famiglia, a Villafrati, in provincia di Palermo, lenta è ora l’attesa perché le foglie siano pronte per essere messe in infusione; devono essere raccolte, fatte riposare ed essiccare. Nel frattempo, si puo’ gettare uno sguardo verso un mondo che invece “corre corre freneticamente dimenticando quanto spesso solo la pazienza genera le più vivide creazioni”. D’altronde l’arte stessa vede in coloro che hanno lavorato con lentezza, che hanno atteso l’ispirazione e realizzato con cura le loro opere, i suoi rappresentanti più nobili. C’è un alone di misticismo che circonda questi alberi; basti pensare che il popolo greco-romano credeva che masticare le foglie di alloro fosse propedeutico alle sacerdotesse per la divinazione, furono loro ad introdurre anche la tradizione di cingere di corone di alloro il capo di coloro che avevano dato prova di grande coraggio o talento. Adesso le vediamo indossate dai neolaureati e chissà quante volte Antonio, durante i suoi studi universitari, ha visto i suoi colleghi mettersi sulla testa una corona fatta di ciò che a distanza di pochi anni sarebbe diventato il motivo del suo ritorno a casa.

In questo lento processo c’è tempo anche per preoccuparsi dell’ambiente, Casa Allora non utilizza gas e non genera sprechi durante la produzione e il packaging utilizzato per la distribuzione è realizzato in carta completamente riciclabile e, ove possibile, si attua una politica di vuoto a rendere.

Il prodotto finale, Dalloro, che si può definire una piccola opera d’arte, può essere sorseggiato liscio, preferibilmente freddo, ma dà ottimi risultati anche in un drink creato ad hoc, sorseggiato al tramonto, di fronte al mare, magari durante una lentissima vacanza siciliana.

 

 

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