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Anticipazione del rapporto economico 2020 Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG cavalca il cambiamento

Il 2020 ha costretto tutti i settori a voltare pagina e a immaginare mercati dalle forme nuove. La Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG registra:

  • la tenuta dei volumi e dei valori della Denominazione con un ampliamento della quota di vendite destinata al mercato italiano e l’incremento del valore delle esportazioni (+2,2%)
  • lo spostamento dei volumi su nuovi canali (online + 326%) ed espansione nella GDO (+16,8%), in Italia
  • decisa crescita in nuovi mercati e tenuta della maggior parte dei mercati storici (Germania +2,3% a vol. e + 8,5% a valore; Canada + 11,7% a vol. e + 14,8% a valore; Giappone + 224%,1 a vol. e +243,9% a valore)
Solighetto 07 maggio 2021 – È stata presentata oggi un’anteprima del rapporto economico della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG per l’anno 2020, curata dal C.I.R.V.E. -Centro Interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia dell’Università degli Studi di Padova.
Si tratta di una prima analisi delle performance dello scorso anno, segnato da grandi cambiamenti a livello mondiale. Infatti, l’impatto della pandemia sull’economia mondiale sarà duraturo perché ha cambiato radicalmente alcune forme di gestione dei business.
Il 2020 è stato un anno complesso per l’economia italiana come per quella mondiale. Dalla nostra prospettiva, siamo orgogliosi della capacità che la nostra Denominazione ha dimostrato nel saper reagire e adeguarsi ai cambiamenti repentini del 2020 mantenendo i livelli di produzione e vendite raggiunti nel 2019, l’anno dei record.” afferma Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela. “In generale, i volumi sono stati redistribuiti tra canali di vendita, con l’esplosione dell’online. Inoltre, alcuni mercati tradizionali come Germania e Svizzera hanno continuato a premiarci e i cali di alcuni mercati, dovuti alle chiusure forzate dell’Horeca, sono stati compensati dallo sviluppo dei mercati più giovani. La dinamicità che ci contraddistingue ci ha premiati in un anno così sfidante”.
Il vero cambiamento a livello di mercato si registra nei canali di vendita con una crescita a tre cifre dell’e-commerce (+325,8%) che dimostra la dinamicità delle aziende e la capacità di reagire ai cambiamenti improvvisi dei mercati.  Le aziende hanno dunque reagito alle straordinarie circostanze imposte dalla pandemia spostando una parte importante dei volumi sul mercato interno che ha assorbito il 58% dei volumi. Una elevata capacità di interpretazione delle tendenze si è evidenziata nella scelta dei mercati internazionali. A fronte di situazione difficili e di chiusura totale di alcuni mercati rilevanti, le aziende si sono agilmente rivolte ad altri interlocutori aprendo così mercati inediti. In Europa crescita a doppia cifra per Benelux; 25,9% a volume e 27,6% a valore; Austria: 34,3% a volume e 24,5% a valore; infine, Scandinavia: +54,4% a volume e 61,7% a valore; oltre alla conferma della Germania +2,3% a vol. e + 8,5% a valore e della Svizzera +8,6% a volume e +14,3% a valore. Oltreoceano corre il Canada con +11,7% a volume e +14,8% a valore; mentre il Giappone con il + 224,1% e +243,9% a valore lancia il trend delle bollicine anche in estremo oriente.
Le vendite complessive della Denominazione hanno quindi registrato a volume una sostanziale parità con lo scorso anno (+0,02%) e un lieve aumento a valore (+0,4%), raggiungendo un nuovo massimo dal suo riconoscimento. Questo nonostante la chiusura forzata di ristoranti ed enoteche, i canali che generano il vero valore del prodotto. Certamente, le scelte e le strategie messe in atto dal Consorzio di Tutela nell’ultimo anno relativamente alla gestione dell’offerta hanno consentito di sostenere il valore creato dalla Denominazione non solo nei mercati finali ma anche in quelli intermedi.
Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG proseguirà per tutto il 2021 nel sostenere la Denominazione, nella sua capacità di valorizzare il prodotto in Italia e all’estero, facendo leva oltre che sulla qualità ormai universalmente riconosciuta dei suoi prodotti, su quell’insieme di valori culturali che scaturiscono dal territorio di origine.

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