Viaggio alla 167ª Strada, dove i 132 gradini di cemento trasformati da Joaquin Phoenix in un cult globale sono diventati la meta di un pellegrinaggio continuo. Tra residenti rassegnati, influencer in costume e la magia del cinema che riscatta la periferia.
NEW YORK – C’è un momento preciso in cui un pezzo di ordinario degrado urbano si trasforma in un monumento della cultura pop mondiale. Quel momento, per il Bronx, è impresso nel fotogramma di un uomo con i capelli verdi, la faccia truccata da clown e un abito rosso squillante che scende i gradini ballando a ritmo di rock sulle note di Rock and Roll Part 2. Da quando, nel 2019, il film Joker di Todd Phillips ha sbancato i botteghini e conquistato il festival di Venezia, la scalinata che collega Shakespeare Avenue e Anderson Avenue alla 167ª Strada non è più solo una scorciatoia faticosa per i pendolari del quartiere. È, per tutti, la “Joker Stairs”.
Il film in sintesi: la nascita del cattivo
Per capire il successo di questo luogo bisogna riavvolgere il nastro della pellicola. Il film racconta la genesi di Arthur Fleck (interpretato da un magistrale Joaquin Phoenix, ruolo che gli è valso l’Oscar), un uomo emarginato, malato mentale e clown a ore, che vive i tormenti di una Gotham City cupa e spietata, specchio della New York violenta di fine anni Settanta.
All’inizio del film, Arthur sale faticosamente quella stessa scalinata ogni sera, con le spalle curve, schiacciato dal peso del mondo e dalla depressione. Ma quando la sua mente cede definitivamente e abbraccia la follia liberatoria del suo alter ego, il Joker, il movimento si inverte. Arthur scende i gradini ballando, leggero, euforico, finalmente padrone (a modo suo) del proprio destino. Quella scalinata diventa il palcoscenico della sua catarsi, il confine esatto tra la vittima e il super-criminale.
Che zona è e come ci si arriva
Siamo nella sezione occidentale del Bronx, precisamente nel quartiere di Highbridge. Storicamente, questa non è mai stata una zona turistica: è un’area densamente popolata, principalmente residenziale, caratterizzata da grandi palazzine popolari e con un passato di forti tensioni sociali.
Arrivarci oggi da Manhattan, tuttavia, è semplicissimo e testimonia come il turismo cinematografico stia ridisegnando le geografie di New York. Basta prendere la linea 4 o la linea B/D della metropolitana in direzione nord, scendere alla stazione di 167th Street e camminare per un paio di blocchi verso ovest. La scalinata si palesa all’improvviso, incuneata come una gola di cemento tra due alti edifici di mattoni.
Chi va oggi sulla scalinata: il popolo di Instagram e i sosia
Oggi la scalinata è un teatro a cielo aperto a uso e consumo dei social network. Ogni giorno, a qualsiasi ora, vi si ritrova un campionario umano incredibile: influencer in posa per lo scatto perfetto, tiktoker che replicano millimetricamente la coreografia del film, turisti europei e asiatici armati di macchine fotografiche professionali.
Non è raro imbattersi in veri e propri cosplayer professionisti, vestiti con l’abito rosso e il panciotto giallo, che si truccano sul posto per farsi fotografare dai passanti in cambio di qualche dollaro. I turisti si affollano sui gradini, si siedono nella stessa posa malinconica di Arthur Fleck e poi esplodono in brevi balletti liberatori non appena l’amico fa partire il video sullo smartphone.
Il motivo del successo: l’empatia con il disagio
Perché una scalinata del Bronx ha superato in popolarità mete storiche del cinema newyorkese come la panchina di Manhattan di Woody Allen? Il motivo risiede nella potenza del messaggio di Joker. Il film ha intercettato un sentimento globale di frustrazione, solitudine e rivalsa contro il sistema.
Identificarsi con la discesa di quei gradini significa, per molti ragazzi, evocare quel senso di liberazione dalle fatiche quotidiane. La “Joker Stairs” è diventata il simbolo visivo del riscatto degli ultimi, un monumento alla complessità umana situato, non a caso, nella periferia della metropoli. E mentre i residenti storici salgono i gradini con le borse della spesa, guardando con un sorriso rassegnato i turisti che ballano nel fango di New York, la scalinata continua a raccontare la magia più grande di questa città: la capacità di trasformare la strada in leggenda.