| Sopra, da sinistra il colonnello Sergio Lancerin (Fiamme Gialle), Francesca Gerosa (Assessore Cultura PAT), Gabriele Tisi (Fiamme Gialle), Roberto Failoni (Assessore Turismo PAT), Massimo Bernardi (Direttore MUSE). Sotto due immagini dell’arrivo del bivacco al MUSE di Trento. Altre foto in cartella stampa.Dichiarazioni in merito al Bivacco Fiamme Gialle al MUSE Al momento di trasporto e installazione del bivacco al MUSE hanno presenziato anche Francesca Gerosa, Assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità e Roberto Failoni, Assessore all’artigianato, commercio, turismo della Provincia autonoma di Trento che hanno sottolineato: “Una nuova, importante testimonianza materiale dell’attività in montagna, entra a far parte dell’allestimento del Muse. Il vecchio Bivacco Fiamme Gialle di Cimon della Pala, recentemente sostituito da una struttura più moderna e ormai in disuso, si sposta dalle Pale di San Martino e raggiunge la terrazza panoramica, andando ad ampliare la già corposa offerta didattica del museo e al tempo stesso lo collega idealmente alle nostre montagne conosciute in tutto il mondo per la loro bellezza senza pari, le Dolomiti. Un piccolo ma prezioso frammento di storia delle nostre montagne, da oggi è a disposizione del Muse e dei visitatori che osservandolo e ascoltando le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza della scalata a una cima, potranno scoprire e toccare con mano cosa significa la fatica di arrampicare, ma anche l’emozione di arrivare in vetta dopo tanti sacrifici. Tanti sono stati gli alpinisti che nel tempo hanno trovato nel bivacco un luogo per ripararsi dalle intemperie, consumare un pasto, riposare qualche ora prima di riprendere il cammino verso le vette e vivere negli spazi momenti preziosissimi di confronto e di condivisione con gli amici, i colleghi e gli arrampicatori di passaggio di tutto il mondo, magari conosciuti proprio all’interno della piccola costruzione. Grazie al Muse per questa originale idea e alla Guardia di Finanza per aver concesso il trasporto del bivacco che consentirà a tutti di addentrarsi nel mondo dell’alpinismo e dei suoi valori, fatti di rispetto, di condivisione e generosità. Infine, il bivacco sarà anche l’occasione per conoscere meglio e avvicinare le nostre meravigliose montagne, imparare ad amarle e rispettarle nonché a vederle con occhi diversi quando si vorranno percorrere i sentieri e le vie che portano alle loro vette. Il Colonnello Sergio Lancerin, Comandante della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo e Presidente della Sezione CAI Fiamme Gialle ha quindi commentato: “Come Sezione CAI abbiamo voluto donare al MUSE il nostro storico bivacco che reca il nome della Sezione, nome da sempre sinonimo del Corpo. Realizzando questo felice connubio con il MUSE, conferiamo valore museale a un manufatto che ha, fin dalla sua collocazione, sulla via normale al Cimon della Pala, costituito un esempio concreto dello stretto legame tra formazione militare alpina, cultura alpinistica del soccorso e cura del territorio montano coltivati dalla Scuola Alpina della Guardia di finanza, con le sue sedi a Predazzo e a Passo Rolle e i suoi ambienti addestrativi di elezione fra la Val di Fiemme, il Primiero, la Val di Fassa. Il bivacco ha rappresentato per quasi sessant’anni le funzioni primigenie di questa tipologia di strutture: riparo di emergenza e punto sicuro di sosta e protezione per gli escursionisti e alpinisti che frequentavano le iconiche vette delle Pale di San Martino. La struttura è stata altresì intensamente utilizzata per le attività formative della Scuola Alpina dirette alla preparazione dei tecnici di soccorso alpino del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, di cui ricorre quest’anno il 60° anniversario di fondazione: generazioni di soccorritori hanno utilizzato questo e le altre due strutture, anch’esse in fase di rinnovamento, della Sezione Gialle, ovvero il Bivacco Renato Reali, in Val Canali, sempre nel comune di Primiero San Martino di Castrozza e il Bivacco Aldo Moro, sul Coston de’ Slavaci nel comune di Predazzo. Grazie a questa opportunità concordata con il Muse, migliaia di visitatori potranno prendere contatto con questa storica struttura, comprenderne appieno le funzioni, immaginare il flusso continuo di appassionati della montagna, che grazie alla sua realizzazione hanno ricevuto riparo e conforto in momenti di difficoltà. Per questo grande è la gratitudine al Muse e alle figure del Museo che hanno sostenuto fin da subito questo progetto, in primis il Presidente Stefano Galli, il Direttore Massimo Bernardi, la Presidente del Comitato Scientifico, Prof.ssa Anna Giorgi”. |