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SOCIALAGRINET: un innovativo progetto di agricoltura sociale

Nuova manodopera qualificata per le potature dei vigneti e, contemporaneamente, importanti opportunità socio-occupazionali per soggetti svantaggiati.
È quanto ha realizzato il progetto SocialAgrinet, avviato da Alternativa Ambiente cooperativa sociale, che dopo due anni di test propone un workshop pubblico martedì 30 novembre alle 17 nella sede della cooperativa (via Cardinal Callegari 32, Vascon di Carbonera), oppure sulla piattaforma Google Meet (previa registrazione).

Spiega meglio di cosa si tratta Marco Toffoli, presidente della cooperativa: «Anche se Alternativa Ambiente è oggi impegnata in un ampio spettro di attività, l’agricoltura sociale resta il “cuore storico” del suo operato, poiché è figlia della cooperativa agricola che già negli anni Settanta creava opportunità di lavoro e di socialità per i detenuti del carcere di Treviso. Inoltre, tra le oltre 450 persone a cui la cooperativa ha garantito lavoro e conseguente reddito anche nel difficilissimo 2020, ben 108 tra loro hanno svantaggio. Per questo siamo sempre impegnati nel ricercare nuove opportunità di lavoro per persone con diverse tipologie di svantaggio – dai problemi con la giustizia alla disabilità, dalla dipendenza da sostanze ai problemi psichiatrici – o per persone fragili escluse dal mercato del lavoro, anche temporaneamente. E per questo abbiamo investito molte energie in SocialAgrinet, progetto che prevede la realizzazione di una pratica di agricoltura sociale basata sul ruolo dei “tutor di mestiere”, figure appositamente preparate per affiancare soggetti in marginalità sociale soprattutto per problemi psichiatrici. Abbiamo così opportunamente formato i primi quattro “tutor”, anche in collaborazione con il Servizio di Integrazione Lavorativa (SIL) dell’ULSS2 Marca Trevigiana e Consorzio Intesa – CCA, partners del progetto, che ad oggi hanno affiancato complessivamente 16 soggetti svantaggiati, opportunamente individuati per poter eseguire soprattutto le potature invernali in vigna. Si tratta di un lavoro delicato e complesso, che richiede metodo e precisione: non tutti i nostri utenti sono validi candidati a svolgere questa mansione ma, grazie al supporto del SIL e alla competenza dei tutor, le persone individuate hanno svolto un lavoro più che soddisfacente. Inoltre, il constante monitoraggio delle attività, ci ha consentito di elaborare i criteri di individuazione e osservazione di potenziali altri tutor ed altri utenti per ampliare la portata del progetto. Per ora, infatti, il lavoro è stato svolto nel comparto agricolo di Alternativa Ambiente e nell’azienda agricola Le Carline di Pramaggiore, anch’essa partner del progetto, ed è stata coinvolta anche la Tenuta San Giorgio di Maserada. La soddisfazione per il lavoro svolto dai primi utenti espressa dalle due aziende ospitanti, ci supporta nell’impegno, che non è mai semplice e che deve essere sempre costante. Ma che si sta rivelando decisamente gratificante. Inoltre, contiamo che nel corso del progetto possano essere coinvolti e preparati nuovi tutor, altri soggetti possano portare a termine i percorsi di formazione e che si possa ampliare lo spettro di competenze acquisite presso le aziende agricole partner».

 

Durante il workshop, cui interverranno i rappresentanti dei soggetti partner del progetto, saranno esposti i risultati e gli obiettivi dello stesso e sarà proposta la replicabilità dell’intervento, alle soglie della stagione dedicata proprio alle potature in vigna.

Un incontro particolarmente, importante, quindi, per gli operatori del settore, per i rappresentanti del mondo della cooperazione, per le aziende agricole e per tutti gli interessati ad un nuovo modello di collaborazione tra il no-profit e il mondo imprenditoriale.

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