Con raffiche di vento che hanno raggiunto i 190 km/h, la tempesta Vaia ha raso al suolo interi boschi, spazzando via 8,5 milioni di metri cubi di legname e causando danni economici per 630 milioni di euro. E soprattutto, ha sconvolto il panorama di vaste aree di quelle stesse Dolomiti che dal 2009 fanno parte del Patrimonio Mondiale UNESCO.
La startup VAIA nasce proprio dal desiderio di Federico Stefani, ventinovenne trentino, di aiutare il suo territorio e la sua comunità a rialzarsi dalla devastazione della tempesta. Insieme a Giuseppe Addamo e Paolo Milan, Stefani decide di fondare la startup VAIA per recuperare il legno degli alberi abbattuti dalla tempesta e trasformarlo in un prodotto d’eccezione. Contribuendo ad alimentare un nuovo modo di fare impresa, in un’ottica di arricchimento per la società e l’ambiente.
L’oggetto ideato dalla startup è il VAIA Cube, amplificatore passivo costruito artigianalmente (la cassa viene realizzata da artigiani e falegnami locali) che permette di propagare in modo completamente naturale qualunque suono emesso da uno smartphone. Ogni cubo è un pezzo unico e di piccole dimensioni (10 cm per lato), prodotto unicamente con il legno recuperato dagli alberi caduti: l’esterno è realizzato in abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso da sempre utilizzato per produrre i violini, mentre l’interno è in larice. Il design del VAIA Cube è stato ideato in modo che la struttura incava del legno orienti il suono del telefono in un’unica direzione, e che la particolare lavorazione del legno ne amplifichi il timbro. A rendere unico il suo design è anche la spaccatura incisa sulla parte superiore di ogni cubo, come simbolo della ferita inflitta alle Dolomiti dalla tempesta.
Per Federico Stefani “il VAIA Cube è un esempio concreto di come sia possibile produrre senza sprecare preziose materie prime, e rispondendo concretamente alle conseguenze dei cambiamenti climatici”. Allo stesso tempo, l’amplificatore punta anche a mantenere alta l’attenzione sull’emergenza climatica. Attraverso il VAIA Cube, la startup vuole consegnare alle persone una storia, un oggetto di design frutto di un progetto più ampio e basato sui valori di tutela dell’ambiente e sostenibilità, un simbolo di resilienza e fiducia nel futuro.
La startup, i cui tre fondatori sono stati inseriti da Forbes Italia nella classifica “100 Number One – L’Italia dei giovani leader del futuro”, punta a piantare nelle zone colpite dalla tempesta un nuovo albero per ogni Vaia Cube venduto, e a piantumare 50mila alberi entro la fine del 2021.
L’ultima ripiantumazione di quest’anno prima dell’inizio della stagione invernale si terrà domenica 25 ottobre sull’altopiano di Pinè, in Trentino, dove saranno messa a dimora 726 alberi: uno per ogni giorno trascorso dalla tempesta Vaia. Secondo Paolo Milan, “amplificare i suoni in modo naturale attraverso il legno è una metafora forte e concreta per risvegliare la coscienza collettiva. I recenti eventi climatici ci stanno dimostrando che dobbiamo necessariamente riconsiderare il nostro modo di produrre, e soprattutto il nostro modo di consumare, restituendo una giusta priorità all’ambiente e alla natura”. Attraverso un progetto sostenibile, in un’ottica di economia circolare e valorizzazione delle comunità e delle risorse locali, la startup VAIA vuole amplificare il grido di aiuto della natura affinché venga adottato quotidianamente, e da tutti, uno stile di vita sostenibile e rispettoso nei confronti del pianeta.
La ripiantumazione sull’altopiano di Pinè sarà trasmessa in streaming sui canali social di Vaia a partire dalle 10:00 di domenica 25 ottobre. Saranno proposti anche contenuti aggiuntivi, interviste ai fondatori e al team della comunità di VAIA, nonché agli artigiani che realizzano il prodotto.