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Videogiochi e food: un singolare binomio

Al giorno d’oggi non è difficile imbattersi in videogiochi di vario genere, ma forse anche gli appassionati dell’intrattenimento virtuale ignorano in buona parte l’esistenza di videogame a tema food, che si basano sugli scenari e gli elementi tipici della cucina. Ormai esistono giochi per tutte le piattaforme, dai pc alle console, passando per gli smartphone. Perfino nell’ambito dei cataloghi di slot figurano giochi che richiamano al food: un classico esempio può essere una slot come Sugar Rush. Se si parla di videogiochi propriamente detti, però, non si possono non citare titoli alla stregua di “Chef Life: A Restaurant Simulator”, che permette di personalizzare la propria cucina virtuale con numerosi componenti e di divertirsi nel provare a gestire un ristorante. Selezionare gli ingredienti, inventare le portate e amministrare il budget richiede impegno anche quando non si ha a che fare con la ristorazione reale.

Cooking Simulator”, invece, è un simulatore VR che attraverso la realtà virtuale aiuta i provetti cuochi ad imparare l’arte della cucina senza combinare pasticci nella vita vera, mettendo a disposizione quasi un centinaio di ricette con le quali prendere dimestichezza. Interessante è anche la serie “Overcooked”, nella quale i giocatori sono chiamati ad evadere gli ordini e a gestire le varie portate, arrivando anche a scenari surreali che richiedono magari di preparare più pizze su una mongolfiera. Lasciare il lavandino sporco, ovviamente, comporta della penalità…

Gordon Ramsay: Chef Blast” è invece il gioco ispirato alla figura del noto cuoco di “Cucine da incubo”. In questo caso abbiamo a che fare con una sorta di puzzle, ma lo scopo è quello di restaurare delle cucine malandate, proprio come nel famoso programma televisivo. Più cartoonesco è invece lo stile di “Chief’s Tail”, dove il protagonista è un gatto che deve inventare ricette, cucinare e vendere prodotti ai fantasmi che popolano gli inferi. Più si avanza nel gioco, più si ha la possibilità di comprare i semi con i quali coltivare gli ingredienti per i futuri piatti.

Alcuni videogame hanno elevato il cibo quasi a forma d’arte, come dimostrano i giochi della saga di “Yakuza”, in cui è possibile esplorare tutti i ristoranti di un determinato quartiere, spesso e volentieri ispirati a famose catene esistenti nel mondo reale. L’ultimo capitolo “Like a Dragon: Infinite Wealth” non fa eccezione. I giapponesi, d’altronde, sono sempre molto attenti nel promuovere la loro cultura e le loro usanze, nei videogiochi come nei manga. Di conseguenza, non deve stupire se durante una partita ci si ritrova a scoprire cosa sono il ramen, il sushi o altre specialità tipiche del Sol Levante.

Da diversi anni a questa parte i videogiochi cercano di fornire anche uno spaccato della realtà e si rivelano d’aiuto non solo per divertirsi, ma anche per allargare il proprio bagaglio di conoscenze. Quello della cucina è un tema universale, che può abbracciare tutti i target di gamer, siano uomini o donne. Non è da escludere che in futuro vengano prodotti ancora più giochi a tema. Una volta presa la dovuta dimestichezza con i fornelli virtuali, magari si scoprirà di possedere un certo talento anche nelle cucine vere e proprie…