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Stefano Santin: guidare le famiglie e le imprese fuori dal sovraindebitamento

C’è un momento, nella vita professionale di alcune persone, in cui la competenza tecnica incontra la consapevolezza umana. Per Stefano Santin quel momento è arrivato nel 2009, quando ha deciso di attraversare la scrivania. Da un lato c’era il sistema bancario che conosceva alla perfezione dopo vent’anni come Area Manager. Dall’altro, milioni di famiglie e piccole imprese schiacciate da debiti insostenibili. Ha scelto il lato più difficile, quello dove il sovraindebitamento famiglie e imprese non è statistica economica ma dramma quotidiano. Questa è la storia di chi ha trasformato la conoscenza del sistema in missione per chi dal sistema è stato travolto.

Chi è Stefano Santin oggi

Presidente dell’Ente per l’Inclusione Sociale (EINS), Organismo di Composizione della Crisi riconosciuto dal Ministero della Giustizia. Volto noto del servizio pubblico televisivo, dove interviene regolarmente come esperto nei programmi RAI. Collaboratore del Blog del Consumatore di TGCom24. Membro del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria presso il Ministero dell’Economia. Rappresentante delle associazioni dei consumatori al tavolo ABI, componente dell’Osservatorio sul Sovraindebitamento del Consiglio Regionale del Piemonte.

Il curriculum è impressionante. Ma dietro gli incarichi istituzionali c’è qualcosa che i titoli non raccontano: oltre 500 famiglie e imprese accompagnate fuori dal tunnel del debito. Persone che oggi respirano, che hanno ritrovato dignità. Santin non è solo un esperto che conosce la normativa. È il ponte tra chi soffre in silenzio e chi ha gli strumenti per aiutare davvero.

La svolta: da banchiere a difensore dei consumatori

Per vent’anni Stefano Santin ha vissuto il mondo bancario dall’interno. Area Manager in primari gruppi italiani, conosceva perfettamente meccanismi, prodotti, strategie. Sapeva come funzionano i tassi variabili, come si costruisce un finanziamento, dove si nascondono le clausole che fanno la differenza.

Nel 2009 la scelta di cambiare prospettiva. Entra nella “Casa del Consumatore”, dove oggi ricopre il ruolo di componente della direzione nazionale e presidente regionale del Piemonte. “Ho visto troppo spesso persone oneste soccombere sotto il peso dei debiti, credendo di non avere alcuna soluzione”, racconta. “La verità è che esistono strumenti legali efficaci, come il Codice della Crisi, che possono offrire una seconda possibilità. Ma le persone non li conoscono.”

La consapevolezza era netta: il gap non era normativo ma di accessibilità. Le leggi c’erano. Mancava chi sapesse tradurle in percorsi concreti. E mancava soprattutto chi potesse farlo con la credibilità di chi il sistema lo conosce dall’interno.

Santin non ha rinnegato l’esperienza bancaria. L’ha trasformata in vantaggio competitivo per chi aiuta. Conosce il linguaggio delle banche, sa come negoziano, capisce quali leve muovono. E usa questa conoscenza non più per massimizzare profitti, ma per costruire piani di rientro sostenibili.

Il contesto: quando l’emergenza diventa quotidianità

I numeri dell’Osservatorio sul Debito Privato fotografano un’Italia sommersa. Un milione di cittadini in sovraindebitamento conclamato. Il 50% della popolazione che non comprende come funzionano i tassi di interesse. Piccole imprese travolte dalla crisi post-Covid e dall’esplosione dei costi energetici.

Ma dietro ogni percentuale c’è un volto. La madre single il cui stipendio viene fagocitato dalle rate. L’artigiano sessantenne che ha visto naufragare il laboratorio di famiglia. Il professionista che usa le carte di credito per anticipare le spese correnti.

E c’è sempre la vergogna. Il silenzio. La maggior parte delle persone sovraindebitate soffre per anni prima di chiedere aiuto. Quando finalmente lo fa, spesso le opzioni si sono già ridotte.

È qui che serve qualcuno non solo tecnicamente competente ma anche umanamente capace di ascoltare, comprendere, accompagnare. Santin ha costruito la sua missione su questo doppio binario: competenza tecnica assoluta unita a empatia genuina.

Il metodo innovativo: accessibilità come rivoluzione

La Clinica del Debito ha introdotto un’innovazione apparentemente semplice ma rivoluzionaria: il quiz gratuito di autodiagnosi sul sovraindebitamento. Due minuti, nessun dato anagrafico, pre-valutazione immediata.

Sembra poco. È enorme. Abbatte il muro della vergogna. Il primo passo è sempre il più difficile. Il quiz permette di farlo in modo anonimo, protetto, senza impegno. E spesso è proprio quel primo passo che salva.

Dal quiz si passa alla consulenza personalizzata gratuita. Analisi completa: debiti, patrimonio, reddito. Verifica dell’ammissibilità. Individuazione dello strumento più adatto: piano di ristrutturazione dei debiti, concordato minore, liquidazione controllata.

L’accompagnamento è totale. Dalla preparazione della documentazione – nodo critico dove si gioca la differenza tra ammissione e rigetto – alla presentazione davanti all’Organismo di Composizione della Crisi, dalla negoziazione con i creditori all’omologazione giudiziale.

La trasparenza è totale. “Nessuna promessa irrealistica, solo analisi concrete”, è il mantra. Non tutti i casi sono ammissibili. Ma quando le condizioni ci sono, i risultati sono documentati: riduzioni del debito dal 50% al 90%. E soprattutto: restituzione della dignità.

Quando il metodo diventa vita: testimonianze concrete

Roberto, Novara. Sessantacinquemila euro di debiti. “Mi vergognavo della mia situazione”, racconta. La vergogna lo aveva paralizzato per due anni. Non ne parlava con la moglie, non rispondeva al telefono, nascondeva le lettere. Viveva nell’angoscia quotidiana.

L’incontro con la Clinica del Debito è stato casuale. Un articolo online, il quiz compilato quasi per scherzo. Poi la consulenza gratuita. “Mi hanno dato il coraggio di ricominciare.”

Il debito è stato ridotto a venticinquemila euro, piano quinquennale sostenibile. “In poco tempo ho trovato un nuovo equilibrio finanziario.” Ma più dei numeri, conta altro. Roberto ha ritrovato la capacità di dormire. Di guardare la moglie senza il peso della menzogna. Gli hanno restituito il futuro.

Marta, Asti. Centoventimila euro, situazione impossibile. “Pensavo fosse impossibile uscire dall’incubo del debito.” Oggi, con quarantamila euro in un piano gestibile: “La professionalità e l’empatia del team mi hanno aiutata passo dopo passo.”

La missione: rinascita economica e umana

“Il mio obiettivo è accompagnare ogni persona in questo percorso di rinascita economica e umana, offrendo ascolto, competenza e concretezza.” Quando Santin parla di “rinascita economica e umana” distingue con precisione i due piani.

La rinascita economica è l’esdebitazione, la riduzione del debito, il fresh start nelle centrali rischi. È tecnica, normativa, diritto applicato. Ma la rinascita umana è altro. È riconquistare la dignità. È smettere di nascondersi. È tornare a guardare i figli senza vergogna.

Per questo Santin non si è fermato alla Clinica del Debito. L’impegno nel comitato EDUFIN nasce dalla consapevolezza che prevenire è meglio che curare. Diffondere educazione finanziaria significa formare le persone prima che cadano nella spirale.

La presenza nei programmi RAI non è ricerca di visibilità ma moltiplicatore di impatto. Ogni intervento raggiunge centinaia di migliaia di persone. E per qualcuno, sentire che “esistono soluzioni legali” può essere la frase che salva.

La visione è ambiziosa: un’Italia dove il sovraindebitamento non sia più tabù. Dove chiedere aiuto non sia ammettere sconfitta ma compiere un atto di intelligenza. Dove nessuno debba più soffrire in silenzio.

L’eccellenza al servizio di chi soffre

Stefano Santin poteva restare dall’altra parte della scrivania. Carriera avviata, stipendio sicuro, futuro garantito. Ha scelto diversamente. Ha scelto di mettere vent’anni di esperienza al servizio di chi il sistema bancario l’ha schiacciato.

Oltre 500 storie cambiate. Migliaia di famiglie che oggi possono respirare. Persone che hanno ritrovato il sonno, la serenità, il futuro.

L’eccellenza non è solo competenza tecnica. È competenza unita a empatia. È rigore professionale che non dimentica mai il volto umano. È esperienza ventennale messa al servizio non di chi può pagare di più ma di chi ha più bisogno.

In un Paese che fatica a parlare di debiti, Stefano Santin ha scelto di essere la voce di chi non aveva voce. E continua, ogni giorno, a costruire ponti. Un caso alla volta. Una vita alla volta. Una rinascita alla volta.

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