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SP.A.C.E. MAZZINI Cattedrale nel deserto?!

La Storia

Quando nel 2017 l’allora assessore alla cultura Ketty Fogliani mi chiamò per collaborare con l’Amministrazione Comunale per attivare un “qualcosa” presso le Ex Scuole Elementari dedicate a Mazzini in Lugugnana pensai ad un progetto legato alle arti visive. Forte del fatto che la Pro loco guidata da Marcantonio Bolzicco aveva avviato una collezione di artisti triveneti e un’altra parte si poteva ricavare dalle donazioni degli artisti che avevano esposto alla galleria civica Ai Molini, di Portogruaro, negli anni dal dopoguerra ai giorni nostri. L’idea trovò il consenso dell’Assessore e così del sindaco, allora Maria Teresa Senatore, che come nel suo carattere “decisionista” dette subito ordini per l’avvio della cosa. Avvertii, però, che essendo in una frazione (Lugugnana) il progetto dovesse trovare consenso nella popolazione, altrimenti non avrebbe avuto senso. Alcune riunioni con associazioni di Lugugnana, e assieme a dei rappresentanti locali delle suddette associazioni, si dette il via al nome: Spazio Arte Contemporanea Eventi, Mazzini  (tradotto nell’acronimo SP.A.C.E. Mazzini)  mantenendo così il vecchio nome delle ex scuole per identificarlo. Lavorammo tutto un inverno al freddo, io e Marcantonio Bolzicco, per allestire le opere, piantarle al muro con un certo criterio, contattando artisti per le donazioni. Tutto questo assieme ai rari volontari che si facevano vedere ogni tanto. Comunque inaugurammo con la benedizione del Parroco e quella del Sindaco M.T. Senatore. Concordammo un’apertura settimanale e nel fine settimana: sabato e domenica con aperture affidate ad una cooperativa. Avevamo presenze discrete sui 100/150 visitatori al mese. Alcuni visitatori artisti e architetti ci fecero i complimenti da estendere all’illuminata Amministrazione! Nel frattempo si erano inseriti, con una convenzione, i pensionati della CGIL per creare un punto di aiuto alla popolazione dedicato a ricette, e prelievi. Poi, arrivò la donazione Giano Petrin dalla quale scegliemmo un gruppo di opere che andavano dai primi del ‘900 agli anni Cinquanta, le quali definirono con una parte delle incisioni di Russolo lo “zoccolo duro” della collezione di Space Mazzini. A seguire si ebbe tutta una serie di acquisti e donazioni private, dagli anni ’50 a fine Novecento, per un totale di 130 opere, di cui almeno un terzo degli Artisti presenti in collezione hanno partecipato alla Biennale di Venezia come ad esempio: Achille Bozzato, Virgilio Tramontin, Giorgio Celiberti, Carmelo Zotti, Giuseppe Zigaina, Renato Guttuso, Tono Zancanaro, così altri come Toffolo Anzil, Nane Zavagno, Giulio Candussio, Saverio Barbaro, Renato Borsato, Franco Pedrina, Ferruccio Gard, Ennio Finzi, Giorgio Di Venere, Renzo Codognotto, Carlo Ciussi, Luigi Candiani, Carlo Dalla Zorza, Mario Pauletto, e i triestini: Carlo Sbisà, Ugo Flumiani, Riccardo Tosti, per dire della vecchia generazione. Due artisti albanesi dopo una visita a Space hanno donato un’opera ciascuno: Artan Shabani e Alkan Nallbani. Infine fummo i custodi in Space, e gli “aggiustatori”, con relative spedizioni in Matera e a Roma, alle grandi mostre futuriste, degli Intonarumori di Russolo costruiti da un suo brevetto dal prof. Pietro Verardo per la Biennale di Venezia nel 1977, ora pigiati in Casa Russolo.

La situazione odierna

Dopo la “Pandemia” (2020) la struttura riguardante la parte espositiva della raccolta d’arte contemporanea è stata chiusa e da allora mai più riaperta! Pertanto oggi è da stabilirsi se la Giunta Comunale decide se tenere SPACE Mazzini ancora come un centro d’arte, o se lo vuole trasformare in qualcos’altro! Se l’Amministrazione non vuole gestirlo, nonostante fosse parte del programma elettorale per cui è stata pure votata, lo dia almeno in gestione alla Pro Loco che ne ha da tempo fatto domanda più volte a voce. Diversi incontri si sono fatti sottoponendo all’Amministrazione la necessità e la propensione della Pro Loco di gestire Space Mazzini come gestisce già il Museo della Città. Questo sarebbe l’impegno di una terzietà di garanzia e prestigio per l’Amministrazione. Oppure se non si vuole darla alla Pro Loco lo si dia a qualsiasi associazione che si impegni “pubblicamente” per iscritto a curare la struttura collegata all’Arte Contemporanea. Associazione che metta pure in essere corsi di vario tipo: vuoi musicali, vuoi d’arte: scultura e pittura, vuoi di fotografia. Noi siamo in grado di farlo con l’aiuto della Pro Loco. Per le altre manifestazioni, video, cinema e conferenze c’è già una sala dotata di tutto, si tratta semmai di fare un calendario fra le associazioni esistenti: Pensionati CGIL, Pro Loco, Aiap-Unesco e altre che dovessero affacciarsi e in grado di mettere in piedi un programma annuale. Tutto ciò farà rinascere non solo Space Mazzini, ma pure la frazione. Questo lo dobbiamo agli abitanti di Lugugnana. Alla pazienza che hanno avuto fin d’ora. Non esiste solo il Centro Storico come patrimonio e risorsa. Inoltre Space è situato in una posizione favorevole: è un incrocio fra la Triestina “bassa” e la spiaggia di Brussa, (spiaggia frequentata da migliaia di persone). Circondato da un parco con sculture e con altre da inserire. In aggiunta c’è il Comune di Caorle che fa mostre. Cà Corniani con le opere all’aperto di Alberto Garutti, le quali rafforzano un percorso ideale. Così Jesolo e Gradisca d’Isonzo. Pure Lignano col premio Hemingway. Space Mazzini è già, in parte, inserito nel turismo locale, con l’inserimento dello stesso Space nella ciclo turistica: Portogruaro/Brussa del professore Natale Cigagna. Per dire che qualcosa si è fatto. Ad Maiora.

Boris Brollo & Bolzicco Marcantonio

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