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Moreno Pesce e le Dolomiti d’autunno: prima della neve, la salita della ferrata Strobel nella “sua” Cortina

Cortina d’Ampezzo, 13 ottobre 2026 – C’è un momento dell’anno in cui le Dolomiti cambiano colore. I larici si accendono d’oro, i sentieri si svuotano e la roccia aspetta la prima neve. È questo il momento che Moreno Pesce ha scelto per tornare in parete. Giovedì 15 ottobre l’atleta paralimpico salirà la via ferrata Michielli Strobel fino a Punta Fiames (2.240 m), affacciata su quella Cortina d’Ampezzo che considera casa e che non smette di raccontare.

Con lui ci saranno la guida emerita Lio De Nes, memoria storica della montagna ampezzana, e il videomaker Jacopo Bernard, che filmerà la salita nella luce dell’autunno.

Per Pesce, amputato femorale alla gamba sinistra, questa salita è un modo di salutare la stagione prima che l’inverno chiuda le vie. È anche un omaggio alla conca ampezzana, che dalla cima di Punta Fiames si vede per intero. Oltre mille metri di dislivello, su uno dei classici più amati del Pomagagnon, per ricordare che la montagna appartiene a chi la desidera, in ogni stagione e con ogni corpo.

La ferrata

Dedicata ad Albino Michielli, guida alpina e Scoiattolo di Cortina conosciuto come “Strobel”, la ferrata parte di fronte all’Hotel Fiames, lungo la statale per Dobbiaco. Il sito vieferrate.it la classifica come moderatamente difficile, con circa 1.000 metri di dislivello. Si arriva all’attacco in circa un’ora, risalendo un ripido canalone detritico. Il tratto attrezzato si percorre in poco meno di due ore. Il passaggio più impegnativo è un camino iniziale; seguono cenge tra i mughi, uno spigolo con staffe e una lunga scala verticale prima del pendio sommitale. La discesa dura circa due ore e passa dalla forcella Pomagagnon, lungo un ghiaione. Dalla cima si vedono la Valle d’Ampezzo, le Tofane, il Cristallo e la Croda da Lago.

Fonte: vieferrate.it

Chi è Moreno Pesce

Nato a Noale (VE) il 13 dicembre 1975, oggi vive ad Auronzo di Cadore. Nel 1997 un incidente in moto gli è costato l’amputazione femorale della gamba sinistra, sopra il ginocchio. Da allora ha fatto della montagna il suo luogo preferito di rinascita. Con Cortina e le Dolomiti ha un legame particolare: sono il paesaggio di casa, dove si allena e dove torna ogni volta che può. Con la protesi ha salito Monte Bianco, Monte Rosa, Gran Sasso, Gran Paradiso e Triglav, e partecipa a trail, vertical e vie ferrate. Ha lavorato con la federazione per regolamentare la partecipazione degli atleti amputati alle gare di skyrunning ed è tra gli animatori del Team3gambe. Nel 2019 è stato nominato Atleta paralimpico dell’anno dalla Città di Noale e nel 2020 è stato candidato ai Gazzetta Sports Awards. La sua storia è raccontata nel libro L’arto fantasma e le mie paure.

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