C’è un colore che d’inverno scalda il Montello più di qualsiasi sole basso sull’orizzonte: è il rosso della terra, ferro e argilla, memoria geologica e fatica contemporanea. È da lì che nasce, e a lì che torna, il Trail delle Terre Rosse, che il 25 gennaio 2026 celebra la sua quinta edizione portando cento chilometri di battiti – sommati, non misurati – dentro uno dei luoghi simbolo del trail veneto.
L’appuntamento è a Volpago del Montello, nel piazzale della Birreria Aldamida’s, con partenza unica alle ore 9. Organizza l’ASD Gruppo Podistico Povegliano, realtà che conosce il Montello metro dopo metro e che negli anni ha costruito una gara riconoscibile, senza effetti speciali, ma con una parola chiave che nel trail conta più di tutte: coerenza.
I percorsi sono due, entrambi competitivi, entrambi con classifica. Il lungo da 27 chilometri, con un dislivello positivo di circa 1.100 metri, e il medio da 15 chilometri, che ne propone 550. Numeri che, sul Montello, vanno sempre letti con rispetto: perché qui il dislivello non arriva mai in modo didascalico, ma si accumula a colpi di strappi, cambi di ritmo, single track che mordono le gambe e non concedono tregua. Non è una montagna alta, il Montello, ma è una collina che non regala nulla.
Il tracciato si sviluppa prevalentemente su sterrato boschivo, con tratti sassosi, fondo battuto, passaggi tecnici e – variabile decisiva – il fango. Gennaio non fa sconti, e l’organizzazione lo dice chiaramente: il Trail delle Terre Rosse si corre con qualsiasi condizione meteo. Qui non si cercano record personali, ma una relazione onesta con il terreno. Scarpe da trail con buon grip non sono un consiglio, sono un prerequisito morale prima ancora che tecnico.
Sul percorso lungo è previsto anche un cancello orario: dopo 12 chilometri, al bivio con il tracciato corto, si deve transitare entro le 11.30. Il tempo massimo per entrambi i percorsi è fissato in 5 ore, con arrivo entro le 14. Una scelta che racconta bene lo spirito della gara: inclusiva ma non indulgente, accessibile ma non addomesticata.
Il Trail delle Terre Rosse è anche una manifestazione che ha fatto una scelta netta sul piano ambientale: plastic free. Niente bicchieri ai ristori, niente bottigliette. Ogni atleta deve portare con sé bicchiere o borraccia a tappo largo. Non è solo una norma regolamentare: è un patto con il bosco. Chi getta rifiuti viene squalificato. Senza appello. Perché il Montello non è una scenografia, è un ecosistema che chiede rispetto.
Le iscrizioni sono limitate a 1.000 atleti, suddivisi tra i due percorsi, e avvengono esclusivamente online tramite la piattaforma Sport Dolomiti. Le quote sono di 25 euro per la 27 km e 20 euro per la 15 km, con agevolazioni per i primi iscritti e possibilità di last minute, se restano pettorali disponibili. Nel pacchetto gara ci sono i servizi essenziali: cronometraggio con chip, ristori (cinque sul lungo, due sul corto), assistenza medica, deposito sacche, docce, medaglia finisher e diploma di partecipazione. Nessun gadget tecnico incluso: scelta sobria, coerente con una gara che punta sull’esperienza più che sull’oggetto.
Dal punto di vista sportivo, le premiazioni riguardano i primi cinque uomini e le prime cinque donne di ciascun percorso. Ma, come spesso accade nel trail, la vera linea d’arrivo è quella che ogni atleta disegna con se stesso: arrivare lucidi, interi, consapevoli di aver attraversato un luogo senza violentarlo.
Il Montello, del resto, è un libro di storia aperto: bosco di battaglie, di trincee, di memoria. Correre qui, anche quando il fiato si accorcia e le gambe protestano, significa accettare una lezione antica: l’andare avanti non è mai lineare. È fatto di salite brevi e cattive, discese da controllare, continui aggiustamenti. Esattamente come una gara di trail. Esattamente come una giornata d’inverno.
Il Trail delle Terre Rosse non promette spettacolo, ma autenticità. Non promette facilità, ma verità. E forse è per questo che, anno dopo anno, cresce senza cambiare pelle. Perché il rosso della terra, quando ti entra sotto le scarpe, non lo dimentichi più.