L’annuale appuntamento con il Piatto dell’Oca, voluto da Marcantonio Bolzicco, è toccato quest’anno all’artista Simon Ostan Simone detto S.O.S.. Egli provenendo dalla grafica ha fatto una cosa nuova. Non è passato per la solita figurazione dell’oca nelle diverse posizioni naturali, bensì ha sviluppato un simbolo che può essere adottato pure come elemento grafico che raccoglie in sé la natura animale dell’Oca per donarle un concetto di spiritualità. Egli come altri pochi artisti nella lunga storia del piatto dell’oca (37 anniversari portati bene) ha portato all’interno di questa tradizione la propria esperienza artistica. Così il Pope, primo fra gli artisti del piatto dell’oca, il quale “piegò” il piatto al suo essere pittore dipingendo al posto dell’oca una sua opera. Biagio Pancino, altro pittore, che invece dell’oca fece un picnic sull’oca che era stata mangiata dal titolo: Ricetta dell’Oca perduta. Un’altra pittrice Clara Brasca ne fece una ricostruzione da restauro, come se si fosse trovata un’oca in creta rotta, e i pezzi venissero, poi, assemblati come in un puzzle. Daniele Pinni, pittore portogruarese, ha serigrafato l’oca sul piatto e vi ha posto sopra dei segni di cancellazione. Simon Ostan Simone, come si diceva, da artista grafico ha dovuto pensare ad una immagine che racchiudesse l’oca dentro un segnale, dentro una figura unica e compatta senza dispersione alcuna. E ne è uscito un simbolo a spirale dove seguendo la spirale a rovescio si arriva al centro della visione in cui si riconosce una testa ed un occhio che ci fanno intuire l’oca. Il simbolo viene accentuato dal fondo oro in quanto l’oro era simbolo spirituale per eccellenza. Si ricordino i mosaici delle basiliche di Ravenna e Venezia, o di Palermo. Altri piatti riportano sempre in oro l’oca qui fatta diversamente su un fondo nero che crea un occhio magico da lontano e che visto da vicino ci fa vedere l’oca dorata su fondo nero.
Boris Brollo

Da trentacinque anni la tradizione della Fiera voluta da Marcantonio Bolzicco, presidente onorario della Pro loco di Portogruaro, presenta un piatto su cui viene riportata l’immagine di un’oca eseguita da un artista scelto anno per anno che diventa il simbolo della Fiera delle Oche e degli Stivali in corso. Quest’anno è stato dato l’incarico all’artista e grafico Simon Ostan Simone.