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MARINA NANI DONA’ – HEREDITAS nelle parole di Boris Brollo

14 dipinti della sua collezione a Palazzo Contarini del Bovolo, Venezia –

dal 14 dicembre 23 al 24 marzo 24.

A cura di Laura De Rossi.

Orari 9,30/17 dal Lunedì al Venerdì.

Nel 1786 il Pio Loco delle Penitenti di San Giobbe, un Istituto fondato nei primi anni del Settecento, dall’allora patriarca Giovanni Badoer, per raccogliere le prostitute ravvedute e pentite, fu destinatario della raccolta dei dipinti di Barbaro Nani, figura fra le più rilevanti della storia del collezionismo veneziano. Raccolta donata con lascito dalla nobildonna Marina Nani Donà. All’ombra dei grandi avvenimenti della Serenissima e delle vicissitudini che seguirono la sua caduta  (1797) la collezione si restrinse a 38 opere di cui 14 sono esposte nella sede dell’ex IRE ora IPAV nella sua sede veneziana di Palazzo Contarini del Bovolo famoso per la sua scalinata rotonda che ricorda un po’ la Torre di Pisa.

Queste 14 opere sono testimoni della fine della grande pittura settecentesca. I vari Ricci, Johann Carl Loth, Canaletto, Lazzarini, Diziani, etc. sono gli ultimi autori della grande stagione finale di una pittura ancora aulica che guarda ai temi biblici, con la famiglia Tiepolo a dirigere il timone della grande pittura veneziana. I tempi di crisi della caduta della Serenissima Repubblica, e della fine ingloriosa dei reali di Francia segnano la fine dello sfarzo per entrare  in una pittura più intima legata alla borghesia nascente con i vari Zaiss, Longhi e Guardi. Quest’ultimo in grado di esprimere con le sue “vedute veneziane” la crisi interiore dei un mondo oramai in sfacelo.

La mostra della donazione Marina Nani Donà ci riporta a quel clima di fine stagione dove ancora permangono i riflessi di un mondo che si va spegnendo nella lotta fra Davide e Golia, con un Sansone che si disseta, fra Maddalene e San Girolami penitenti, vecchi spioni che guardano Susanna e il Ricci che ricorda le storie della Bibbia in racconti resi vivaci dal colore.

Un mondo fantastico benché radicato nella nostra grande pittura e storia veneta.

Boris Brollo

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