Sharjah consolida il suo ruolo di capitale internazionale del racconto visivo. La decima edizione dei Xposure International Photography Awards, cuore simbolico dell’Xposure International Photography Festival 2026, segna un traguardo storico: oltre 29 mila fotografie inviate da più di 60 Paesi, la partecipazione più alta mai registrata nella storia del concorso.
La cerimonia di premiazione, ospitata nell’Auditorium di Xposure, ha celebrato fotografi provenienti da ogni parte del mondo, riconoscendo opere capaci di coniugare forza narrativa, qualità tecnica e profondità espressiva. I riconoscimenti sono stati consegnati da Tariq Saeed Allay, direttore generale dello Sharjah Government Media Bureau, insieme ad Alya Al Suwaidi, direttrice dell’ente organizzatore.
I premi rappresentano uno dei pilastri centrali del festival, che nel 2026 festeggia il suo decimo anniversario sotto il tema “A Decade of Visual Storytelling”, riaffermando la fotografia come linguaggio universale in grado di attraversare confini geografici, culturali ed emotivi.
A scandire la serata, la voce autorevole del fotogiornalista Giles Clarke, chiamato a leggere le motivazioni della giuria e ad accompagnare sul palco vincitori e finalisti. Il pubblico ha seguito con partecipazione una premiazione che ha attraversato un ampio spettro di generi: dall’architettura alla fotografia mobile, dalla natura allo sport, dal ritratto allo street photography, fino alla fotografia notturna, alla manipolazione digitale e all’intelligenza artificiale, senza dimenticare la sezione dedicata ai più giovani.
Il premio assoluto di Xposure 2026 è stato assegnato al fotografo birmano Myat Hein per A Portrait of Resilience, un’immagine scelta per l’intensità emotiva, la forza narrativa e l’impatto visivo, capace di sintetizzare lo spirito dell’edizione.
Nella fotografia architettonica, il primo posto è andato al tedesco Hans Wichmann con Antinori Winery, mentre la ceca Olga Nezmeskalova ha ottenuto il secondo posto con David and Goliath. La sezione Mobile Photography ha premiato ancora il Myanmar con Si Thu Ye Myint per A Day in the Life of a Farmer Family, affiancato dal cinese Yajun Hu con A Gazing Cat.
Ampio spazio anche ai paesaggi e ai fenomeni naturali: nella categoria Nature & Landscape ha vinto Preeti John, dagli Emirati Arabi Uniti, con The Conversationalists, mentre il russo Sergey Gorshkov è stato premiato per Elephant at Sunset. La Night Photography ha incoronato lo slovacco Marian Kuric con Fairy Tale, seguito dal birmano Htin Lin con Night of Fishermen.
La sezione dedicata a Photo-manipulation e AI ha visto protagonisti due fotografi iraniani: Maryam Sadat Ahmadi, vincitrice con Myself, e Saeed Rezvanian, secondo classificato con Untitled. Nei ritratti, primo posto per Aung Kyaw Zaw (Myanmar) con The Two Face, davanti al malese Yuji Haikal.
Lo sport ha premiato il giordano Ahmad Damra per Strength in the Curve of Challenge, mentre lo Street Photography Award è andato al messicano Antonio Flores per Dance with the Giant of the Fire. Nella categoria Visual Storytelling, successo per l’americano Bob Miller con The Last Generation.
Particolarmente significativa la partecipazione dei più giovani. La categoria Junior, riservata ai residenti negli Emirati Arabi Uniti tra i 7 e i 17 anni, ha premiato nuovi talenti in due fasce d’età, confermando la vocazione educativa e formativa del festival.
A dieci anni dalla sua nascita, Xposure si conferma così una piattaforma globale di dialogo culturale, capace di intercettare le trasformazioni della fotografia contemporanea e di offrire a Sharjah un ruolo centrale nella mappa internazionale delle arti visive. Tutte le opere premiate e finaliste sono esposte nella Hall of Fame, nel cuore del festival, come sintesi visiva di un decennio di storie raccontate attraverso la luce.