Dalla povertà al tetto del mondo: il sogno del calcio

Si pensa al mondo del calcio e lo si associa in automatico a uno stile di vita lussuoso e spensierato in cui auto costose, ville da sogno e vacanze in yacht la fanno da padrona. Eppure, questa non è che una parte della realtà. Infatti, non sono rare le storie di giocatori che prima di diventare i campioni che tutti conosciamo hanno trascorso anni di povertà e precarietà assolute. In questo articolo ci proponiamo di raccontare i punti emblematici delle vite di alcuni volti noti del nostro campionato che, per un motivo o per l’altro, hanno dovuto trascorrere un lungo periodo nelle stalle prima di poter accedere alle stelle. Considerando la loro capacità di superare gli ostacoli, puntare su di loro la prossima volta che si realizzano scommesse Serie A potrebbe essere garanzia di successo.

Zlatan Ibrahimovic

Dal suo esordio da professionista nel 1999, l’attuale attaccante del Milan ha messo a segno 484 goal in 788 partite. Nel suo libro autobiografico I am Zlatan, la punta di diamante della nazionale svedese si è messa a nudo svelando dettagli sulla sua vita privata che vanno ben al di là delle statistiche sportive. Prima di giocare nelle fila di Juventus, Barcellona e Paris Saint Germain – solo per citarne alcune – Ibra ha vissuto un’infanzia davvero difficile. Cresciuto in un quartiere di Malmö abitato soprattutto da profughi bosniaci, Zlatan ha assistito al divorzio dei genitori quando aveva solo due anni a causa dell’alcolismo del padre. Queste circostante lo portarono non solo ad avere problemi comportamentali a scuola, ma anche a lavorare in nero e compiere piccoli furti per contribuire al sostentamento della famiglia. Pensare che il suo valore di mercato ha raggiunto i 70 milioni di euro nel 2009 è davvero sorprendente.

Alexis Sánchez

Nascere in una città soprannominata “l’angolo del diavolo” non è di buon auspicio. Lo sa qualcosa questo attaccante 32enne di origine cilena, abbandonato dal padre disoccupato quando non aveva che pochi mesi. Nonostante gli sforzi, la madre fu costretta a dare in adozione il figlio allo zio José Delaigue, che non disponeva però delle risorse disponibili per garantirgli un’educazione. È così che, per mantenersi, il piccolo Alexis dovette dedicarsi a qualsiasi tipo di attività, includendo il chiedere cibo ai vicini, fare acrobazie per qualche moneta e lavorare al cimitero. La sua forza di volontà e la passione per il calcio, però, gli permisero di entrare a far parte della scuola giovanile locale del Club Arauco. Il talento de “El niño maravilla” – il bambino meraviglia – fu tale da permettergli di esordire a 18 anni in nazionale al lato di Marcelo Salas. Da lì, una continua escalation che lo ha visto vestire le maglie di Udinese, Barcellona e Manchester United prima di approdare a Milano sponda Inter nell’estate 2019. Considerando gli inizi, 171 goal in carriera non sono pochi.

Cristiano Ronaldo

La carriera del capitano della nazionale portoghese è stata talmente esaltante da non farlo sfigurare nemmeno davanti all’omonimo “Fenomeno” brasiliano. Dalla Supercoppa vinta con lo Sporting Lisbona nel 2002, l’attaccante juventino classe 1985 non si è mai fermato, aggiudicandosi tre Premier League con il Manchester United, due edizioni della Liga spagnola con il Real Madrid e un totale di cinque Champions League e altrettanti Palloni d’Oro – secondo solo a Leo Messi, che ne ha ricevuti sei. Chi era, però, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro prima di diventare CR7? Tanto per cominciare, Cristiano ha rischiato di non nascere a causa del quasi aborto della madre. Dopo questo pericolo, è seguita un’infanzia difficile nel quartiere povero di San António – situato a Funchal, una cittadina dell’arcipelago di Madeira. La svolta della sua vita è arrivata quando aveva 14 anni. Espulso da scuola per aver tirato una sedia a un professore, Cristiano aveva deciso di mettersi a lavorare per sostenere la famiglia in difficoltà. Per fortuna, la madre lo convinse a seguire i suoi sogni calcistici: un passo fondamentale per trasformarlo nella leggenda che tutti conosciamo.

Ibrahimovic, Sánchez e Ronaldo sono diventati icone del calcio mondiale. Se si vuole guardare in casa probabilmente ci riferiremmo a Baggio come esempio da seguire sia fuori che dentro il campo. Le loro storie, infatti, dimostrano come forza di volontà e impegno – oltre naturalmente a tanto talento e fortuna – possano trasformare la vita di tutti da un incubo a un sogno a occhi aperti in ogni momento.

Fonti

https://sportmob.com/en/article/773357-from-poverty-to-power-top-footballers-who-started-with-nothing

https://www.dreamteamfc.com/c/archives/uncategorized/156482/seven-footballers-born-into-abject-poverty-but-bloody-well-made-it-anyway/

https://www.transfermarkt.es/zlatan-ibrahimovic/profil/spieler/3455

https://www.transfermarkt.com/cristiano-ronaldo/leistungsdaten/spieler/8198/saison//plus/1#gesamt

https://www.corriere.it/scuola/maturita/cards/quando-ronaldo-fu-espulso-scuola-aver-tirato-sedia-contro-prof/cristiano-ronaldo_principale.shtml

https://sport.sky.it/calcio/coppa-italia/2021/05/20/cristiano-ronaldo-trofei-carriera#10

https://www.transfermarkt.it/cristiano-ronaldo/profil/spieler/8198

https://www.transfermarkt.es/alexis-sanchez/leistungsdaten/spieler/40433

https://www.transfermarkt.it/alexis-sanchez/profil/spieler/40433

https://lifebogger.com/it/alexis-sanchez-infanzia-story-plus-untold-biografia-fatti/

www.storiedieccellenza.it

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