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Alla Fonderia Napoleonica la Colazione Non Ha Più Orari: Il Nostro Viaggio nel Primo Mulino Bistrò di Milano

MILANO – Varcare la soglia della storica Fonderia Napoleonica, nel cuore pulsante del quartiere Isola in via Genova Thaon di Revel 21, significa accedere a una dimensione sospesa dove il tempo del mattino si dilata fino a comprendere l’intera giornata. Tra le mure mattonate e l’architettura industriale della fonderia, dal 2 all’11 ottobre 2026 prende vita il primo Mulino Bistrò targato Mulino Bianco, fulcro della “Mulino Breakfast Week”: uno spazio unico, aperto ininterrottamente dalle 8 alle 20, nato per scardinare la rigidità degli orari e trasformare la colazione in un rito urbano continuo.
L’iniziativa prende le mosse da una solida fotografia sociologica scattata da AstraRicerche per Mulino Bianco. L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 70 anni, rivela una trasformazione profonda dei consumi: il 63,2% degli intervistati consuma abitualmente i prodotti simbolici del primo pasto della giornata anche al di fuori della fascia mattutina.
Un consistente 31,5% dichiara di concedersi una vera e propria colazione completa fuori orario, quota che sale al 38% tra Gen Z e Millennials. Inoltre, il 41,8% degli italiani — percentuale che impenna al 50% tra le famiglie con figli minorenni — esprime un vivo interesse verso locali in grado di offrire formule da colazione fruibili dal mattino alla sera. Una tendenza edonistica guidata dal desiderio di concedersi una coccola golosa (34,2%), una pausa rilassante (26,6%) o un autentico comfort food (21,7%).

Il Ritualismo della Tavola e le Ricette Gourmet dello Chef Carlo Maria Ricci
Appena entrato al bistrò, il primo gesto rituale coincide con l’accoglienza al tavolo: proprio come tra le mura domestiche, ad ogni ospite viene offerta la possibilità di scegliere la propria tazza preferita e una tovaglietta in tessuto ispirata al paesaggio della Valle del Mulino. Non si tratta di un dettaglio secondario: il sondaggio evidenzia come per il 33,7% degli italiani l’impiego della propria tazza del cuore rappresenti uno dei rituali irrinunciabili della routine mattutina.
Seduto al tavolo, sfoglio il menu firmato dallo Chef del Mulino Bistrò Carlo Maria Ricci. I prodotti storici del marchio, formulati senza additivi, conservanti e grassi idrogenati, vengono completamente reinventati in chiave gastronomica attraverso tre percorsi sensoriali dedicati.
Il viaggio inizia con le proposte dolci del percorso “Senti che croccante”, dove i Tarallucci vengono serviti in un delizioso contrasto con mousse al limone e composta di fragole, mentre i Nascondini sono accompagnati da una ricca crema al latte e ganache al cioccolato fondente. I Molinetti incontrano il gusto acido del kefir con macedonia, semi di girasole e miele, gli Alveari si sposano con crema di ricotta e composta di frutti rossi, e il Pan Bauletto viene valorizzato da un morbido burro montato alla vaniglia e confettura di gelsi.
Proseguendo nella sezione “Senti che delizia”, provo il Tegolino rivisitato con crema alla vaniglia, amarene e cioccolato fondente, i soffici Pancake serviti con sciroppo d’acero, frutti rossi e fiori eduli, e la Nastrina abbinata a ricotta e mele spadellate al profumo di cannella. Si aggiungono il Plumcake con mousse di yogurt, confettura di albicocca e mandorle e la Torta Variegata servita con mousse al cioccolato e arancia.
Inaspettata e convincente si rivela la declinazione salata della carta, raggruppata in “Senti che gusto”: il Gran Bauletto Campagnolo viene proposto con uovo, pancetta croccante, pomodoro fresco e avocado, la Piadella è farcita con prosciutto crudo, mozzarella, pomodoro e rucola, la Pinsa unisce pomodoro, stracciatella di burrata e basilico fresco, e il Toast con Gran Cuor di Pane vede protagonista il prosciutto cotto e formaggio senza lattosio.
A completare la proposta gastronomica vi sono gli “Special” del giorno scritti sulla lavagna del bistrò: tra questi spiccano gli Abbracci serviti con crema al latte, marmellata di bergamotto e tè, la Torta al limone con crema di ricotta, canditi d’arancia, cioccolato e granella di pistacchio, e la sorprendente Pinsa con zucca, salvia, nocciole e pesto rosso Barilla.
Il momento più teatrale del mio assaggio è rappresentato dal “Baiocchi Special”. A un tratto, il suono chiaro di una campana richiama l’attenzione della sala: lo Chef Carlo Maria Ricci compare tra i tavoli per farcire al momento gli iconici biscotti Baiocchi con tre opzioni di crema inedite — caramello salato, mango e crema di limone — invitando i visitatori all’assaggio e al voto della versione preferita. Per i più piccoli, la cucina realizza piatti giocosi: dal Mr Pan Goccioli sagomato a coniglietto con occhi di frutta, al Gufetto Pancakes con crema alle nocciole, fino alla Flauto Car.

L’Esperienza dei Mulino Lab e le Storie del Dietro le Quinte
La mia visita prosegue addentrandomi negli spazi riservati ai Mulino Lab, un ricco palinsesto di laboratori esperienziali concepiti sia per gli adulti che per i più piccoli.
Tra le attività riservate al pubblico adulto, partecipo al workshop botanico e artistico “Crea la tua Valle del Mulino”, curato da Abracadart. Munito di pennelli, acquerelli ed elementi naturali come spighe di grano e fiori essiccati, imparo a comporre un quadro paesaggistico utilizzando pigmenti estratti direttamente da ingredienti alimentari come caffè, cacao, curcuma e tè matcha.
Successivamente prendo parte al laboratorio degustativo “L’ora del tè… con biscotti e non solo!”, guidato dagli esperti della bottega milanese Gusmìn (fondata nel 2019), che illustrano affascinanti accostamenti aromatici tra infusi, tè e i prodotti da forno del brand. Per gli appassionati di grafica e scrittura, il laboratorio “Tazze e creatività!” offre l’opportunità di cimentarsi con la calligrafia moderna sotto la guida dell’artista Elena Filippi di AMANOlibera, ricevendo in omaggio un gadget personalizzato a mano con dedica speciale.
Non mancano le masterclass guidate dai food creator: il 7 ottobre Eva Andrini (@evasfoodaddiction) accompagna i partecipanti nella preparazione di ricette dolci stagionali facili da replicare a casa, mentre il 9 ottobre lo Chef Antonio La Cava (@chef.antonio.la.cava) guida il pubblico nella creazione di ricette salate veloci e inaspettate.
Un capitolo speciale dei Mulino Lab è dedicato ai bambini con la formula “Mani in Pasta!”. Durante il laboratorio “Crea la tua Crostatina Mulino Bianco”, i piccoli pasticceri — dotati di grembiulino, cappello da chef, mattarello e stampini — impastano e decorano la propria crostatina alla marmellata, per poi vederla cuocere e portarla a casa insieme a un attestato ufficiale di partecipazione e al set “Piccolo Chef”.
Per chi desidera approfondire il dietro le quinte della produzione industriale e sensoriale, gli incontri gratuiti “Storie dal Mulino” offrono momenti di alto profilo tecnico. Nel talk “Il gusto racconta una storia”, Francesca Vitali (Sensory & Analytical Food Sc & Labelling Director) guida un’analisi organolettica sulla percezione di consistenze, profumi e gusti. Nel secondo appuntamento, “Dietro ogni prodotto c’è una storia”, Corrado Ferrari (Global CoE & Product Development Dry Bakery & Global Expansion Director) svela l’articolato processo di ricerca e sviluppo che ha portato alla nascita dei nuovi biscotti Alveari, accompagnando il racconto con un assaggio guidato del prodotto.

Le Installazioni Cinetiche, il Percorso Interattivo e la Bottega
Oltre alla gastronomia e ai workshop, il Mulino Bistrò si presenta come un percorso espositivo e interattivo completamente esplorabile grazie a una mappa cartacea consegnata all’ingresso, che sfida i visitatori in una caccia ai quattro timbri nascosti nello spazio.
Attraversando le navate della Fonderia Napoleonica ci si imbatte nel suggestivo Carillon del Mulino, un’imponente installazione cinetica che muove personaggi storici ed elementi della natura, dalla gallina Rosita fino ad api e farfalle. A breve distanza si trova la parete multimediale “Senti che Buono”, dotata di una grande ruota panoramica e diffuse sonorità campestri che proiettano il visitatore direttamente nella Valle del Mulino; all’interno del wall è allestito anche un photo booth scenografico legato alla campagna promozionale “Dove la natura è una storia buona”.
Proseguendo nel percorso, il teatrino analogico “Un viaggio verso il Mulino” consente di azionare piccole manopole meccaniche per plasmare paesaggi mutevoli tra città e campagna. Sulla parete “Le Storie Buone della colazione”, centinaia di visitatori lasciano ogni giorno pensieri e messaggi dedicati ai propri ricordi d’infanzia.
La visita si conclude passando accanto alla Credenza del Mulino e allo storico corner espositivo delle famose Sorpresine degli anni Ottanta e Novanta, arrivando infine alla Bottega del Mulino, un punto vendita allestito per l’acquisto di gadget, tazze vintage e oggetti da collezione legati alla cinquantennale storia del marchio italiano.
Varcare di nuovo la soglia della Fonderia e rituffarsi nei ritmi frenetici di Isola lascia addosso una sensazione strana, quasi sovversiva: quella di aver rubato qualche ora al tempo. Il Mulino Bistrò non è soltanto un pop-up ben riuscito o un sapiente esercizio di nostalgia, ma la dimostrazione che la colazione, affrancata dalle lancette dell’orologio, smette di essere un semplice pasto per trasformarsi in uno stato d’animo.
Tra un Baiocco farcito al momento, l’aroma avvolgente del caffè e il ricordo mai sbiadito delle storiche Sorpresine, Milano scopre un nuovo lusso urbano: la libertà di regalarsi un momento di pura consolazione esattamente quando se ne sente il bisogno. E mentre la città corre, la lezione della Fonderia è chiarissima: per ritrovare un pizzico di poesia quotidiana, basta stringere tra le mani la propria tazza del cuore e dimenticarsi, finalmente, di guardare l’ora.

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