Ricordare la maestra Fior – la persona, la donna, la mamma – richiederebbe moltissimo tempo, perché nessuno degli anni, dei mesi, dei giorni che ha vissuto è andato sprecato. Le sue esperienze si sono trasformate in germogli che hanno prodotto tanti frutti, di cui molte sono le testimonianze.
La sua infanzia durante la guerra è stata segnata dal dolore e dalle difficoltà. Le ha fronteggiate grazie alla sua forte personalità, che l’ha spinta a ribellarsi con determinazione alle avversità della vita e ad impegnarsi nello studio con tutte le sue forze. Ha lottato in tutti i modi per riscattarsi, riuscendo a diplomarsi in anni difficili in cui la scuola era un privilegio per le classi sociali più agiate.
Ha svolto il suo lavoro di maestra con straordinarie capacità di coinvolgimento e ha cercato per ciascun alunno il metodo di apprendimento che gli permettesse di esprimere al meglio i propri talenti. Ha formato generazioni di bambini, coinvolgendo le famiglie nel suo progetto educativo e diventando un punto di riferimento per molte mamme, anche quando i loro bambini non erano tra i migliori studenti o le famiglie erano in difficoltà. Ha operato ben oltre i confini del suo ruolo istituzionale, offrendo con lungimiranza tutta sé stessa in aiuto dei meno fortunati, senza mai girarsi dall’altra parte o far finta di non vedere i problemi. Lei i problemi li affrontava, si sporcava le mani, cercava soluzioni.
La sua curiosità intellettuale e i suoi studi nelle discipline più diverse le hanno permesso di aiutare non solo gli studenti che dovevano recuperare delle materie scolastiche, ma anche le giovani insegnanti che dovevano prepararsi ai concorsi. Aveva trasformato la sua casa in un luogo dove tutti potevano accedere alla cultura, che così diventava uno strumento di riscatto sociale, di lavoro e di vita dignitosa.
Il matrimonio con l’adorato Aldo e la nascita dei figli non le hanno impedito di portare avanti la sua passione per lo studio. Ha sempre lottato affinché i suoi figli potessero frequentare lezioni in contesti culturali e sportivi che fossero motivanti e qualificanti.
Anche nell’età meno attiva ha trascorso il suo tempo immersa nello studio, nella ricerca, nella lettura e nella scrittura, inviando ai potenti, ai politici e agli amministratori lettere vibranti per sollecitare l’attenzione verso i più deboli, denunciare i soprusi e difendere i meno fortunati, che sosteneva e visitava personalmente.
In questi giorni sono molte le persone che inviano testimonianze e raccontano le esperienze che hanno condiviso con lei nel corso di una vita lunga e operosa, che non è stata vana e ci ha lasciato un’eredità morale di grande attualità e spessore.