Monte Grappa riapre le sue strade (e il suo cuore verde): dal 1° maggio tornano percorribili le provinciali 140 e 141

Monte Grappa riapre le sue strade (e il suo cuore verde): dal 1° maggio tornano percorribili le provinciali 140 e 141

Dopo il lungo sonno invernale, il Monte Grappa torna a respirare. Le sue strade si riaprono, i suoi pendii si rianimano, le sue cime tornano raggiungibili. Dal 1° maggio, cittadini, ciclisti e amanti della montagna potranno di nuovo percorrere i 20 chilometri di viabilità provinciale che tagliano in quota uno dei paesaggi più iconici e selvaggi del Veneto. Ma dietro questa ordinanza tecnica si nasconde qualcosa di più profondo: un invito alla scoperta, un ritorno al cuore naturale di un territorio che è al tempo stesso memoria, bellezza e biodiversità.

La notizia: riaperte SP 140 e SP 141

La comunicazione è arrivata nella mattinata del 29 aprile, con la firma ufficiale dell’ordinanza da parte della Provincia di Treviso. Con la fine del periodo di chiusura previsto dal Piano Neve, saranno riaperti i tratti della Strada Provinciale 140, da Baita Camol alla cima del Monte Grappa, e della Strada Provinciale 141, da Malga Miet fino all’innesto con la SP 140.

Si tratta di circa 20 chilometri complessivi che, nei mesi invernali, vengono chiusi per motivi di sicurezza. L’accumulo nevoso e il rischio di frane e valanghe rendono impraticabili quei tratti impervi, dove gallerie e tornanti si arrampicano su versanti rocciosi a strapiombo.

La Provincia, come ogni anno, ha atteso la stabilizzazione del clima e ha predisposto un accurato piano di interventi prima di disporre la riapertura: rimozione di materiale roccioso, pulizia della carreggiata, reinstallazione delle barriere paramassi nelle gallerie. “Un’opera complessa ma necessaria”, ha sottolineato il presidente Stefano Marcon, “che garantisce la sicurezza di residenti e visitatori e valorizza un territorio unico, tutelato anche dall’UNESCO”.

Una montagna patrimonio dell’umanità

Il Monte Grappa non è una montagna qualsiasi. Dal 2021 è ufficialmente parte della Rete delle Riserve della Biosfera dell’UNESCO, riconoscimento attribuito per l’eccezionale valore naturalistico, paesaggistico e culturale dell’area. Un titolo che non si assegna a cuor leggero: per ottenerlo, il territorio deve dimostrare di saper coniugare tutela ambientale, sviluppo sostenibile e valorizzazione delle tradizioni locali.

Con i suoi 1.775 metri di quota, il Grappa domina il paesaggio tra Veneto e Trentino, facendo da cerniera tra le Dolomiti e la pianura Padana. Il suo profilo è noto a chiunque viva nelle province di Treviso, Vicenza e Belluno: una vetta massiccia, austera e familiare al tempo stesso. Ma ciò che la rende unica è la straordinaria varietà di ecosistemi che ospita.

Un mosaico ecologico senza pari

Il Monte Grappa rappresenta un vero e proprio laboratorio ecologico a cielo aperto. In pochi chilometri si passa dalle colline ricamate di vigneti del Prosecco Superiore, ai pascoli alpini punteggiati di malghe, fino ai boschi fitti di faggi e abeti rossi. Un’escursione lungo le sue pendici è un viaggio tra ambienti diversi, ciascuno con la propria flora, la propria fauna, la propria storia.

Secondo il dossier che ha accompagnato la candidatura a Riserva della Biosfera, il Monte Grappa ospita oltre 1.500 specie vegetali, alcune delle quali endemiche e rare. Tra queste, l’Asplenium trichomanes, una piccola felce rupicola che cresce solo su certe pareti rocciose, o il Pancratium illyricum, un giglio selvatico dai fiori bianchi profumati che fiorisce in quota tra maggio e luglio.

Sul versante faunistico, la presenza dell’aquila reale, del camoscio alpino, del gallo forcello e di numerose specie di farfalle rare fa del Grappa un santuario per la biodiversità. Alcuni tratti di sentiero rientrano nei corridoi ecologici della Rete Natura 2000, fondamentali per la connessione tra habitat alpini e prealpini.

L’eredità della guerra e della pace

La montagna non è solo natura: è anche memoria. Il Grappa è stato teatro di alcuni degli scontri più duri della Prima Guerra Mondiale. Le sue creste sono segnate da trincee, gallerie e fortificazioni. Il sacrario militare sulla vetta, inaugurato nel 1935, custodisce le spoglie di oltre 23.000 soldati caduti tra il 1917 e il 1918.

Oggi, quei luoghi non sono solo meta di pellegrinaggio o turismo storico. Sono spazi di riflessione, dove la violenza della guerra si stempera nel silenzio della montagna, e dove la memoria diventa motore di pace. La stessa candidatura UNESCO ha fatto leva su questo intreccio di natura e storia, sottolineando l’unicità di un luogo che custodisce il passato e si proietta verso il futuro.

Il turismo dolce del Grappa

Con la riapertura delle strade, torna a pulsare anche la vita economica della montagna. Malghe, rifugi, agriturismi e piccole strutture ricettive si preparano ad accogliere visitatori. Il Grappa, però, non è una montagna da turismo di massa. Non ci sono impianti da sci, grandi alberghi o villaggi turistici. E proprio in questo sta la sua forza.

La montagna si è specializzata nel turismo dolce, fatto di escursioni a piedi, in bici o a cavallo, esperienze culturali e gastronomiche, immersioni nella natura. Gli itinerari escursionistici – come l’Alta Via del Tabacco, il sentiero del Bosco Incantato, o la Strada delle Malghe – attirano ogni anno migliaia di persone, ma in modo sostenibile, con grande attenzione alla fragilità dell’ecosistema.

Il cicloturismo è un altro pilastro della rinascita del Grappa. Le salite che portano alla cima – come la leggendaria Cima Grappa da Semonzo – sono tra le più amate dai cicloamatori italiani e stranieri. Le strade provinciali 140 e 141, riaperte dal 1° maggio, sono tra le arterie principali per queste imprese su due ruote.

Riapertura strategica per il ponte del 1° maggio

La tempistica della riapertura non è casuale. Coincide con il ponte del 1° maggio, data simbolica per l’avvio della stagione turistica primaverile. Migliaia di escursionisti approfitteranno del weekend lungo per salire in quota, godere delle prime fioriture, visitare le malghe riaperte e respirare l’aria pura del Grappa.

“È un segnale importante per il territorio”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon. “Grazie a interventi tempestivi e ben coordinati, abbiamo potuto restituire il Grappa alla comunità in totale sicurezza, valorizzando anche gli importanti investimenti fatti lo scorso anno per la riqualificazione delle gallerie”.

Quegli interventi, finanziati con oltre un milione di euro, hanno permesso di rinnovare impianti di illuminazione, consolidare le pareti rocciose, e soprattutto installare nuove barriere paramassi removibili, capaci di resistere agli inverni rigidi senza subire danni.

La sfida del futuro: tutelare e innovare

Il Grappa, però, non può vivere solo di aperture stagionali. Per garantire un futuro sostenibile, serve una strategia a lungo termine, capace di conciliare turismo, agricoltura di montagna, conservazione e innovazione.

In questo senso, la designazione a Riserva della Biosfera UNESCO non è solo un premio, ma un impegno. Il territorio deve continuare a promuovere pratiche agricole compatibili con l’ambiente, valorizzare i prodotti locali – come i formaggi d’alpeggio, il miele di alta quota, le erbe officinali – e offrire ai giovani opportunità di lavoro che non significhino abbandono o pendolarismo forzato.

Progetti come le Scuole della Montagna, le cooperative di comunità, o le reti tra malghe e artigiani locali stanno già mostrando come sia possibile vivere e lavorare in quota senza compromettere l’equilibrio fragile di questo ecosistema.

Conclusione: tornare al Grappa, con rispetto

La riapertura delle strade è solo l’inizio. Salire sul Monte Grappa in primavera significa riscoprire un patrimonio collettivo. Ogni passo lungo i suoi sentieri è un contatto con una natura viva, ogni curva panoramica è un invito alla meraviglia.

Ma significa anche responsabilità. Il Grappa ci offre la sua bellezza, ma ci chiede rispetto: per i suoi fiori rari, per i suoi animali, per i silenzi che raccontano storie di uomini e di pace. Chi salirà sul Grappa dal 1° maggio in poi, non salga solo per ammirare. Salga per comprendere, custodire, restituire.


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