Perché una laurea in fisica, un argomento STEM, che è un mondo molto maschile?
Rimango sempre un po’ stupita quando mi viene fatta questa domanda, che mi viene fatta spesso. Quello che mi stupisce è l’osservazione che il mondo della ricerca scientifica è un mondo maschile. Questo elemento non ha influito in nessun modo sulla mia scelta. Ho scelto di laurearmi in Fisica, di conseguire un dottorato in fisica matematica e di lavorare nell’ambito della ricerca sui plasmi per la fusione termonucleare perché era la mia passione. Sono stata spinta dalla curiosità di comprendere il mondo passando dai numeri, dal fascino delle domande che non hanno ancora una risposta. Grazie alla mia educazione famigliare non ho mai vissuto il mio essere donna come un impedimento nel perseguire i miei studi, nella possibilità di farcela ciò è sicuramente un vantaggio che mi ha aiutato in molti ambiti. Sono stata educata nel pensare che ogni persona ha le sue peculiarità e che ognuno di noi debba mettere a frutto le proprie capacità e seguire le proprie aspirazioni indipendentemente dal proprio genere.
– Descrivere il percorso di carriera e ostacoli come donna in campo scientifico, maschile.
Nella mia carriera all’interno del mondo scientifico ho avuto ostacoli ed anche grandi aiuti. Ho avuto dei mentor che mi hanno insegnato moltissimo sia da un punto di vista personale che professionale ed a cui sarò sempre grata.
Le mie difficoltà, che mi hanno portato a lasciare la carriera scientifica, sono state più che altro di sistema. L’abnegazione alla ricerca che viene richiesto per costruirsi una carriera è veramente immensa, ad un certo punto altre istanze nella mia vita sono diventate più importanti e non ero più disposta a rinunciarvi in nome della scienza.
Nel mio gruppo di ricerca ero molto apprezzata per la mia capacità di lavorare il team, per riuscire a creare relazioni professionali stabili, qualità che spesso sono state definite più femminili. Quello che sicuramente è stato più difficile essendo una donna che lavorava nell’ambito della fisica è stato essere presa seriamente. La competizione, che nell’ambiente è già molto alta, aumenta in virtù del fatto che sei una donna.
– Perché hai deciso di fondare Formazione Network? Ostacoli?
Per me lasciare la mia carriera scientifica ed iniziare a lavorare nelle aziende, è stato un percorso di grande crescita. Quando me ne sono andata dall’Università mi chiedevo che valore avessero le mie competenze per il mercato del lavoro ed ho scoperto che la mentalità scientifica è estremamente utile alle organizzazioni. Dopo un decennio di lavoro in aziende e con ruoli diversi, ho pensato di poter portare nel mio territorio quello che avevo imparato ed ho fondato Formazione Network con la mia socia Daniela Anderluzzi. Insieme condividiamo un approccio pratico e sistemico per aiutare le aziende clienti a sviluppare la propria organizzazione e lo facciamo con strumenti diversi come la formazione o il coaching o la consulenza.
Creare un azienda dal nulla, soprattutto partire durante una crisi economica come quella del 2007, non è stato facile C’è voluta molta perseveranza.
– Particolari difficoltà come una madre lavoratrice?
Essere madre e lavorare è stancante, perché devi pensare e fare tantissime cose contemporaneamente, e anche stimolante, perché sei vicina al mondo che verrà. Per me il rapporto con i miei figli è stato sempre fonte di una grande gioia, anche se come tutti i genitori sono stata messa di fronte a tanti confronti talvolta difficili e dolorosi. Avere al mio fianco un compagno con cui ho condiviso sia le fatiche quotidiane che le decisioni è stato fondamentale e mi ha permesso di costruire una carriera ricca di soddisfazioni.
– Che valore ti porta un network femminile come VPWN?
Sono orgogliosa di essere nel VPWN fin dalla sua nascita. E’ un’organizzazione che è nata dal bisogno delle donne di confrontarsi in ambito professionale e che è cresciuta fuori dalle logiche provinciali delle conoscenze reciproche. MI spiego meglio, questo gruppo cresce perché dà valore alle donne che vi partecipano, è stata un’invenzione ed un innovazione per la città. Credo che il lavoro di network sia essenziale in un mondo complesso come quello in cui viviamo e nello stesso tempo sia importante imparare a coltivare e far crescere le relazioni di network ed in questo tutti dobbiamo migliorare.