IL MUSON FA PAURA. CASTELFRANCO IN ALLERTA PER LE PIENE: “ACQUA TROPPA, MA NIENTE PANICO”

IL MUSON FA PAURA. CASTELFRANCO IN ALLERTA PER LE PIENE: “ACQUA TROPPA, MA NIENTE PANICO”

Emergenza maltempo: attivato il Centro Operativo Comunale, picco di 2,64 metri nel cuore della notte. Rimosso un albero caduto in via Sile. Il Muson dei Sassi resta sotto osservazione.

Castelfranco Veneto – Il Muson dei Sassi è tornato a far paura. Nella serata di lunedì 7 luglio, mentre il cielo rovesciava acqua a secchiate e i fulmini tagliavano l’orizzonte come coltelli, il livello del fiume è salito in modo repentino, fino a toccare i 2,64 metri alle 23:50 nel tratto urbano della città. Numeri che preoccupano, soprattutto se si pensa che la prima soglia di attenzione è fissata a 1,80 metri, e la seconda a 2,50. Due soglie superate in poche ore. Mancava poco – solo 26 centimetri – al limite di pericolo, posto a 2,90 metri.

Una corsa contro il tempo, giocata al centimetro. E una notte di allerta vera, silenziosa ma attenta. Il COC – Centro Operativo Comunale è stato immediatamente attivato per tenere sotto controllo la situazione idrometrica, e coordinare eventuali interventi urgenti.

«È stata una risposta rapida e coordinata», fanno sapere da Palazzo Municipale, dove il monitoraggio si è protratto per tutta la notte. Il picco a Castelfranco è stato anticipato di poco da quello registrato ad Asolo, alle 22:00, con una misurazione addirittura superiore: 2,66 metri. Poi la piena ha fatto rotta verso valle.

Il Muson dei Sassi, che in tempi normali scorre tranquillo tra gli argini erbosi e i muretti del centro, si è trasformato in una massa impetuosa. Il grafico idrometrico consultato dagli operatori mostra una salita ripida come una montagna, con una discesa lenta e costante solo nelle ore successive all’una di notte. La mattinata di martedì 8 è trascorsa con il livello ancora elevato, ma in progressivo calo.

Tra le criticità emerse, un episodio isolato ma simbolico: in via Sile, una raffica di vento ha abbattuto un albero proveniente da una proprietà privata. Il tronco, finito sulla carreggiata, ha costretto l’intervento urgente del personale comunale, che ha provveduto alla rimozione e al ripristino della viabilità in sicurezza. Una scena che racconta con chiarezza la tensione della serata, ma anche l’efficacia della macchina operativa.

Il tutto si è svolto in costante raccordo con i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, che hanno monitorato l’evoluzione della perturbazione minuto per minuto. Nessuna evacuazione, nessun danno a persone o strutture, ma la soglia psicologica dell’allarme è stata varcata. Ancora una volta, il Muson ha ricordato quanto sia fragile l’equilibrio tra normalità e emergenza.

Un equilibrio fatto di centimetri, previsioni, radar, turni di guardia, e scelte tempestive. Perché quando l’acqua sale, non aspetta nessuno. E anche se questa volta il peggio è stato evitato, la lezione rimane impressa. Castelfranco osserva il suo fiume con un occhio più attento. Perché il Muson dei Sassi può sembrare innocuo, ma quando si gonfia, non fa sconti a nessuno.

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