GLEB SOLOMON – ucraino nato a Chernivtsi medaglia d’argento Coppa del Mondo di karatè juniores

articolo di Francesco Angelotti

Francesco Angellotti

Appena tornato dalla patria d’origine per le vacanze di Natale, ove ha esultato della sua gloria con i parenti che non han potuto seguirlo, abbiamo potuto fare i complimenti a Gleb Solomon, il campioncino di karatè vincitore della medaglia d’argento nei Campionati del Mondo

La qualifica con il diminutivo è dovuta alla sua giovanile età, ancora di non 16 anni che compirà a marzo

La specialità iniziò prestissimo in Ucraina ove fu molto ben introdotto nell’esecuzione delle tecniche karateke a cui subito s’appassionò. Quando  la situazione precipitò, muovendosi a guerra la Russia non essendo accolti i moniti riguardo la distruzione degli impianti nucleari, Gleb dovette scappare con la madre Oksana; ma l’invasione della Russia che non riuscì a soggiogare l’Ucraina, comportò che non potè esser seguito dal padre e dal fratello che son dovuti rimanere a disposizione delle Forze Militari nel caso di pericolosi assalti, in cui è la popolazione ad esser chiamata per la difesa

Il suo allenatore Chobotar Valera, che l’ha iniziato nella specialità, lo ha introdotto nella palestra Manara, ottimo centro a Milano ove il maestro Massimiliano Ferrarini ha sviluppato la sua brillantezza atletica proseguendo l’impostazione che il ragazzo aveva ricevuto in Ucraina. Certo all’inizio il giovane doveva essere coordinato nella scioltezza fisica, e quindi le tecniche avevano un’impostazione caratterizzata sulla ginnastica e la scioltezza dei movimenti; ma acquisita una preparazione molto “in avanti”, a Milano ha rifinito la tecnica

Avendo come mito l’immagine del campione Luigi Busa, Gleb è riuscito ad imporsi nella gara di Karatè 1 Youth League – Venice di Jesolo, categoria Cadetti kimute 63: sarà un’ottima premessa per sviluppare la base della preparazione nelle gare in Croazia di fine giugno

Gli allenamenti non li svolge esattamente vicino casa, essendo stabile con la madre presso parenti a Rovello Porro nella provincia di Como (di manzoniana memoria), da dove raggiunge il campo d’allenamento Manara in un’oretta, conoscendo orario dei treni mentre la metro passa abbastanza frequentemente. Ma nonostante l’intensa attività sportiva, che in occasione dei mondiali dovrà intensificare con più di 5 allenamenti a settimana, è appassionato nella frequentazione della scuola alberghiera ove ha stretto diverse amicizie con cui condivide momenti piacevoli, oltre ai compagni d’attività con cui è arrivato ad una collaborazione “di squadra”

Proveniendo da una regione ai confini della Romania, la Guerra non ha inciso direttamente con interventi locali, anche se l’allarme appare incipiente e chiunque potesse porsi come difensore in caso di necessità, deve assicurare la sua presenza; cosa che ha condizionato il viaggio natalizio di Gleb per tornare dai parenti, anche se spera in futuro  la famiglia si riunisca tutta in Italia.

Per questo ai prossimi Campionati del Mondo potrebbe essere presente con la bandiera dell’Ucraina; ma il ragazzo stesso vorrebbe uscire dalla mentalità di contesa che suddivide le Nazioni in dominanti e succubi; per cui, preparandosi in Italia, non è escluso che scenderà in campo con la squadra italiana e svolgerà gli incontri per la bandiera dell’allenatore da cui ha assorbito tutta la preparazione

 Sarebbe per l’Italia una bellissima testimonianza inerente la competizione sportiva che supera le Guerre

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