Da Scorzè a Chengdu: i giganti italiani del tiro alla fune

La nazionale azzurra chiude quarta ai World Games in Cina. Un traguardo storico per la squadra con i veneziani Berto, Bortolin, De Rossi e Tonetto.

La corda tesa tra due mondi, la polvere che si solleva sotto i piedi, lo sforzo collettivo che diventa respiro unico: il tiro alla fune italiano è arrivato fino in Cina e ha scritto una pagina che resterà nella memoria. La nazionale azzurra, con in squadra anche quattro atleti veneziani – Nicola Berto, Daniele Bortolin, Tommaso De Rossi e Riccardo Tonetto – ha conquistato un prestigioso quarto posto ai World Games di Chengdu.

Per chi mastica di sport tradizionali, i World Games sono l’equivalente olimpico di discipline che non trovano spazio nei Giochi a cinque cerchi. Ventiquattro medaglie d’oro, venti d’argento e diciannove di bronzo sono finite al collo della Germania, dominatrice della rassegna con 57 podi complessivi. Ma tra i colossi di questo movimento, l’Italia ha saputo farsi rispettare, guadagnandosi sul campo la certezza di appartenere ormai all’élite mondiale.

«Vediamo grande potenziale nella nostra squadra – hanno sottolineato gli azzurri – e siamo pronti ai Mondiali inglesi».

Il cammino fino a Chengdu è stato lungo e accidentato. Dopo i successi internazionali ottenuti con la vittoria della Nations Cup di Sursee, in Svizzera, e il bronzo europeo di Silandro, la nazionale ha confermato la crescita tecnica e atletica. Una crescita che si è trasformata in esperienza viva nell’arena asiatica, di fronte a rivali storici come Cina e Taiwan.

La spedizione azzurra, guidata da un gruppo di atleti che alternano quotidianamente lavoro e passione sportiva, ha potuto contare su una struttura consolidata: allenamenti costanti, preparazione fisica curata nei dettagli e soprattutto una motivazione che va oltre il risultato. Il quarto posto, dunque, non è una sconfitta ma una tappa intermedia. «Il nostro obiettivo – spiegano i tecnici – è arrivare a medaglia ai prossimi Mondiali».

Carole capitale nel 2027

Se Chengdu ha rappresentato il presente, l’Italia guarda già al futuro. La candidatura di Caorle è stata accettata e nel settembre del 2027 il villaggio turistico Pra’ delle Torri ospiterà i Mondiali di tiro alla fune. Oltre cinquemila tra atleti, delegazioni e tifosi sono attesi per un evento che promette di trasformare la località balneare veneziana in capitale globale degli sport tradizionali.

Un risultato straordinario, ottenuto grazie al lavoro congiunto tra la Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (FIGeST) e la Tug of War International Federation (TWIF). Una sfida organizzativa ma anche culturale, con l’obiettivo di accendere i riflettori su uno sport che unisce valori arcaici e modernità, fatica collettiva e disciplina interiore.

Per l’Italia sarà l’occasione di giocare in casa e di inseguire con ancora più forza quel sogno di podio mondiale che a Chengdu è sfuggito per un soffio. Intanto, resta il sorriso dei ragazzi tornati dalla Cina: un quarto posto che sa di futuro.

" Redazione : ."