C’è una domenica, in un piccolo paese del Trevigiano, dove ogni passo diventa un incontro tra corpo, arte e territorio. Si chiama “Cori Cori – Camminata tra i Murales” e torna domenica 11 maggio 2025 con un percorso accessibile a tutti, immerso tra le opere d’arte urbana che hanno cambiato il volto di Vallà, frazione di Riese Pio X. Il ritrovo è previsto per le 7.30 presso gli impianti sportivi, con partenza alle ore 9. L’iscrizione costa 4 euro e include un gadget per i primi iscritti, ristori lungo il percorso e visite guidate ai murales. Ma la vera ricompensa è tutta nei passi lenti, nello sguardo che si lascia sorprendere, nell’incontro tra cultura, socialità e paesaggio.
Chi partecipa alla camminata scopre un territorio che ha saputo reinventarsi grazie all’arte pubblica. Vallà, attraversata ogni giorno da oltre trentamila veicoli, fino a pochi anni fa appariva come un’area di transito, un luogo di passaggio. E invece ha scelto di diventare destinazione, museo a cielo aperto, laboratorio di rigenerazione. Tutto grazie al progetto The Wallà, promosso a partire dal 2021 dal Collettivo Bocaverta APS in collaborazione con il Comune di Riese Pio X, e sostenuto dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Treviso.
Un museo a cielo aperto nato dai muri
Nel giro di tre anni The Wallà ha trasformato Vallà in uno dei poli italiani della street art. Tra il 2021 e il 2024 sono stati realizzati 22 interventi artistici, firmati da nomi di fama nazionale e internazionale. Le opere sono comparse su scuole, case private, campi sportivi, muri di cinta, facciate di capannoni. Alcune sono monumentali – oltre 150 metri quadrati di pittura murale – altre più raccolte, intime, quasi sussurrate.
La camminata dell’11 maggio attraversa tutto questo: un itinerario tra colori, storie, visioni. L’evento è pensato per tutte le età, con accompagnamento di guide, materiali informativi, e la possibilità di conoscere le storie che stanno dietro a ogni parete dipinta.
Il 2024: l’anno della consacrazione
Il 2024 è stato l’anno della conferma per The Wallà. Sono arrivati a Vallà cinque nuovi artisti: Tellas, Pixel Pancho, Franco Fasoli (in arte Jaz), Joys e Orion. Tutti hanno lasciato il segno, interpretando lo spirito del luogo con linguaggi visivi molto diversi.
Tellas ha aperto la stagione realizzando un’opera ispirata al paesaggio naturale. La parete su cui ha lavorato, interrotta da balconi e finestre, è stata trasformata in una trama botanica, un pattern visivo scandito da elementi floreali, cespugliosi, arborei. Un lavoro delicato, astratto, meditativo. “È come se la natura cercasse spazio dentro il cemento – hanno scritto i curatori –. Una forma di resistenza poetica”.
Pixel Pancho ha portato a Vallà uno dei suoi celebri “robot umanisti”: figure meccaniche immerse in scenari rurali, dotate di occhi malinconici e gesti delicati. Il suo murale racconta di una macchina che ricorda, che coltiva, che protegge. Un ibrido tra futuro e archeologia, molto fotografato dai visitatori e subito entrato tra le immagini-simbolo del progetto.
Nel corso dell’estate è arrivato anche Jaz, artista argentino noto per i suoi lavori di grande impatto. La sua opera ha occupato l’intera parete di una casa privata, raffigurando un gruppo di figure totemiche in lotta, tra simbolismo ancestrale e critica sociale. A settembre, infine, sono intervenuti Joys e Orion, entrambi legati al mondo del lettering. Il primo ha realizzato un’opera tridimensionale a incastro, con il suo nome deformato e incastonato tra i volumi urbani; il secondo ha giocato su moduli geometrici e colori primari, creando un murale che richiama le architetture del design razionalista.
Un progetto che ha coinvolto tutti
Ma The Wallà non è stato solo arte “di firma”. Una parte significativa del progetto ha coinvolto la cittadinanza, le scuole, le famiglie. Alcuni murales sono stati realizzati collettivamente: bambini e ragazzi hanno dipinto insieme agli artisti; scrittori e poeti hanno contribuito con testi, frasi, versi. Un esempio su tutti: l’opera partecipata “Pinocchio a Vallà”, realizzata nel 2023, che ha visto il contributo di oltre mille persone. Il risultato è una grande narrazione murale che unisce letteratura e vita quotidiana.
Il progetto ha trasformato il paese anche economicamente: sono nate collaborazioni con artigiani locali, falegnami, elettricisti, imprese di verniciatura. Alcune attività commerciali hanno scelto di valorizzare le opere attraverso merchandising, visite guidate, iniziative culturali. Anche le scuole hanno avviato percorsi educativi legati alla street art e alla cittadinanza attiva.
La camminata: un rito collettivo
In questo contesto, la “Cori Cori – Camminata tra i Murales” è diventata un rito. Un momento in cui la comunità si mette in cammino, insieme. Il nome dell’evento – “Cori Cori” – è un gioco in dialetto, che ricorda il “corri corri” dei bambini ma invita, in realtà, a rallentare. A guardare. A entrare in contatto con i luoghi e con le storie che li abitano.
Il percorso, accessibile e adatto a tutte le età, attraversa strade, frazioni, cortili, sentieri e pareti dipinte. L’organizzazione offre accompagnamento, mappe, ristori, materiali informativi. L’obiettivo non è solo camminare, ma conoscere. Far emergere la bellezza dove prima c’era anonimato.
Lungo il tragitto, è possibile ammirare tutte le opere realizzate tra il 2021 e il 2024. Tra queste:
- “La volpe e il corvo” di Ericailcane, sulla scuola elementare
- “Dialoghi al confine” di StenLex, sulla parete del campo sportivo
- “L’abbraccio invisibile” di Vera Bugatti, sulla parete di una casa privata
- “Luce di paese” di Zed1, con decine di personaggi stilizzati tra finestre e tetti
La cura dei murales: arte che resiste
Dal 2023, The Wallà è affiancato da un team di ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha seguito la realizzazione delle opere e ne ha studiato i materiali. L’obiettivo è comprendere come conservare nel tempo la street art, spesso esposta a intemperie, smog, degrado. Gli artisti hanno lavorato con prodotti traspiranti, pigmenti naturali, tecniche murarie innovative. Ogni opera è stata documentata, mappata, catalogata. Anche questo fa parte della sfida: non solo creare bellezza, ma proteggerla, trasmetterla, farla durare.
L’arte che cambia il territorio
A distanza di quattro anni dalla sua nascita, The Wallà si è imposto come uno dei progetti più interessanti di arte pubblica in Italia. Non solo per la qualità degli interventi, ma per il metodo: un processo partecipato, orizzontale, inclusivo. Un laboratorio di rigenerazione urbana che ha saputo parlare con i cittadini, ascoltare, coinvolgere.
L’impatto sul territorio è evidente. Vallà ha cambiato volto. È cresciuto il senso di appartenenza, l’orgoglio locale. Sono arrivati visitatori da tutta Italia. Alcuni murales sono entrati nei percorsi turistici ufficiali. Le opere vengono raccontate nei corsi di design, nei master in urbanistica, nelle scuole d’arte. Ma soprattutto, sono diventate parte della quotidianità delle persone: punti di riferimento, angoli da riscoprire, simboli identitari.
Una domenica per camminare insieme
Domenica 11 maggio, Vallà si prepara ad accogliere centinaia di camminatori, famiglie, curiosi, appassionati d’arte. Sarà una festa, ma anche un’occasione di consapevolezza. Chi partecipa alla “Cori Cori” non solo si muove, ma entra in una storia. Scopre che anche un muro può parlare. Che un quartiere può rinascere. Che l’arte non è solo nei musei, ma nelle strade. E che camminare, insieme, è già un modo per cambiare il mondo.