Dopo il successo della partecipazione all’edizione 2022 di MIDO, la più importante fiera internazionale dell’Eyewear, L’Istituto Italiano di Certificazione dei Prodotti Ottici consolida la sua leadership e sviluppa nuovi progetti che lo vedranno protagonista anche nei prossimi mesi.
Longarone, maggio 2022 – è appena calato il sipario sull’edizione 2022 di MIDO, la più importante fiera internazionale dell’eyewear, tenutasi in presenza a Milano dal 30 aprile al 2 di maggio dopo due anni di interruzione forzata a causa dell’emergenza sanitaria, e per Certottica, protagonista della tre giorni meneghina, è tempo di fare bilanci. La manifestazione, che ha ospitato oltre 660 espositori provenienti da 45 paesi diversi e ha richiamato visitatori da più di 50 nazioni, ha tracciato un quadro preciso e decisamente positivo sullo stato di salute del comparto: dati alla mano, l’industria dell’occhiale ha reagito con forza agli scossoni provocati dalla pandemia arrivando nel 2021 a recuperare il terreno perso nell’annus horribilis del Covid. Secondo le stime di Anfao (Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici), infatti, il 2021 dell’eyewear nostrano ha raggiunto e superato i livelli pre-crisi assestandosi su una produzione complessiva pari a 4,17 miliardi di euro in salita del 35% rispetto al 2020 e del 4,5% rispetto al 2019. Bene montature e lenti oftalmiche, mentre il sell-out di occhiali da sole, più legato a un consumo istintivo e soggetto all’andamento del fashion, ha pagato caro il prezzo delle restrizioni su mobilità e spostamenti all’aria aperta.
Un settore, quello dell’occhialeria, che è storicamente trainante per l’economia del nostro Paese e che identifica tra le province di Belluno e Varese il suo centro nevralgico. Proprio nel Bellunese ha sede Certottica, autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero del lavoro e della Previdenza Sociale al rilascio di attestati di conformità per la certificazione CE di dispositivi di protezione individuale per gli occhi e per la certificazione CE di dispositivi di protezione totale e parziale del viso. L’Istituto Italiano di Certificazione dei Prodotti Ottici, si è avvalso dell’importante vetrina non soltanto per dare visibilità ai propri servizi e per confermarsi quale leader nei servizi di test de certificazione internazionale dei prodotti, ma anche e soprattutto per proporsi con una logica di Gruppo, abbinata ad un’immagine in grado di valorizzare Certottica non solo in quanto tale, ma anche in quanto parte di un articolato sistema di aziende che comprende la controllata Dolomiticert e la sister company CertDolomiti, nata nel febbraio del 2021 per rispondere in modo esaustivo alle esigenze delle aziende in relazione ai nuovi standard richiesti dal Regno Unito.
«Abbiamo scelto di presentarci al MIDO proponendoci come Gruppo e non più solo come singole Realtà a sé stanti, leader per le loro competenze. – dichiara Luca Businaro, Presidente del Gruppo Certottica – Abbiamo voluto lanciare un segnale di cambiamento che restituisse al tempo stesso anche una forte impronta di continuità, nell’ottica di dare il giusto risalto a tutte e tre le Realtà che compongono il nostro universo e alla loro attività, il cui amplissimo raggio d’azione ci consente di garantire alle filiere del Made in Italy una gamma di servizi specialistici in campi quali la certificazione, l’education per nuovi professionisti, la ricerca applicata e la normazione. Un aspetto fondamentale, specialmente in un periodo come quello che stiamo vivendo e che ci vede impegnati in prima linea nel contribuire alla ripartenza di un settore così essenziale».
Sempre stando ad Anfao, che di Certottica è socio di maggioranza, l’export italiano ha segnato una crescita del 39,2% sul 2020 e del 3,4% sul 2019 con buone conferme da Stati Uniti ed Europa. Ottima performance anche nel Regno Unito (+16,8%), risultato particolarmente incoraggiante quest’ultimo, perché arrivato nonostante le difficoltà derivanti dall’incognita Brexit. «All’evoluzione normativa che ha interessato la Gran Bretagna negli ultimi due anni – prosegue Businaro – abbiamo risposto dando vita a CertDolomiti che ha proprio il compito di rilasciare attestati di conformità UKCA validi per il mercato britannico e ad oggi è l’unica realtà italiana in grado di farlo per un ventaglio così ampio di dispositivi».
Laddove il mercato internazionale ha saputo resistere alla tempesta perfetta del “biennio nero” rialzando la testa, meno stabile è la ripartenza del mercato interno, comunque in ripresa se paragonata al 2020 (+17%) e con solo una leggera flessione (-0,5%) rispetto al 2019.
«In un comparto strategico per il “bello e ben fatto in Italia” come quello dell’occhialeria, in costante evoluzione, il nostro ruolo vuole rappresentare un punto di riferimento nel processo di innovazione delle aziende – puntualizza Corrado Facco, Ad del Gruppo – Per questa edizione di MIDO, infatti, che è da sempre luogo di incontro privilegiato per le migliori communities B2B, ci siamo concentrati nel presentare sia un nuovo bouquet di test e servizi di certificazione, sia un rinnovato palinsesto dedicato alla formazione. Il nostro scopo in tal senso è quello di accompagnare il comparto dell’eyewear nazionale nei procedimenti in atto, con piani di intervento a più livelli che gli consentano di predisporsi a cavalcare le spinte del cambiamento, a sviluppare resilienza e capacità di adattamento a scenari mutevoli e di grande trasformazione, a costruire strategie efficaci ed efficienti in un contesto di grande turbolenza che, appunto, impone alle aziende italiane sforzi molto importanti. In merito proprio al tema cruciale del Capitale Umano, è stato calcolato che nei prossimi 4 anni il solo “sistema moda” necessiterà di circa 48mila profili professionali in più rispetto a quelli esistenti, con saperi e competenze nuove. Una risposta a questa domanda arriva sicuramente dagli ITS (Istituti Tecnici superiori) mutuati dal sistema tedesco e pensati per avviare direttamente gli studenti al mondo del lavoro mediante una didattica alternata tra lezioni frontali e tirocini pratici in azienda. Consapevoli degli alti tassi occupazionali che questi percorsi raggiungono, Al MIDO abbiamo presentato la nona edizione del corso biennale per Eyewear Product Manager, l’unico ITS in Italia specifico per la filiera dell’occhialeria, finanziato dalla Regione Veneto in capo alla Fondazione ITS Cosmo Fashion Academy, al termine del quale si ottiene la qualifica di eyewear product manager, richiestissima e immediatamente spendibile».
In Fiera si è parlato anche, ovviamente, di sostenibilità, tema centrale nelle politiche di intervento di molti governi e aspetto ormai imprescindibile per la filiera produttiva. «La transizione ecologica è un traguardo fondamentale per il cui raggiungimento è necessario mettere in campo il maggior numero di risorse possibili – aggiunge Facco – Il nostro Gruppo è molto attivo su questo fronte con diversi progetti di formazione e ricerca volti a delineare un nuovo modello di business incentrato su strategie green e sulla riduzione dell’impatto ambientale anche attraverso l’utilizzo di materiali alternativi eco-friendly. In particolare a MIDO abbiamo illustrato la seconda edizione del corso in “Ecodesign, marketing e innovazione per la competitività nell’occhiale e nello sport”, specifico per i professionisti del ramo occhialeria e dello sport system e per il quale si sono appena aperte le iscrizioni, oltre, appunto, a una serie di progetti di ricerca dedicati e sviluppati in collaborazione con Università e Centri di eccellenza».
«Il ritorno in presenza di MIDO – conclude – testimonia che il settore è pronto a ripartire e a farlo in grande stile. Abbiamo visto molti operatori nazionali e stranieri e raccolto ottimi riscontri. Ora però guardiamo avanti, verso i nostri prossimi obiettivi che sono tanti e tutti molto concreti, per consolidare il nostro ruolo di competence tech hub italiano. Annunceremo ulteriori importanti novità entro il prossimo mese di giugno che riguarderanno più fronti: R&D, formazione grazie a partnership societarie articolate, e innovativa certificazione di prodotto per la sostenibilità dell’eyewear»