Tutta la mia solidarietà all’amministrazione comunale di Asolo che ha deciso l’esposizione della bandiera palestinese sul pennone del municipio: mi pare un gesto che potrebbero compiere tutte i comuni della provincia di Treviso, a cominciare dal capoluogo.
E’ un gesto di solidarietà e di attenzione verso un popolo che, ancora oggi sta subendo un vero e proprio massacro: è sicuramente una “scelta di campo”, quella di stare dalla parte di chi è sotto i bombardamenti.
Ed è la migliore risposta ai commenti sui social e sulla stampa di consiglieri comunali e assessori della destra cittadina che denotano un evidente imbarazzo rispetto all’indiscutibile successo dello sciopero e della manifestazione di venerdì in città, manifestazione le cui dimensioni – è bene sottolinearlo – non si ricordano dall’epoca della seconda guerra in Iraq, era il 2003.
Ed è proprio il numero dei partecipanti a creare imbarazzo nella destra che scivola nel “mancato rispetto della libertà altrui” per il blocco della stazione o nel disagio causato dai “rallentamenti del traffico” con l’altrettanto scontato corollario del “i sindacati dovrebbero occuparsi dei diritti dei lavoratori”.
Ma come pensano che i lavoratori abbiano conquistato i loro diritti in questi decenni in Italia se non scioperando, bloccando la produzione e le vie di comunicazione, pensano veramente che lo “Statuto dei lavoratori”, la riduzione dell’orario di lavoro, le leggi sulla sicurezza siano stati “gentilmente concessi” e non siano stati frutto di lotte che, come lo sciopero di ieri, hanno pesato sulle tasche proprio dei lavoratori?
Certo che il sindacato deve pensare ai diritti dei lavoratori e lo fa, ad esempio, con la proposta di introduzione del salario minimo legale, arrivata in Parlamento con l’appoggio di Cgil e Uil e immediatamente affossata dal governo delle destre.
Segnalo agli esponenti di destra che, tra l’altro, in questi giorni non sono mancati, proprio in occasione dei tanto vituperati cortei e blocchi stradali, applausi e solidarietà proprio dai cittadini che si vedevano sfilare le persone sotto casa o si ritrovavano con l’auto ferma nel traffico bloccato.
Gigi Calesso – Coalizione Civica per Treviso