In C. G. Jung, la “maschera” è la Persona in latino, cioè il volto sociale che indossiamo per adattarci al mondo, un compromesso tra ciò che siamo e ciò che gli altri si aspettano da noi.
Per questo potremmo dire con Pirandello: Uno, Nessuno e Centomila. Ognuno vede l’altro attraverso un filtro, la maschera, che a Noi è ignoto come Noi ci sentiamo a volte estranei a noi stessi. L’individuazione psicologica della persona/maschera è deleteria per la propria individualità in quanto la ottenebra, la tiene legata all’inconscio. Così come Sartre nella Nausea passa attraverso la fisicità del personaggio per acquisire coscienza di sé stesso. Qui però Lorisandrea Vianello mette in gioco la sua persona. Egli vuole apparire come gli altri desiderano e avvia una serie di maschere accattivanti nel tentativo di piacere al pubblico, alla gente. Egli sa di indossare una maschera, come lo sanno gli altri, ed il gioco si sposta sulla maschera. Essa mi rappresenta. O, essa lo rappresenta. Questo movimento extravertito dell’uscita diventa un doppio gioco che costruisce una miriade di riflessi psicologici ai quali viene richiesta una maschera per ognuno di essi. Soprattutto se la maschera è di vetro in quanto rende la fragilità del doppio gioco e i riflessi una estensione dell’anima. Non più Pierrot, ma tu che guardi ti rifletti in parte ed assumi il vizio manifesto della maschera. Lorisandrea Vianello diventa in situazionista*, crea momenti, eventi, crea situazioni psicologiche, fa del “terrorismo” psicologico in maniera evidente. Tenta così di metterci fuori strada. Di metterci in crisi consapevolmente. Quindi sta a Noi se accettare o meno il gioco. Il vetro non assorbe, come nel dialogo normale, ma ci riflette e ci guardiamo nella maschera dell’altro. La vita diventa un gioco degli specchi che può assumere una libertà politica o spirituale a seconda dell’interlocutore.
Boris Brollo
Nota: Situazionismo: movimento politico-culturale sorto in Francia negli anni Cinquanta del Novecento, che, ispirandosi all’anarchismo e alle avanguardie artistiche dell’inizio secolo, si propone la trasformazione radicale della società e dell’arte borghese tramite la liberazione delle energie vitali e creative dell’individuo.