Scoltemo – Quando la musica scende in strada e ci insegna ad ascoltare di nuovo

Scoltemo – Quando la musica scende in strada e ci insegna ad ascoltare di nuovo


C’è un paese, da qualche parte nel cuore del Veneto, dove la musica ha deciso di non farsi più consumare in fretta. Un paese che si ribella, pacificamente e poeticamente, alla dittatura dell’ascolto distratto, alle playlist saltellanti, alle cuffiette che tappano il mondo invece di aprirlo. Quel paese si chiama Riese Pio X, e da quest’estate, ogni martedì sera, dalle 20:00 alle 21:00, risuonerà un gesto rivoluzionario: ascoltare un disco per intero, per la strada, insieme.

Si chiama ‘Scoltemo – musica per strada. È figlio di un altro esperimento magico, ‘Scoltar, che invitava le persone a sedersi e ascoltare un album intero in religioso silenzio, come fosse una messa laica dedicata al suono. Ma ora si fa un passo oltre. Si scende in strada, si accende la filodiffusione, e si lascia che la musica si posi dolcemente sui marciapiedi, tra le vetrine chiuse dei negozi, i bicchieri tintinnanti dei bar, le risate dei bambini, il passo lento di chi finalmente si concede un’ora senza notifiche.

‘Scoltemo non è un evento. È un invito. O meglio, un monito gentile: “torniamo ad ascoltare davvero”. Con tutto il corpo, con tutta la testa, e con quel pezzo di cuore che avevamo dimenticato di avere.

Un disco alla volta, senza interruzioni

Nessun algoritmo, nessun DJ, nessuna pubblicità. Solo un disco. Uno alla volta. Dall’inizio alla fine.
La sera del 1° luglio si comincia con un’epopea sonora: la colonna sonora de Il buono, il brutto, il cattivo di Ennio Morricone. E già qui, si capisce che non siamo davanti a un’operazione nostalgica, ma a un viaggio emotivo, collettivo, che usa la musica come veicolo per ritrovare qualcosa che abbiamo perso: la capacità di stare fermi, respirare, e sentire.

Perché la musica, quella vera, non ha bisogno di spiegazioni. Non ha bisogno di schermi. Ha solo bisogno di silenzio attorno, e orecchie disponibili. E un luogo che la accolga.

Quella strada principale di Riese Pio X, che per anni è stata solo passaggio, diventa scena. Palco invisibile. Traccia di memoria collettiva. È la strada che diventa salotto, cinema, confessionale. E chi la attraversa diventa parte di una comunità sonora, anche solo per un’ora. Anche solo per una canzone.

La rivoluzione della lentezza

Viviamo in un tempo che ci chiede di correre anche quando non abbiamo nessuna fretta.
Scrolliamo la vita col pollice, ascoltiamo a pezzi, saltando da un brano all’altro, da una storia all’altra. Non sappiamo più aspettare nemmeno un ritornello. In un mondo che ha fatto dell’istantaneità una religione, ‘Scoltemo è eresia. Dolce, accogliente, ma pur sempre eresia.

Eppure, è proprio in questo piccolo gesto – fermarsi per ascoltare – che si annida qualcosa di rivoluzionario. Un disco trasmesso in filodiffusione è come un vecchio vinile suonato tra le mura domestiche, ma senza muri. La casa si allarga fino a includere tutto il paese.

E in questo atto semplice e antico, Riese Pio X trova un modo nuovo di stare insieme. Non serve parlare, non serve conoscere chi cammina al tuo fianco. Basta sentire lo stesso suono. Un’armonia condivisa. Un’onda sonora che unisce i pensieri, come una preghiera laica in note.

Da Einaudi a Neffa: il suono è democratico

Il programma è eclettico, colto e inclusivo. Passa da Ludovico Einaudi con il suo intimo Underwater, a Ezio Bosso con The 12th Room, due compositori che hanno fatto della vulnerabilità un valore universale. C’è l’elettronica cerebrale e spirituale di Caterina Barbieri e Daniela Pes, a disegnare paesaggi interiori fatti di loop e respiro. E poi l’eleganza di Patrizia Laquidara, la nostalgia brasiliana di Ornella Vanoni, il Battisti più psichedelico di Anima Latina, i Matia Bazar nel loro momento più sofisticato e il rap epocale di Neffa e i messaggeri della dopa.

Non è solo un programma musicale. È una dichiarazione d’intenti.
Dice: la musica è per tutti. E ogni stile, ogni epoca, ogni timbro può offrirti un’emozione, se glielo permetti. Basta stare, semplicemente, ad ascoltare.

Per chi ama la musica. E per chi ama la vita

Il progetto, portato avanti dal collettivo TheItaloJob.com insieme al Comune di Riese Pio X, nasce con l’intento di ridare dignità all’ascolto lento. Non è marketing, non è spettacolo. È cura. Per chi è stanco di rumore. Per chi ha voglia di rallentare. Per chi crede che anche una sola canzone possa fare la differenza.

“Non si tratta solo di musica”, raccontano gli ideatori. “Si tratta di tempo. E di come decidiamo di usarlo. Di come vogliamo vivere i nostri spazi pubblici. Di quanto ancora siamo capaci di meravigliarci.”

C’è chi passa, sente una nota familiare e si ferma. Chi torna ogni martedì con un’amica. Chi porta il bambino per insegnargli cos’è un disco. Chi semplicemente cammina, e si lascia accompagnare. Nessuno resta uguale dopo un’ora di ascolto condiviso. Non servono parole. Basta lasciarsi toccare.

La musica è ancora sacra. Se le diamo il tempo

In un’estate di festival urlati, di hit martellanti e cuffiette chiuse nel proprio mondo, ‘Scoltemo è una dichiarazione di fede. Fede nella musica, nella sua capacità di guarire, di collegare, di farci sentire più umani. Non serve molto: solo una strada, un impianto, e un disco per volta.

È un gesto poetico, quasi anacronistico, che però ha tutta la potenza di una ribellione. Un piccolo atto di resistenza culturale, che non cerca pubblico, ma complicità. Che non vende biglietti, ma momenti.

E forse, nel silenzio che precede la prima traccia, c’è tutto ciò che serve per capire il senso di quest’estate a Riese: rallentare è l’unico modo per sentirsi vivi davvero.


Per chi ama la musica. Per chi non vuole più correre. Per chi crede che ascoltare sia il primo passo per cambiare il mondo.
Appuntamento ogni martedì, fino al 2 settembre. Basta essere presenti. E accendere le orecchie.

" Redazione : ."