In un’epoca in cui integrazione, inclusione e responsabilità sociale sono al centro del dibattito pubblico, il divario tra dichiarazioni di principio e comportamenti concreti è spesso evidente. Eppure, c’è un’Italia fatta di piccole e medie imprese che, lontano dai riflettori, contribuisce a ridisegnare il tessuto sociale dei territori con gesti semplici, ma profondi.
Una di queste realtà è la Società Agricola Europoll, azienda del cuneese attiva da oltre 75 anni nel settore delle carni avicole. Qui, l’idea di impresa non si esaurisce nel bilancio economico: si intreccia con il concetto di comunità, di accoglienza e di opportunità per chi arriva da lontano e cerca un nuovo inizio. È una forma di responsabilità silenziosa, non urlata, che passa dal lavoro, dalle relazioni e dalla capacità di trasformare l’azienda in un luogo di crescita condivisa.
Inclusione che parte dal lavoro, non dalle parole
Il tema dell’accesso al lavoro è centrale per quanto riguarda i processi di integrazione delle comunità africane in Italia. Non solo come sostentamento economico, ma come strumento di dignità, autonomia e reale partecipazione alla vita della comunità locale. È su questo terreno che Europoll ha scelto di agire, aprendo le porte della propria azienda a lavoratori provenienti da contesti migratori complessi e accompagnandoli in un vero percorso di inserimento nel territorio cuneese.
Non si tratta di singole assunzioni “simboliche”, ma di un impegno continuativo che vede l’azienda affiancare i propri collaboratori non solo nel contesto produttivo, ma anche nella gestione della quotidianità: dalla stabilità del contratto alla costruzione di rapporti di fiducia, fino a un’integrazione autentica nella comunità.
“Europoll non è solo un’azienda: è un luogo di integrazione” ci racconta Roberto Costamagna, CEO dell’azienda. “Ciò che rende possibile la nostra crescita è l’impegno quotidiano dei nostri collaboratori. Dare opportunità a chi arriva da realtà diverse e vuole integrarsi e costruirsi un futuro migliore è un onore, oltre che un modo per rendere migliore la nostra comunità e il nostro territorio.”
Un episodio, in particolare, racconta meglio di qualsiasi policy cosa significhi, per Europoll, parlare di valori umani. Nel settembre 2024, due dipendenti di origine africana, Keita Daouda (in azienda dal 2015) e Ouattara Madiara (assunto nel 2016), hanno scelto il titolare Roberto Costamagna e il CFO Luca Astesano come testimoni di nozze. Un gesto che supera la dimensione professionale, per entrare nella sfera più intima delle relazioni personali.
Racconta Keita: “Europoll è un’azienda che dà davvero tanto, più di quanto si veda. Oggi sono quello che sono grazie a Roberto, a sua madre e a tutta la famiglia Costamagna. Nei momenti più difficili non mi hanno mai abbandonato: mi hanno dato un’opportunità e la possibilità di costruire un futuro”. Parole confermate da un ulteriore dettaglio: la decisione di dare alla loro figlia il nome Elda, come l’amministratore dell’azienda. È un’immagine potente di come il luogo di lavoro possa diventare spazio di riscatto, riconoscenza e reciprocità.
Un’azienda che nasce e cresce con il territorio
Per capire il senso di questa cultura aziendale, bisogna tornare indietro nel tempo. Europoll nasce nel 1947, nel cuore della campagna cuneese di Caraglio, da un piccolo macello locale fondato da Giacomo Costamagna. È una storia familiare che attraversa tre generazioni: da Giacomo ai figli Michele ed Enzo, fino al nipote Roberto. Una continuità che ha permesso all’azienda di crescere senza perdere il legame con il territorio e con i valori originari.
Oggi Europoll è una realtà strutturata, ma conserva le caratteristiche di un’impresa dove il rapporto con i collaboratori è diretto, quotidiano, personale. La filiera è seguita a 360 gradi: dall’acquisto dei pulcini all’allevamento, fino alla trasformazione delle carni. L’azienda è conosciuta in tutta Italia, ma resta saldamente ancorata al territorio cuneese, dove rappresenta un presidio di occupazione e specializzazione in specie avicole di nicchia come il galletto livornese, il gran gallo, il cappone e la faraona.
È in questo contesto che l’inclusione dei lavoratori stranieri assume un peso ancora maggiore: non si tratta di “integrazione a distanza”, ma di vita condivisa negli stessi luoghi, nelle stesse comunità, negli stessi ritmi quotidiani.
Responsabilità sociale: persone, filiera e benessere animale
Il concetto di responsabilità, per Europoll, non riguarda solo le persone. Si estende alla filiera produttiva, al benessere animale e alla trasparenza verso il consumatore. La scelta di allevare a lenta crescita, a terra, con maggior spazio rispetto ai minimi di legge, luce naturale e alimentazione vegetale a base di cereali, senza OGM e senza uso di antibiotici, racconta una visione che unisce etica e qualità.
Tutta la filiera è controllata da tecnici, veterinari e agrotecnici, nel rispetto del Disciplinare di Etichettatura carni avicole IT001EA – UNAITALIA, che consente di riportare in etichetta informazioni ad alto valore aggiunto su alimentazione, benessere e assenza di antibiotici. La certificazione UnaItalia IT001EA è la conferma di un percorso che mette al centro sicurezza alimentare, qualità e trasparenza.
Questi elementi, apparentemente “tecnici”, fanno parte di un medesimo approccio etico: prendersi cura delle persone, degli animali e dei consumatori come parte di un unico ecosistema.
L’impegno nel sociale: la partnership con Fondazione WellFARE Impact
La responsabilità di Europoll non si esaurisce tra allevamenti e stabilimenti. L’azienda sostiene il Movi Lounge Bar di Cuneo, realtà che fa parte della Fondazione WellFARE Impact – Ente del Terzo Settore.
Una collaborazione che va oltre la beneficenza tradizionale e si inserisce in una più ampia logica di ecosistema., come sostiene anche la consigliera regionale Giulia Marro: “Dove molti vedono un problema, noi abbiamo sempre visto una ricchezza: quella delle culture che si incontrano. Quando uno spazio prende vita grazie alle persone che lo abitano, è la comunità stessa a renderlo sicuro. Questo percorso non deve fermarsi: questi luoghi vivono solo se li viviamo insieme”
La Fondazione lavora per attivare sinergie tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore e Privato, con l’obiettivo di sviluppare azioni, servizi e beni in grado di accrescere il benessere delle persone e la resilienza dei territori.
Sostenendo questa realtà, Europoll contribuisce alla creazione di un contesto sociale più inclusivo, dove non solo il lavoro, ma anche l’accesso alla formazione, alla tecnologia e alle reti sociali diventa parte del percorso di integrazione.
Una cultura d’impresa che diventa racconto collettivo
Il caso Europoll dimostra che la responsabilità sociale d’impresa non è necessariamente legata alle dimensioni di un’azienda, né alla quantità di risorse dedicate alla comunicazione. Spesso prende forma in scelte quotidiane: assumere, formare, ascoltare, restare accanto ai collaboratori nei momenti chiave della loro vita. Come nel matrimonio di Keita e Ouattara, dove il confine tra “datore di lavoro” e “testimone di nozze” si dissolve, lasciando spazio a una relazione fondata su stima reciproca e gratitudine.
È in queste storie che si rispecchia un modello di impresa capace di accogliere, creare ponti tra culture, rafforzare il senso di comunità e, al tempo stesso, portare avanti una filiera agricola di eccellenza, certificata, trasparente e rispettosa del benessere animale.
In un momento storico in cui la distanza tra persone, istituzioni e aziende sembra aumentare, storie come quella di Europoll ricordano che il lavoro può ancora essere un luogo di incontro, crescita e integrazione reale.