“Padri & Figli”, la mostra fotografica di Carlo Spaliviero alla Bolzicco Arte di Portogruaro

Sabato 16 ottobre 2021,ore 17.30 presso Bolzicco Arte via Garibaldi 51 a Portogruaro, inaugurazione della mostra fotografica “Padri & Figli” di Carlo Spaliviero. La mostra rimarrà aperta fino al 9 novembre. Ingresso libero. Presentano Boris Brollo & Andrea Vizzini.

Carlo Spaliviero, grande viaggiatore e grande fotografo, ha documentato col suo obiettivo situazioni, persone, ambienti in ogni parte del mondo. Con questo percorso fotografico ci accompagna in un viaggio, anche emotivo e sentimentale, che focalizza l’attenzione sul rapporto padre/figlio, il cui valore di riferimento si ritrova ad ogni latitudine, senza distinzione di razza, ambiente, condizione economica. Fotografie intense, coinvolgenti che ci fanno riflettere sull’universalità e l’importanza del rapporto genitoriale.

Estate 1981. Carlo Spaliviero, ancora ragazzino, riceve da suo padre Francesco una Nikon F, con l’invito a partire. Destinazione: Africa Sub-sahariana. Un viaggio, lungo più di un mese, che per il fotografo friulano rappresenterà una svolta nella sua esistenza e nel suo modo di intendere il mondo. Carlo diventa testimone dell’umanità e della bellezza che attraversano i confini, le religioni, le diversità. In questi giorni, visitando la mostra “Padri & figli”, al castello Savorgnan di Artegna, è possibile ritrovare l’altro capo del filo che racconta una parte del percorso artistico di Spaliviero. L’esposizione fotografica nasce da un’apparente casualità: al ritorno dalle sue esperienze esotiche, quasi senza rendersene conto, l’autore aveva collezionato diverse immagini di volti, abbracci e sorrisi che ritraevano padri e figli. «Mi sono sorpreso a ritrovare, tra il materiale raccolto, tante situazioni di questo tipo – racconta-. Anche se tratto alcuni argomenti da anni, fotografo istintivamente ciò che sul momento mi stimola, ciò che sente il mio cuore, ciò che vedono i miei occhi». Spesso, soffermandosi sugli aspetti sociali. «Ho conosciuto diverse tribù in cui è la madre a comunicare con il villaggio, politicamente e socialmente, mentre l’uomo si prende cura dei figli e della casa. O società in cui il figlio accompagna il padre al lavoro». Il risultato di questa ricerca antropologica è un’installazione coloratissima di 40 ritratti provenienti da diversi angoli del pianeta: dal Bangladesh alla Mauritania, dalla Mongolia al Rwanda. «Mi piace pensare che chi osserva le mie fotografie, trovi uno stimolo per una riflessione sul suo ruolo familiare», conclude l’artista, non nascondendo di aver trasmesso la sua passione al figlio quattordicenne Elia che per ora ha scelto, in modo più tecnologico, di utilizzare un drone per alcuni video nelle sue zone d’origine. Carlo Spaliviero, nato nel 1964, vive a Tarvisio. Ha immortalato più di 90 paesi e nel 2016 ha vinto il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia assegnato dal Craf- Centro di ricerca e archiviazione della fotografia-. Nei primi anni ‘80 ha seguito i corsi di Italo Zannier ed è stato corrispondente del quotidiano Il Messaggero Veneto. Da sempre predilige il racconto sociale, con reportage dall’ex Ospedale Psichiatrico di Trieste e da Leros, isola greca segnata in modo drammatico, fino a pochi anni fa, dalla presenza di un manicomio.

BIO  di Carlo Spaliviero

Nato a Tarvisio, Carlo Spaliviero, nel 1964 comincia la sua attività di fotografo come corrispondente del quotidiano il Messaggero Veneto nel 1979, dedicandosi contemporaneamente alla foto naturalistica e pubblicando il libro “Una strada, tre confini”.

Nel 1984 ha vissuto per un anno a Venezia dove ha seguito i corsi di Storia della fotografia di Italo Zannier. In seguito ha partecipato a numerosi seminari fotografici tenuti fa fotografi quali Gianni Berengo Gardin, Angelo Cozzi e Raymond Depardon. Dopo aver lavorato per un lungo periodo in un noto studio fotografico pubblicitario di Udine, ha scelto di dedicarsi al reportage in bianco e nero ed ha incominciato a viaggiare molto attuando una ricerca personale sulle diverse realtà vissute dai bambini dei paesi visitati. Ha poi realizzato un reportage sociale sui malati di mente e, a questo scopo ha lavorato per un anno all’ Ospedale Psichiatrico di Trieste. In questo periodo si reca anche nell’ isola di Leros, in Grecia, per documentare la drammatica situazione del locale Ospedale Psichiatrico Infantile.

Dopo aver per molti anni fotografato la gente comune per le strade con immagini “rubate” ha deciso di svolgere una ricerca diversa, lavorando in studio, e realizzando una serie di ritratti di donne.

Sue mostre personali Kids Tarvisio 1989, Universo bambini Remanzacco 1991, Sitting around the world Trieste 1992 Udine 1992, Oltre il buio le stelle Tolmezzo 1993, Donne Trieste 1993, Negli occhi di chi non può parlare Tarvisio 1994, Made in China  Tarvisio 1994 Venzone 1994, Israel Tarvisio 1995 Trieste 1996 Udine 1997 Belluno 1997, Armenia Villach 1997.

Nel 2016, Carlo Spaliviero riceve il Premio Friuli Venezia Giulia Fotografia – per un autore della regione e per l’ occasione viene presentata una sua mostra antologica presso il Palazzo Conti Polcenigo – Fanna di Cavasso Nuovo accompagnata da un conseguente catalogo curato dal giornalista Maurizio Bait.

Nel 2018 al castello di Artegna prima  e  all’ aeroporto di Trieste in seguito espone la mostra “Padri e figli”.

www.carlospaliviero.it

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