MONTEBELLUNA NELLA GIORNATA DEL SACRIFICIO DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO: IL RICORDO DI GUERRINO CASANOVA E DELLE VITTIME DI MARCINELLE

La bandiera italiana esposta sul Municipio di Montebelluna sabato 8 agosto a mezz’asta in occasione della Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, istituita nel 2011 nell’anniversario della tragedia di Marcinelle, avvenuta l’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier, in Belgio, dove morirono 262 minatori, tra cui 136 connazionali e 7 trevigiani.

Tra loro c’era anche un montebellunese, Guerrino Casanova, 32 anni, padre di due bambini, partito da Montebelluna nella speranza di costruire un futuro migliore per la propria famiglia. Faceva parte dei circa 70mila italiani che, tra il 1946 e il 1961, lasciarono il Paese in base al “Protocollo italo-belga”, l’intesa che scambiava manodopera con forniture di carbone: duemila lavoratori a settimana, selezionati per forza fisica e salute, destinati al sottosuolo delle miniere belghe. Erano anni in cui il lavoro voleva dire, insieme, sostentamento e rischio, sacrificio e lontananza da casa. Guerrino non fece più ritorno, ma la sua storia è rimasta parte della memoria cittadina.

Nel 2005 la Repubblica Italiana gli ha conferito la Medaglia d’oro al Merito Civile, riconoscendo il sacrificio della vita per un ideale di riscatto sociale.

Il sindaco Adalberto Bordin commenta: “La storia del nostro concittadino Guerrino Casanova ci ricorda il volto umano dell’emigrazione italiana e la storia di moltissimi uomini e donne che hanno lasciato la propria terra per garantire un futuro migliore alle loro famiglie, affrontando sacrifici enormi e, troppo spesso, condizioni di lavoro durissime. La tragedia di Marcinelle è una ferita che, purtroppo, è entrata alla memoria del nostro Paese e anche della nostra comunità. Ogni anno, in questa occasione, ricordiamo Guerrino Casanova e, in generale, rendiamo onore a tutti coloro che hanno pagato con la vita il prezzo del lavoro e ribadire un principio che ancora oggi deve guidarci: la sicurezza, la dignità e la tutela dei lavoratori non possono mai essere considerate un costo”.

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