| La cantina Nana nel deserto, a Mitzpe Ramon La prima menzione ad una vigna, al vino (e la conseguente prima ubriacatura!) la troviamo addirittura nel libro della Genesi, leggendo le vicende di Noè (Genesi 9, 20-21). La vite, una delle sette specie agricole ricordate sempre nei testi Biblici come tipiche del paese, è divenuta un simbolo di Israele e del Ministero del Turismo. Fu solo sul finire dell’800, tuttavia, grazie all’intuizione del barone francese Edmond James de Rothschild, che in Israele nacque una vera e propria cultura imprenditoriale legata al mondo del vino. Il barone Rothschild, che investì molti dei suoi averi nella cittadina di Zichron Ya’akov (all’epoca chiamata Zammarin), acquistando numerosi terreni e su questi fondando nel 1882 la Carmel Winery, una delle cantine più importanti e antiche del Paese nata dall’importazione di vitigni francesi. La prima cantina Carmel è stata quella della cittadina Rishon LeZion nel 1889 e quella di Zichron Yaakov nel 1890. Oggi, vicino a quest’ultima è possibile visitare anche il Museo della storia del vino in Israele. Nel giro di poco più di un secolo da questa cittadina israeliana nacque una rete di produttori autoctoni che oggi conta un’industria da 65 milioni di bottiglie e di circa 400 aziende vitivinicole. Dai primi esperimenti sulle alture del Golan si è così passati a un vero e proprio settore di mercato, con i vini israeliani che oggi sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e per l’alto tasso di innovazione che le sue cantine adottano. |