Il Salone del Mobile.Milano svela il quinto manifesto della campagna di comunicazione dedicata alla sua 60a edizione e realizzata da Emiliano Ponzi.

Dalla matita del pluripremiato illustratore italiano, prendono vita gli anni 2000 del Salone
del Mobile, che omaggiano l’architettura leggera e versatile, scenografica e accogliente di
FieraMilano, disegnata da Massimiliano Fuksas e inaugurata nel 2005.
A poche settimane dall’inaugurazione della 60a
edizione del Salone del Mobile.Milano,
Emiliano Ponzi svela la quinta illustrazione dedicata agli anni 2000 della Manifestazione,
che battezzò il suo ingresso nel nuovo millennio con una mostra tributatele, per la prima
volta nella storia di qualsiasi evento fieristico, dal Victoria & Albert Museum di Londra. Nel
2002, infatti, il celebre museo britannico inaugurò il Contemporary Space (nuova ala
dedicata all’arte contemporanea) con Milan in a Van, esposizione che i curatori della galleria
allestirono di ritorno dalla fiera milanese con un furgone carico dei prodotti più interessanti
visti al Salone. Nel 2006, invece, la 45a
edizione del Salone debuttò nel nuovissimo
quartiere fieristico di Rho progettato dall’architetto Massimiliano Fuksas secondo i criteri
della più avanzata tecnologia: una casa bellissima, funzionale e accogliente, con percorsi
chiari e razionali, e una spettacolare copertura in vetro, la Vela, sulla passeggiata di 1.482
metri tra gli ingressi est e ovest. Nello stesso anno, inoltre, nacque il Salone Internazionale
del Bagno. In quel decennio, poi, si consolidarono gli eventi collaterali in città, che si
diedero come obiettivo quello di suggerire nuovi sbocchi e direzioni, anticipando futuri
scenari progettuali e produttivi.
Il quinto Manifesto realizzato da Emiliano Ponzi ha, così, come soggetto principale la nuova
sede della Manifestazione, l’avveniristico polo fieristico di Rho, tutto vetro e acciaio,
inaugurato nel 2005. Ma vuole anche essere un omaggio a tutti gli espositori che, ogni
anno, mettono in mostra la propria capacità creativa e il rispetto del primo assioma del
design: coniugare estetica e funzionalità. L’illustrazione rappresenta, allora, quello spazio
gigantesco che si riempie di persone differenti, provenienti da tutto il mondo, colte con gli
occhi pieni di meraviglia. Cristallizza un momento unico, fatto non solo di business ma
anche di tanta cultura del progetto, di eventi, mostre, esperienze. La composizione,
costruita con due punti di fuga, si focalizza sulla figura femminile al centro, che ricambia
lo sguardo dell’osservatore. Poi, a decrescere in termini di scala, ci sono altre persone, a
destra e a sinistra, fino a scorgere la folla che entra da Porta Sud. La parte più complessa,
per l’illustratore, è stata la rappresentazione della copertura progettata da Fuksas, che
occupa lo spazio maggiore nel disegno, in quanto elemento iconico, e che risulta quasi
piatta ma ancora più avvolgente, a raccontarci un interno prezioso fatto di incontri, materiali
e ritrovata normalità.
Anche questo manifesto è caratterizzato da un elemento disruptive rispetto a ogni
tradizionale campagna pubblicitaria: l’uso della realtà aumentata. Inquadrando il QR code
presente nel disegno con lo smartphone, l’illustrazione si anima, uscendo da una
dimensione statica e bidimensionale per muoversi nella realtà. I personaggi percorrono lo
spazio ricordandoci la brulicante frenesia degli ingressi e il numero 60 si trasforma in un
vortice che sembra uscire dall’immagine per avvolgerci completamente. Questa
componente digitale dell’immagine è stata realizzata, ancora una volta, da Alkanoids, studio
creativo milanese specializzato in motion graphics, animazione 2D/3D e regia.

" Agata : ."