IL PROSECCO SFIDA I CAMBIAMENTI CLIMATICI, ECCO COME

Il fenomeno dei cambiamenti climatici rappresenta una delle sfide più complesse per la viticoltura mondiale, e l’areale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ne costituisce un osservatorio emblematico. La vite (Vitis vinifera L.), e in particolare il vitigno Glera, agisce come un vero e proprio sensore biologico reattivo alle variazioni microclimatiche, riflettendo nei propri cicli vegetativi e nelle caratteristiche dell’uva l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. Di fronte a questa trasformazione, la Denominazione ha messo in atto un articolato approccio di adattamento e mitigazione, spaziando dalla gestione agronomica del vigneto alla ricerca scientifica, fino all’efficientamento energetico e alla tutela della risorsa idrica.


1. Gli Impatti del Clima sul Territorio e sul Vitigno Glera

L’analisi dei dati meteorologici raccolti dalle stazioni ARPAV e dai centri di ricerca mostra un chiaro trend di riscaldamento globale esteso all’intero comprensorio collinare. Confrontando i periodi 1997-2009 e 2010-2018, si registra un incremento medio delle temperature nell’arco vegetativo (aprile-settembre) stimabile in +0.6 °C a Conegliano (passato da 20.0 °C a 20.6 °C) e +0.4 °C a Valdobbiadene (da 19.1 °C a 19.5 °C). Se si considera un arco temporale di cinquant’anni, l’aumento termico a Conegliano raggiunge circa +1 °C. Gli incrementi più marcati (+0.8-1 °C) si concentrano nei mesi di aprile, luglio, agosto e settembre, fasi cruciali per lo sviluppo fenologico e la maturazione.

Questa deriva termica influisce direttamente sulla fisiologia del vitigno Glera:

  • Alterazione del calendario fenologico: Si osserva un generale anticipo delle fasi vegetative, a partire dalla fioritura fino alla vendemmia, con modifiche nei processi metabolici di accumulo degli zuccheri e di degrado dell’acidità.
  • Nuovo regime pluviometrico: Sebbene i volumi idrici medi stagionali rimangano relativamente stabili (670-680 mm a Conegliano e 750-800 mm a Valdobbiadene), la distribuzione delle piogge è cambiata radicalmente. Si intervallano periodi prolungati di siccità a fenomeni intensi e concentrati, riducendo l’efficacia dell’infiltrazione e aumentando i rischi di ruscellamento o carenza idrica.
  • Deficit idrici precoci: Riduzioni consistenti nelle precipitazioni invernali e primaverili (come negli inverni 2016/2017 e 2018/2019, con soli 123-155 mm riscontrati a fronte di una media storica di 320 mm) prosciugano le riserva d’acqua del suolo prima dell’estate.
  • Vulnerabilità della Glera: La Glera è un vitigno fisiologicamente esigente e sensibile allo stress idrico, elemento che rende indispensabili interventi mirati per preservarne la freschezza aromatica e l’equilibrio acido.

2. Strategie di Adattamento Agronomico e Gestione del Suolo

La risposta del territorio parte dalla riorganizzazione delle pratiche di campagna, dove la gestione del suolo e della pianta diventa lo strumento primario di resilienza.

  • Selezione dei portinnesti: Per regolare l’interazione tra vite e disponibilità idrica, si ricorre a portinnesti adatti alle caratteristiche pedologiche. Nei suoli superficiali e asciutti si prediligono combinazioni vigorose e tolleranti alla siccità (come Kober 5BB, 1103 P o 110 R), spingendosi fino a selezioni ad altissima efficienza d’assorbimento come M1 ed M4 per contesti estremi.
  • Il suolo come volano termico e idrico: Un terreno ricco di sostanza organica e dotato di una vivace carica microbiologica (funghi e batteri simbionti radicali) migliora la capacità di ritenzione dell’acqua e stimola la reazione della pianta agli sbalzi termici. Pratiche come il sovescio, l’inerbimento (adottato su oltre il 30-39% dei vigneti) e la gestione meccanica del sottofila (50-61%) sostituiscono le lavorazioni invasive e proteggono la struttura del suolo.
  • Gestione della chioma e microclima: Interventi di cimatura e scacchiatura vengono calibrati per proteggere i grappoli dai raggi solari diretti, contenere l’evapotraspirazione e prevenire le scottature.
  • Protocollo Viticolo e stop ai diserbi chimici: Sviluppato dal Consorzio fin dal 2011 e integrato con le direttive del sistema SQNPI, il Protocollo ha bandito l’uso del glifosato a partire dal 1° gennaio 2019, rendendo la DOCG la più vasta area viticola europea libera da questo erbicida sintetico.

3. Gestione Razionale della Risorsa Idrica

Di fronte alla crescente incostanza delle piogge, la gestione dell’acqua si è evoluta verso modelli di precisione.

  • Irrigazione di soccorso e Viticoltura 4.0: L’irrigazione è consentita esclusivamente a titolo di soccorso e previa autorizzazione del Consorzio nei momenti di severa siccità. Per minimizzare i consumi, si impiegano sistemi a goccia e subirrigazione, combinati con sensoristica al suolo (sonde TDR) e mappe di prescrizione satellitari o da droni per erogare l’acqua solo dove e quando strettamente necessario.
  • Raccolta dell’acqua meteorica: Sempre più diffuse sono le infrastrutture aziendali per il recupero delle acque piovane dalle coperture delle cantine. Ad esempio, una superficie sul tetto di 400 m² collegata a una vasca da 338 m³ consente di accumulare riserve idriche sufficienti a coprire i fabbisogni irrigui di soccorso per un ettaro di vigneto.
  • Protocollo d’Intesa per l’Acqua (2023): Firmato da Consorzio di Tutela, Comuni locali, Consorzio di Bonifica Piave e associazioni agricole, il piano ha individuato un’area prioritaria di 3.000 ettari con un fabbisogno idrico stimato in 1,5 milioni di m³ all’anno, programmando la realizzazione di bacini di accumulo e microinvasi diffusi.

4. Innovazione Tecnica, Ricerca e Mitigazione in Cantina

La lotta al cambiamento climatico combina l’adattamento sul campo con la riduzione dell’impronta ecologica lungo l’intera filiera.

  • Green Academy e Innovazione Varietale: Attraverso l’incubatore “Green Academy” nato nel 2022, il Consorzio collabora con enti scientifici di rilievo (CREA-VE, CIR-VE dell’Università di Padova, Scuola Enologica Cerletti). Tra i progetti spicca “Glera Resistente”, volto a valutare 4 incroci di Glera tolleranti a oidio e peronospora per ridurre la necessità di trattamenti fitosanitari.
  • Sistemi previsionali DSS: Progetti come VITINNOVA mettono a disposizione dei viticoltori modelli di previsione delle infezioni per ottimizzare le difese e ridurre i passaggi del trattore, limitando le emissioni di CO2.
  • Misurazione della Carbon e Water Footprint: Il Progetto WINEZERO ha mappato il bilancio del carbonio dell’intera filiera produttiva, definendo linee guida per il contenimento dei gas serra.
  • Risparmio energetico in spumantizzazione (Progetto MORE): In cantina, il raffreddamento necessario per la prima fermentazione e la presa di spuma costituisce una delle voci di maggior consumo elettrico. Il progetto MORE ha introdotto protocolli di fermentazione gestiti da ceppi di lievito selezionati capaci di operare a temperature di 2-3 °C superiori allo standard senza alterare la qualità sensoriale, abbattendo la spesa energetica.
  • Energie rinnovabili e riciclo idrico: Nel 2022, gli investimenti in impianti fotovoltaici e rinnovabili da parte delle case spumantistiche hanno coperto il 23,2% del fabbisogno energetico dell’area, evitando l’emissione di circa 5.530 tonnellate equivalenti di CO2. Inoltre, oltre il 58% dell’acqua utilizzata in cantina viene depurata e riciclata per usi aziendali o irrigui.

5. Biodiversità e Tutela del Paesaggio come Difesa Naturale

Infine, la resilienza del Conegliano Valdobbiadene si fonda sulla preservazione del suo mosaico paesaggistico, elemento chiave anche per il riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2019.

Il territorio vede la presenza di boschi e vegetazione spontanea su oltre il 57% della superficie complessiva, creando un’efficace barriera ecologica che stabilizza il microclima locale, protegge i versanti dall’erosione e ospita oltre 200 specie vegetali nei filari (indagate dal progetto BIODIVIGNA). Iniziative come Eno-Bee impiegano le api come bioindicatori della salubrità ambientale, mentre il piano strategico per la Sostenibilità di Denominazione (progetto PRO.S.E.C.CO) mira a certificare e rendicontare periodicamente le performance ambientali, sociali ed economiche dell’intera filiera

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