Il blu dello Stretto e la forza di un sogno: la traversata di Daniele per A.M.I.C.I. Onlus

Realizzare un sogno, a volte, è come attraversare un mare. Ci si tuffa pieni di energia, di speranza, e si arriva dall’altra parte con un senso di appagamento profondo, ma anche con un vuoto che lascia spazio alle domande. “E adesso cosa faccio? È già tutto finito?”. Così si sente oggi Daniele, dopo aver completato la Traversata dello Stretto di Messina il 15 luglio 2025, una sfida personale e simbolica compiuta per sostenere A.M.I.C.I. Onlus, l’associazione che da anni si occupa di persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI).

Per lui, quel tratto di mare non è stato soltanto acqua da tagliare a bracciate, ma il compimento di un’epopea durata sette anni: “Un obiettivo sognato per anni, sofferto e raggiunto con tenacia e tanto sacrificio, finito in un attimo”, racconta. Dietro la sua impresa si nascondono 1 pouch, 2 perforazioni intestinali, 7 interventi chirurgici e un lungo periodo di inattività forzata di un anno e mezzo a causa di problemi alla cervicale.

La storia di Daniele comincia nel 2023, quando lancia un crowdfunding per finanziare il suo progetto di nuotare attraverso lo Stretto. Doveva essere il coronamento di un percorso di rinascita, ma il destino gli mette un altro ostacolo davanti: “Dopo aver lanciato il crowdfunding, mi sono ritrovato completamente bloccato. Ogni tentativo di nuotata mi riportava al punto di partenza. Il mio corpo non rispondeva come avrei voluto”.

Il mare, allora, sembrava lontano. La frustrazione era tanta. “Quando mi espongo per qualcosa, lo voglio realizzare”, spiega. “Volevo essere d’esempio, dare un segnale di forza e far vedere che gli obiettivi si possono raggiungere nonostante le difficoltà e nonostante una malattia autoimmune”.

A gennaio di quest’anno, contro ogni logica prudenza, Daniele decide di iscriversi comunque alla traversata. “Non sapevo in che condizione sarei arrivato, ma mi sono affidato all’universo, cercando di trasformare il dolore in energia. Mi sono detto: In qualche modo ce la farò!”.

E così è stato. Tre mesi dopo, in una giornata di sole, si è tuffato nel blu dello Stretto. “Per chi non l’ha mai visto dal vivo, è di un blu mozzafiato, profondo e con correnti forti, tanto da sembrare un fiume”. Con la testa sott’acqua e il respiro scandito dal ritmo delle onde, ha nuotato “una bracciata dopo l’altra fino alla riva opposta”, guidato da una barca che segnava il percorso.

A bordo, la sua famiglia: Martina, il figlio Gioele e Michele, presidente di AMICI Veneto. “Non li sentivo, ma sapevo che erano lì con me, come lo erano tutte le persone che avevano avuto un pensiero per me nei giorni e nelle ore precedenti la nuotata. Era come se fossero tutti lì, a spingermi verso la Calabria.”

Poi, il momento più intenso. Gli ultimi metri, nuotati con il piccolo Gioele al suo fianco. “Anche se solo per gli ultimi 30 metri, è stata un’emozione grandissima. Mi sono alzato dall’acqua e ce l’avevo fatta, avevo raggiunto il mio obiettivo.”

Quella sponda calabra, toccata con la mano e con l’anima, ha cancellato anni di sofferenza e riempito di senso tutto il viaggio. “Ho sentito tantissima stima e tantissimo affetto da moltissime persone, anche le più inaspettate. Mi ha riempito il cuore di gioia sapere che la mia forza ha fatto breccia in tanti cuori.”

Ma la sua impresa non è solo personale. È un gesto che parla a chi vive ogni giorno la fatica di una malattia cronica. “Spero che questo mio gesto possa dare forza a chi convive con una MICI. Non siete soli e potete contare anche su un’associazione come AMICI che, se non sapete a chi rivolgervi per trovare la vostra strada, ve la può indicare.”

Nel mare di Messina, Daniele ha lasciato alle spalle anni di dolore e limitazioni. Ha trasformato la sua fragilità in forza, la paura in movimento, il silenzio degli ospedali nel suono regolare delle bracciate.

Oggi, guardando indietro, sa che la vera traversata non è durata solo quel tratto d’acqua, ma sette lunghi anni di lotta, di ricadute e di rinascita. “È vero che è tutto il viaggio che va vissuto quando si cerca di raggiungere un obiettivo. E non sempre il viaggio è come ce lo si aspetta.”

Dalla Sicilia alla Calabria, Daniele ha attraversato molto più di uno Stretto. Ha attraversato se stesso.

" Redazione : ."