Parlare di Rafael Leao sta diventando l’hobby preferito di chi ha la memoria corta o di chi, semplicemente, la bellezza nel calcio non sa più riconoscerla. È ora di fare chiarezza e di zittire, una volta per tutte, i troppi soloni che non perdono occasione per puntare il dito contro il talento portoghese. Vero, a volte sembra svogliato. Vero, con i mezzi fisici e tecnici che il Signore gli ha dato potrebbe (e dovrebbe) fare ancora di più, trascinando la squadra in ogni singola partita. Ma non scherziamo: Rafa è stato senza se e senza ma il miglior giocatore che il Milan abbia visto vestire questa maglia negli ultimi anni.
Chiunque contesti il numero 10 rossonero dovrebbe prima sfogliare l’album dei ricordi della stagione 2021/22. Senza di lui, diciamolo chiaramente, la scucitura dello scudetto sulle maglie dei cugini non sarebbe mai avvenuta. Ricordiamo tutti la cavalcata finale: il 1º maggio 2022 decide la sfida interna con la Fiorentina firmando il gol dell’1-0 e raggiungendo per la prima volta in carriera la doppia cifra in campionato. Una settimana dopo, l’8 maggio, devasta il Bentegodi regalando due assist al bacio a Sandro Tonali per il 3-1 al Verona. Il 15 maggio apre le marcature a San Siro contro l’Atalanta prima del capolavoro di Theo Hernandez. E infine la consacrazione: 22 maggio 2022, Reggio Emilia, tre assist spaccapartita nel 3-0 al Sassuolo che regala al Milan il suo 19° Tricolore. Premio finale? Eletto con pieno merito miglior giocatore in assoluto della Serie A dalla Lega.
Rafa è l’ultimo grande simbolo di quel Milan magico creato dal binomio Stefano Pioli – Paolo Maldini. Quel gruppo capace di far innamorare di nuovo San Siro, che la gestione targata RedBird e Gerry Cardinale — un proprietario che farebbe bene a lasciare il club invece di distruggerne le fondamenta — ha colpevolmente svenduto e smantellato nel corso del tempo, salvo poi trovarsi a rincorrere e tentare affannosamente di ricostruire.
Leao è l’anima di quell’epopea, il sorriso che ha fatto sognare milioni di tifosi. Quando arriverà il giorno in cui Rafa deciderà di salutare Milano per cedere alle sirene dei top club europei, solo allora molti si renderanno conto di cosa abbiamo avuto tra le mani. Lo rimpiangeremo ampiamente. Quindi per ora teniamocelo stretto, godiamoci le sue accelerate e, prima di criticare chi ci ha riportato sul tetto d’Italia, facciamo tutti un bel gesto: silenzio e rispetto.