Esperto SEO: i tre campi su cui si concentra il suo lavoro

Chiunque abbia un anche minimo interesse a fare crescere la propria presenza sul web ha sicuramente dimestichezza con un termine che è un faro da seguire nel proprio viaggio verso il successo: la Seo. Acronimo di Search Engine Optimitation, che è in sintesi un insieme di tecniche che permettono di costruire e impostare un sito affinché questo sia visibile al proprio pubblico di riferimento quando questo si appresta a fare una ricerca su internet. In termini ancora più concreti, significa fare in modo che un dato sito compaia fra i primi risultati della SERP, l’elenco che i motori di ricerca offrono in risposta a una ricerca fatta da un utente.

Questa breve descrizione porta con sé un intero mondo, fatto di keyword, analisi, grafici, trend e competitor. Non è un lavoro facile, considerando anche che è un settore in continua evoluzione; la costante modifica agli algoritmi di Google e tool affini porta un consulente SEO serio e professionale a un aggiornamento ricorrente, così da essere sempre informato sugli strumenti più recenti e sulle metodologie per sfruttarli al meglio. Per comprendere cosa la SEO può fare per la propria attività è possibile visitare il sito del consulente SimoneElle per avere una panoramica completa dei servizi offerti.

In particolare il lavoro di un SEO Specialist si concentra su tre campi, che in un certo senso sono i pilastri di questa strategia e che ogni professionista del settore deve conoscere in modo approfondito. Vediamo quali sono.

Technical

Un Seo Specialist non è un programmatore né un web designer, ma senza alcun dubbio deve conoscere le basi della creazione di un sito. Solo in questo modo può intervenire la dove sono richieste le sue competenze, ovvero nell’inserimento delle keyword nella struttura base. Gli url, i nomi delle pagine e il dominio principale devono contenere le parole chiave, in modo da essere individuati facilmente dai motori di ricerca e comparire in alto nella SERP. Senza questa impostazione, il migliore dei siti è destinato a rimanere pressoché invisibile.

Ottimizzazione on page

Per ottimizzare un sito, tutti i contenuti devono essere incentrati sulle keyword. Questo riguarda gli articoli dell’eventuale blog, per partire dall’esempio più classico, ma anche tutti i testi di presentazione dei servizi, le schede tecniche dei prodotti e anche le descrizioni delle immagini, elemento quest’ultimo troppo spesso sottovalutato.

Ottimizzazione off page

Infine, c’è tutto un lavoro relativo alla reputazione o autorevolezza che un sito acquista dalle citazioni che ottiene sul web. Non è qualcosa che nasce spontaneamente, ma deve essere costruito con una sapiente strategia di link building tramite la realizzazione di articoli o di contenuti che vengano ospitati o citati (linkati appunto) in diversi siti sul web. Attenzione a questo passaggio perché è più impegnativo di quanto possa apparire a prima vista: non è infatti sufficiente riuscire a inserire in un articolo qualsiasi su un sito autorevole un link indirizzato al proprio dominio. È indispensabile che qui atterrino utenti in target, perché se non dovessero essere interessati lascerebbero subito il sito, fatto che Google interpreta come penalizzazione.

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