Da marzo 2022 le imprese stanno facendo i conti con il caro energia che ha avuto come principali conseguenze un aumento del costo del prodotto08 finito e una riduzione del margine di guadagno. Rispetto allo stesso periodo del 2021 parliamo di una crescita del costo dell’energia elettrica del 500% e va ancora peggio con il gas naturale, cresciuto del 700%. Di fronte a questi numeri da capogiro manager e titolari d’azienda stanno cercando di correre ai ripari, ripensando le dinamiche interne di gestione e cercando di cogliere le opportunità di risparmio offerte dallo stato, dai bonus alla riduzione delle tasse. Con il decreto bollette 2022 il governo ha infatti approvato delle misure che intervengono direttamente sui costi finali in bolletta e che favoriscono lo sviluppo di politiche industriali basate sulle energie rinnovabili.
Bonus bollette imprese: come funziona
Il bonus bollette imprese è destinato alle imprese energivore con forte consumo di gas naturale. Per quanto riguarda invece l’energia elettrica, il bonus è riservato alle imprese che hanno una potenza pari o superiore a 16,5 kW. Si può anche cedere il bonus ad intermediari o istituti di credito. Le agevolazioni si possono richiedere entro il 31 dicembre 2022 e prevedono un diverso credito d’imposta a seconda del periodo di riferimento del rincaro.
Credito d’imposta: i requisiti
Per quanto riguarda l’elettricità, le imprese hanno diritto ad un credito d’imposta pari al 20% per il secondo trimestre del 2022 e al 25% per il terzo trimestre 2022, come previsto dall’articolo 5 del DL 21/2022. Per richiedere l’agevolazione è necessario dimostrare un aumento del costo per kW di almeno il 30% tra la media delle bollette dei primi tre mesi del 2022 e quella del primo trimestre del 2019. Il credito d’imposta viene determinato in relazione alla media del prezzo unico nazionale dell’energia elettrica.
L’agevolazione è cumulabile con altri bonus anche relativi ai medesimi costi, l’importante è non superare il costo sostenuto. Ci sono infatti anche agevolazioni di tipo locale, come quelle regionali o promosse dai singoli comuni. E ogni azienda ha diritto ad accedere anche a queste opportunità. L’agevolazione sul credito d’imposta è prevista anche per le aziende che utilizzano gas naturale. Si può richiedere uno sconto del 15% per le spese del 2° semestre del 2022 e del 20% per le spese sostenute nel terzo trimestre 2022, come stabilito nell’articolo 5 del DL 21/2022. Come per l’elettricità, rimane sempre come requisito d’accesso l’aver subito un incremento superiore al 30% del prezzo medio nel confronto tra il 2° trimestre 2019 e lo stesso periodo del 2022. Per calcolare il prezzo medio, si fa riferimento ai prezzi del Mercato Infragiornaliero, che vengono pubblicati dal Gestore dei Mercati Energetici (GME).
Le soluzioni dei manager al caro energia
Le misure messe in campo dal governo sono sicuramente un importante ristoro per le imprese. Il caro energia per essere superato appieno ha però bisogno anche di interventi interni. Per fare questo bisogna avere ben chiaro in cosa consiste il controllo di gestione e attivarlo in maniera continuativa in azienda. Rappresenta infatti la base per il successo di ogni azienda, perché permette di pianificare con precisione e con ridotti margini di errore tutte le attività di un’impresa. Monitorando costantemente i dati e analizzandoli in chiave strategica si possono infatti prevedere i costi di produzione, individuare delle inefficienze nel sistema ed intervenire con tempestività ed avere sempre sotto controllo la redditività, rendendo così l’impresa capace di affrontare anche un momento di crisi.
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