COME GLI ORAFI ITALIANI SI AFFACCIANO AL MONDO ONLINE: IL CASO DI ATHANOR

Se dovessimo chiedere all’uomo della strada cosa pensa nel sentir pronunciare la parola “orafo”, difficilmente la risposta comporterebbe vocaboli legati con l’area semantica di innovazione e cambiamento tecnologico.

Molto probabilmente, l’idea di riferimento della maggior parte di noi quando si parla di questa particolare nicchia artigiana fa pensare in poche parole a una bottega scarsamente illuminata, a un banco da lavoro ingombro di utensili e a una grossa lente, usata da un artigiano per vedere meglio il gioiello su cui sta lavorando con pinze, lime e cannello prima di incastonare una o più pietre preziose. Questa visione che potrebbe sembrare stereotipata, in realtà, non si discosta di molto dagli ambienti in cui i migliori orafi italiani ancora lavorano oggi.

Il fascino dell’oreficeria artigianale italiana, erede di quelle tecniche e di quella sapienza tramandata fin dal medioevo e per questo capace di sfornare ancora oggi capolavori senza tempo di stile e bellezza, sta soprattutto in questo. Resta però da considerare che, per sua stessa natura, una simile attitudine diffusa in maniera piuttosto trasversale nel settore rischia di confinarlo a un isolamento autoimposto e a un declino inesorabile, specie in un mondo come quello in cui ci troviamo, in cui la fretta crescente tende a escludere dall’equazione tutto ciò che si muove più lentamente o che necessita del tempo per essere scoperto.

Tuttavia, proprio per fornire una soluzione a una situazione così complicata è nata la piattaforma Athanor.shop. La start up, entrata in attività a Milano nel 2025, si pone come obiettivo ambizioso quello di creare un connubio unico tra l’innovazione digitale e la maestria del saper fare italiano che viene ammirata in ogni parte del mondo.

L’intento alla base dell’idea è duplice: se da un lato l’obiettivo è quello di dare maggiore visibilità online a quegli artigiani che per mancanza di tempo o competenze non riescono a stabilire una testa di ponte nel cyberspazio o a monetizzare la loro presenza nello stesso, dall’altro si intende anche dare mostra al pubblico di tutto il mondo, per l’ennesima volta, quanto l’Italia sia la casa di tutto ciò che è bello e fatto con gusto.

Un orafo che voglia solo concentrarsi sulla propria arte o che non si senta sicuro di approcciarsi al digitale per questioni anagrafiche, dunque, può esternalizzare questo aspetto ormai fondamentale della sua attività ad Athanor e continuare il proprio lavoro normalmente. La piattaforma si occupa di prendere nota delle particolarità della produzione dell’artigiano, immagazzinando tutte le informazioni necessarie nella sua base dati. Trovato un cliente alla ricerca di un gioiello unico e su misura le cui esigenze si incastrino con le abilità uniche dell’orafo, ecco che la combinazione perfetta ha luogo e permette un dialogo tra le parti che sfocia in un piccolo capolavoro di metallo e pietre preziose.

La selezione degli orafi viene svolta a monte dalla piattaforma ed è molto rigida, dal momento che non è solo necessario mostrare comprovata abilità manuale unita all’utilizzo di materiali di primissima qualità, ma anche attitudine all’ascolto e propensione alla soddisfazione del cliente.

Dove può arrivare Athanor? Gran parte del successo del servizio passa sicuramente dalla capacità di adattarsi al mondo delle ricerche online profondamente alterato dalle intelligenze artificiali, oltre che dalla capacità di costruire un’immagine che associ in automatico concetti come fiducia e affidabilità alla marca.

Gli inizi, ci viene detto dai fondatori, sono stati molto incoraggianti, a testimonianza di un ambiente ben conscio delle problematiche legate all’innovazione e di un pubblico molto ricettivo e felice di poter usufruire di un servizio di concierge di alta qualità.

Il salvataggio di tradizioni e mestieri passa anche da questo, ovvero dalla capacità di saper unire la tradizione alla novità e creare un’alchimia tra i migliori aspetti dei due mondi.

" Redazione : ."